|
|
|
LA
BIBLIOTECA DI FAMIGLIA
DA
ATLANTIDE A BERING,
MA SENZA FARE IL BOTTO
Nel
suo secondo, attesissimo romanzo Avoledo lascia gli abissi della città
sommersa per affacciarsi sulle rive del mare. Questa volta, però, l’effetto
a sorpresa viene a mancare.
Questo
libro ha una storia tutta diversa. Non solo perché in L’elenco
telefonico di Atlantide, il suo romanzo d’esordio, l’autore si era
inoltrato (ma solo nel finale) negli abissi della città sommersa per
recuperarne l’impossibile registro degli abbonati Telecom e ora si
affaccia invece sulle rive del Mare di Bering, cercando invano di
recuperarne un sommergibile ucraino. Né perché, se debuttava con un
protagonista autobiografico – quel Giulio Rovedo con cui condivideva la
rima del nome, l’età, l’ambiente friulano di provenienza e la
professione di impiegato all’ufficio legale di una banca –, ora assegna
il ruolo di primattore al venticinquenne Mika Ganz (il figlio che avrebbe
potuto avere, confessa).
È, piuttosto, perché con l’opera prima Tullio
Avoledo, quarantaseienne impiegato di Pordenone, aveva fatto il botto.
Di più: la raffica, la mitraglia, il fuoco di fila della
sua scrittura pirotecnica avevano letteralmente abbagliato il critico
Antonio D’Orrico, il quale aveva inaugurato la serie delle recensioni
entusiastiche che proiettarono il fuoco d’artificio Avoledo non solo nel
cielo degli autori, ma direttamente nell’empireo delle star. Il suo
secondo libro non arriva, ovvio, come una rivelazione. È anzi attesissimo
da lettori e addetti ai lavori. E allora: la promessa Avoledo ha tenuto fede
all’impegno con il pubblico?
Certamente lo scrittore si è mantenuto fedele a sé
stesso. Vulcanico, fluviale, ha riportato a riva un altro librone (di mole
appena inferiore al precedente: 448 pagine contro 525). Buttato anche questa
volta su una spiaggia favolosa: non quella della mitica Atlantide proiettata
nel monitor di avveniristici videogame, bensì quella di un Mare di Bering
trasferito nel prossimo futuro. Pure stavolta il romanzo intreccia nella
trama delle sue reti il racconto di un’Europa fantapolitica a
"rionali" microstorie friulane: nell’Elenco era il
nazismo magico quello che nel Mare è un matriarcato di imperanti first
lady.
Anche questa volta combina arditamente slang, sketch
e boutade da compagnone alle più raffinate citazioni letterarie
e musicali: da Billy Bragg a Eva Cassidy, da William Shakespeare a François
Villon… Persino questa volta smussa gli spigoli eruditi con le frecce del
più acuto sense of humour. Anche questa volta… E no, stavolta no:
il petardo atteso, previsto (prevedibile?), che scoppia nell’apocalittico
finale, non fa come la prima volta l’effetto di una sorpresa.
Alessandra Iadicicco
CHI
È L'AUTORETullio
Avoledo friulano, è nato nel 1957. Vive e lavora a
Pordenone nell’ufficio legale di una banca. All’inizio del 2003
ha esordito con L’elenco telefonico di Atlantide (Sironi,
premio Forte Village-Montblanc, scrittore emergente dell’anno).
|
|
MARE
DI BERING
di Tullio Avoledo,
Sironi, pp. 448, € 17,00
|
|
|
|