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Cultura - Il libro
di Alessandra Iadicicco - culturafc@stpauls.it


LA BIBLIOTECA DI FAMIGLIA

DA ATLANTIDE A BERING,
MA SENZA FARE IL BOTTO


Nel suo secondo, attesissimo romanzo Avoledo lascia gli abissi della città sommersa per affacciarsi sulle rive del mare. Questa volta, però, l’effetto a sorpresa viene a mancare.

Questo libro ha una storia tutta diversa. Non solo perché in L’elencoMare di Bering telefonico di Atlantide, il suo romanzo d’esordio, l’autore si era inoltrato (ma solo nel finale) negli abissi della città sommersa per recuperarne l’impossibile registro degli abbonati Telecom e ora si affaccia invece sulle rive del Mare di Bering, cercando invano di recuperarne un sommergibile ucraino. Né perché, se debuttava con un protagonista autobiografico – quel Giulio Rovedo con cui condivideva la rima del nome, l’età, l’ambiente friulano di provenienza e la professione di impiegato all’ufficio legale di una banca –, ora assegna il ruolo di primattore al venticinquenne Mika Ganz (il figlio che avrebbe potuto avere, confessa). 

È, piuttosto, perché con l’opera prima Tullio Avoledo, quarantaseienne impiegato di Pordenone, aveva fatto il botto. Di più: la raffica, la mitraglia, il fuoco di fila della sua scrittura pirotecnica avevano letteralmente abbagliato il critico Antonio D’Orrico, il quale aveva inaugurato la serie delle recensioni entusiastiche che proiettarono il fuoco d’artificio Avoledo non solo nel cielo degli autori, ma direttamente nell’empireo delle star. Il suo secondo libro non arriva, ovvio, come una rivelazione. È anzi attesissimo da lettori e addetti ai lavori. E allora: la promessa Avoledo ha tenuto fede all’impegno con il pubblico?

Certamente lo scrittore si è mantenuto fedele a sé stesso. Vulcanico, fluviale, ha riportato a riva un altro librone (di mole appena inferiore al precedente: 448 pagine contro 525). Buttato anche questa volta su una spiaggia favolosa: non quella della mitica Atlantide proiettata nel monitor di avveniristici videogame, bensì quella di un Mare di Bering trasferito nel prossimo futuro. Pure stavolta il romanzo intreccia nella trama delle sue reti il racconto di un’Europa fantapolitica a "rionali" microstorie friulane: nell’Elenco era il nazismo magico quello che nel Mare è un matriarcato di imperanti first lady.

Anche questa volta combina arditamente slang, sketch e boutade da compagnone alle più raffinate citazioni letterarie e musicali: da Billy Bragg a Eva Cassidy, da William Shakespeare a François Villon… Persino questa volta smussa gli spigoli eruditi con le frecce del più acuto sense of humour. Anche questa volta… E no, stavolta no: il petardo atteso, previsto (prevedibile?), che scoppia nell’apocalittico finale, non fa come la prima volta l’effetto di una sorpresa.

Alessandra Iadicicco
   
  

CHI È L'AUTORE

Tullio Avoledo friulano, è nato nel 1957. Vive e lavora a Pordenone nell’ufficio legale di una banca. All’inizio del 2003 ha esordito con L’elenco telefonico di Atlantide (Sironi, premio Forte Village-Montblanc, scrittore emergente dell’anno).

 

MARE DI BERING 
di Tullio Avoledo,
Sironi, pp. 448, € 17,00


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