Famiglia Cristiana OnLine

Sommario.

 

Funziona la "catechesi
del buon pastore"

 
Attualità.
di Renzo Giacomelli
foto di Giancarlo Giuliani - Catholic Press


PARROCCHIE D’ITALIA / 2
LA COMUNITÀ DI LAMA, PICCOLA FRAZIONE DI TARANTO


LA CHIESA IN PIAZZA

La chiesetta è troppo piccola, e allora le attività si svolgono all’aperto. Da quelle religiose a quelle "civili" di educazione alla legalità.

La chiesa è troppo piccola? Allora la parrocchia si fa in piazza. Frazione di Taranto allungata sulla scoscesa costa dello Jonio, Lama si è sviluppata negli ultimi decenni. Quando nacque la parrocchia, nel 1950, per i 500 abitanti poteva bastare la chiesetta intitolata alla Regina Pacis: facciata imponente rispetto all’esiguità dell’interno (80 posti a sedere, 150 con quelli in piedi). Allora vivevano qui i mezzadri dei tre latifondisti della zona. Poi dall’altra parte di Taranto è arrivata l’Italsider, ora Ilva, e anche Lama ha visto moltiplicarsi casette e palazzoni per gli operai dell’impianto siderurgico. Nel paese cresciuto senza piano regolatore, con strade prive di marciapiedi e quartieri senza fogne, vivono ora 5.000 persone.

«Abbiamo trasformato una difficoltà in opportunità», dice don Cosimo Damasi, più noto come "don Mimino", da nove anni parroco a Lama. «Poiché in chiesa c’è poco spazio, le celebrazioni più importanti le facciamo nella piazza e nel chiostro vicini al tempio».

All’aperto si vivono non solo momenti liturgici, prime Comunioni, Cresime, riti della Settimana santa. Piazza e chiostro accolgono anche iniziative culturali, soprattutto d’estate, quando la popolazione raddoppia per il ritorno degli emigrati e di famiglie tarantine amanti del selvaggio lungomare di questo paese. Il cartellone estivo è zeppo di proposte, dai film "per riflettere" al teatro, da spettacoli musicali agli incontri con "testimoni" dell’impegno sociale ed ecclesiale (don Luigi Ciotti e il giudice Giancarlo Caselli, per fare qualche nome).

Anche la catechesi si fa fuori della chiesa. Poiché le due sale della casa parrocchiale non bastano per i 350 bambini e ragazzi che si preparano alla prima Comunione e alla Cresima (seguiti da una trentina di catechisti), la scuola elementare del paese presta alcune aule, quando non vi sono lezioni.

Un momento del Consiglio pastorale allargato della parrocchia di Lama, che si tiene all'aperto.
Un momento del Consiglio pastorale allargato
della parrocchia di Lama, che si tiene all’aperto.

Educazione alla legalità

C’è ottima collaborazione tra parrocchia e scuola anche per un’importante iniziativa lanciata due anni fa, dopo un intenso incontro della popolazione di Lama con don Ciotti, presidente di Libera, associazione di associazioni impegnate nella difesa della legalità e nella lotta alle mafie. Tra Caritas parrocchiale, Libera e scuola statale G. Salvemini è nato il progetto "Educare alla legalità", che, nell’anno scolastico 2002-2003, ha impegnato quattro classi di scuola elementare, e nell’anno in corso è destinato alla prima e alla seconda media.

Il primo ciclo, guidato dall’interrogativo: "Stiamo bene insieme?", ha portato i bambini (con lavori di gruppo, dibattiti, questionari) a individuare e condividere le regole per stare bene in famiglia e nella scuola. Il secondo ciclo, "Da uomo a cittadino", introduce i ragazzi alla conoscenza delle istituzioni, al rispetto delle regole della convivenza civile, alla partecipazione. Nel progetto sono coinvolti il parroco, il suo vice (il vulcanico e sempre allegro don Luigi Pellegrino), il preside della scuola Angelo Carrieri, vari insegnanti ed esperti esterni.

Il 18 maggio si terrà tra i 500 studenti della Salvemini, come esempio di partecipazione civica, un referendum su tre richieste da avanzare al Comune. I ragazzi dovranno scegliere tra queste opere: un teatro con annessa biblioteca, un centro sociale, un centro polisportivo.

Negli ultimi anni Lama ha visto aumentare d’un migliaio di famiglie il quartiere Battaglia, l’unica zona del paese con grandi caseggiati popolari. La parrocchia vi è presente con una sala in affitto, usata come laboratorio artistico per grandi e piccoli. Animato da un volontario, Ersilio Quatraro, sociologo e appassionato di arti, il laboratorio è aperto due volte alla settimana e accoglie una cinquantina di bambini che dipingono murales, fabbricano aquiloni, si improvvisano teatranti con marionette o burattini fatti da loro stessi. Nel "gioco" sono spesso coinvolti i genitori.

Coinvolgere le famiglie

«In tutte le nostre attività», spiega il parroco, «cerchiamo di impegnare le famiglie nel loro insieme. Quando ci riusciamo, constatiamo che l’azione pastorale è più efficace».

La parrocchia "in piazza" diventa per forza più aperta e sensibile ai problemi della popolazione. Ne è un esempio la lettera aperta che l’agosto scorso don Mimino ha inviato a Emilio Riva, proprietario dell’Ilva. «Può sembrarle strano che a scriverle sia un sacerdote», diceva la lettera, «ma come parroco della comunità Regina Pacis di Lama condivido le preoccupazioni delle famiglie i cui congiunti, padri o figli, lavorano presso il suo stabilimento di Taranto. Le notizie sui frequenti infortuni che avvengono nel siderurgico sono fonte di apprensione, soprattutto quando si rivelano mortali come nel caso dei due giovani operai schiacciati da una gru alcuni mesi fa... Si può morire per un pane? È l’interrogativo angoscioso che ci siamo posti; non dovrebbe il lavoro procurare il pane per vivere?...».

Non solo ai bisogni e ai problemi del proprio territorio pensa la comunità di Regina Pacis. La Caritas parrocchiale, attiva nell’assistenza ai più disagiati e nella ricerca di lavoro per i non pochi disoccupati, organizza anche il progetto "Chiquimula chiama Lama". Nel gemellaggio con una parrocchia del Guatemala, dieci ragazzi guatemaltechi sono mantenuti agli studi e i loro genitori ricevono un aiuto per l’avvio e il sostegno di piccole attività commerciali.

 Renzo Giacomelli


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