Famiglia Cristiana OnLine

Sommario.

 



 
Attualità.
di Simonetta Pagnotti


TURISMO
VIAGGIO TRA I GRANDI MUSEI STATALI CHE FUNZIONANO


MIRACOLO!
SONO APERTI


La Pinacoteca di Brera, gli Uffizi e Capodimonte: malgrado le ferie garantiscono la visione dei loro tesori artistici.

«Questa è la piantina del museo: vi conviene cominciare la visita da questo gruppo di sale, perché alle quattro cominciano a chiuderle, per mancanza di personale».

Pinacoteca di Brera (Milano), una giornata ordinaria d’estate. Mancano venti minuti alle fatidiche ore 16, ma quando la comitiva arriva davanti alle sale indicate, si trova di fronte allo sbarramento, fermo ma cortese, di una delle sorveglianti: «Abbiamo già chiuso, mi dispiace». Davanti alla protesta, la posizione si fa più morbida: «Passate pure, al massimo vi chiederanno di uscire». A questo punto è una lotta contro il tempo. Come tutti i musei statali, Brera osserva ormai un orario piuttosto lungo, dalle 8.30 alle 19.30 di sera. 
Ma già alle
15.30 i primi gruppi di sale cominciano a chiudere, e poi altre, a seguire, mentre i turisti continuano a entrare. Impossibile compiere con calma il percorso del classico "anello", dalla sala 1 alla 38.

Qualcuno perde il filo e comincia a dare segni di fastidio: «Non è che ci chiudono sotto il naso la sala col Cristo morto di Mantegna?». «Non si preoccupi, questo non avviene mai, si veda pure con calma il "Caravaggio" e poi torni indietro alla sala 4», la tranquillizza una delle custodi più costernata di lei; «ci dispiace molto, ma creda: non è colpa nostra». Su una cosa indubbiamente ha ragione. Un museo come Brera racchiude tali e tanti capolavori da meritare comunque il prezzo della visita. Però...

Il Colosseo.
Il Colosseo (foto AP).

E se un sorvegliante si ammala?

«Guardi, ci siamo trovati di fronte a una vera emergenza, perché buona parte del nostro personale è stato impegnato in corsi di riqualificazione, ed è ovvio che non possiamo lasciare le sale senza sorveglianza», spiega Valentina Maderna, della Soprintendenza ai beni artistici e storici di Milano, «dobbiamo fare i conti col personale che abbiamo, basta che uno dei sorveglianti alla sera mangi troppo melone che, il giorno dopo, dobbiamo chiudere qualcosa. Nonostante tutto, noi non chiudiamo per ferie, garantiamo l’apertura dal martedì alla domenica tutta l’estate, compreso il mese d’agosto, con un orario continuativo di 10 ore. Facciamo tutti quanti i turni, compresi gli storici dell’arte della Soprintendenza». Tirando le somme: è inutile fasciarci la testa se i turisti, specialmente gli stranieri, di solito i più esigenti, troveranno qualche nostra sala chiusa.

«Ormai questo è inevitabile in tutti i grandi musei del mondo, compreso il Louvre, dove uno magari fa il biglietto per vedere la sezione egizia e la trova chiusa. Quanto a noi, se nelle settimane "calde" ci troveremo in difficoltà, chiuderemo le sale meno importanti. In genere, quelle dei fiamminghi, o le due "alette" col Canaletto, che però rimangono "a vista". Per correttezza ne verrà data comunicazione in biglietteria. A nessuno comunque sarà impedito di ammirare i nostri grandi capolavori, da Mantegna a Bellini, a Piero della Francesca, a Raffaello, il cuore insomma del nostro museo».

Qui non si chiude per ferie

Da Brera agli Uffizi passando per il circuito dei grandi musei fiorentini, dall’Accademia, dove il David di Michelangelo ha ritrovato lo splendore originario, al convento di San Marco con la meraviglia delle sue celle affrescate dal Beato Angelico. I musei statali non chiudono per ferie, anche se con grande fatica.

«Se lei va in un ospedale, in agosto, trova reparti chiusi e carenze drammatiche. Noi ci troviamo ovviamente in difficoltà, perché siamo sotto l’organico, ma cerchiamo di fare tutto il possibile per ridurre gli inconvenienti al minimo», spiega Antonio Paolucci, a capo della Soprintendenza di Firenze.

Tabella.

Straordinari anche di domenica

«Ci siamo inventati degli accorgimenti, per esempio, siamo riusciti a pagare gli straordinari domenicali e abbiamo allungato il tempo lavoro per cui, negli ultimi due anni, la situazione si è fatta meno drammatica. In emergenza chiudiamo a turno le sale, ma devo dire che anche queste chiusure sono ridotte al minimo». Qualche disagio è da mettere in conto, a cominciare dalla fila che aspetta i turisti anche in agosto, se privi di prenotazione. «Per legge noi possiamo prenotare solo il 50 per cento della capacità degli Uffizi», continua Paolucci; «chi vuole venire senza la prenotazione deve fare la coda. In ogni caso non gridiamo al lupo: la qualità dell’offerta dei nostri musei non ha nulla da invidiare ai grandi musei stranieri».

Notizie confortanti anche dal Museo di Capodimonte di Napoli, che pure qualche problema in primavera l’ha avuto per gli scioperi del personale. «Al massimo abbiamo dovuto chiudere per un paio di ore, a causa di assemblee del personale, e questo può sempre succedere», chiarisce la direttrice, Mariella Utili; «per il mese d’agosto, comunque, anche noi staremo aperti fino alle 19.30, compresi il 14 e 15 agosto. Prevediamo una presenza consistente di turisti, specialmente stranieri e nella settimana di ferragosto: è possibile prenotare, ma non è necessario. Se ci troveremo in difficoltà, e questo capiterà sicuramente, abbiamo deciso di chiudere "a mosaico" alcune sezioni in fasce orarie prestabilite, di modo che i visitatori, nell’arco della mattinata o del pomeriggio, possano compiere per intero il percorso del nostro museo».

 Simonetta Pagnotti
   
   
UNA BUSSOLA PER VISITARE IL BELPAESE

LItalia custodisce oltre il 70 per cento dei beni artistici e architettonici presenti nel mondo. Impossibile orientarsi in questo oceano di bellezze artistiche senza una guida sicura che segnali le rotte più interessanti e coinvolgenti fra i 4.144 musei italiani. Internet offre comunque una bussola agli amanti dell’arte. Ecco un elenco dei siti a servizio del turista.

Cliccando su www.museionline.it si possono trovare informazioni costantemente aggiornate su oltre 3.500 musei, con apposite sezioni dedicate a ogni regione. Il sito, realizzato dalla Microsoft (in collaborazione con Adnkronos Cultura) e con il patrocinio del ministero per i Beni e le Attività culturali, permette pure di prenotare la propria visita al museo prescelto senza alzare la cornetta del telefono. In www.emmeti.it, oltre alle informazioni storiche sulle opere d’arte presenti nel territorio, sono raccolte interessanti indicazioni sulle strutture alberghiere situate nelle vicinanze dei luoghi che vorrete visitare.

Il sito www.artetop.it è un portale che dà la possibilità di contattare velocemente i siti dei più importanti musei italiani. Infine, su www.visitalia.com si possono trovare indirizzi e foto da consultare per chi non vuole organizzare la propria vacanza "al buio". Fra le guide suggeriamo i Grandi musei d’Italia (256 pagine, 50 euro), un volume edito da Sikra Editore dedicato a otto musei raccontati dai rispettivi direttori. Informazioni utili sulla storia dei più bei musei italiani sono raccolte su 400 musei doc di Orme Editore (366 pagine, 15,30 euro). Infine, da non laciare assolutamente a casa la monumentale guida del Touring Club Musei d’Italia (768 pagine, 17 euro).

Ge.Mu.

TORINO, MUSEO EGIZIO

Nel secondo più importante museo al mondo dedicato all’antico Egitto i visitatori possono ammirare le opere custodite nella tomba di Kha (1.500 a.C.) oltre a una straordinaria raccolta di papiri. Orari: dalle 8.30 alle 19.30, da martedì a domenica. Chiuso il lunedì. Ingresso: 6,5 euro da 25 a 65 anni, 3 euro dai 18 ai 25 anni e ingresso gratuito per i minorenni e gli ultrasessantacinquenni. Indirizzo: via Accademia delle Scienze 6; telefono 011/56.17.776; www.museoegizio.org.

 

VENEZIA, GALLERIE DELL’ACCADEMIA

La Tempesta di Giorgione e la Presentazione della Vergine di Tiziano sono i pezzi più importanti della straordinaria carrellata di cinque secoli di pittura veneziana custodita nella galleria di Campo della Carità. Orari: dalle 8.15 alle 19.15, da martedì a domenica; lunedì dalle 8.15 alle 14. Ingresso: 6,5 euro intero, 3,25 euro ridotto, gratuito fino ai 18 e oltre i 65 anni. Indirizzo: Dorsoduro 1.050;
tel. 041/52.22.247;
www.gallerieaccademia.org

 

FERRARA, PINACOTECA NAZIONALE

Nel piano nobile del Palazzo dei Diamanti, si può ammirare le opere dei più importanti pittori della corte degli Este. Orari: martedì, mercoledì, venerdì e sabato dalle 9 alle 14; giovedì dalle 9 alle 19; domenica e festivi dalle 9 alle 13; lunedì chiuso. Ingresso: 4 euro intero, 2 euro ridotto, gratuito fino ai 18 e oltre i 65 anni. Indirizzo: via Ercole d’Este; telefono 0532/20.998, www.palazzodiamanti.it

     

A PIAZZA ARMERINA ASPETTANO SGARBI

I miracoli si fanno ma fino a un certo punto. Basta un inconveniente e il sistema va in tilt, dimostrando come il problema della gestione e della difesa del nostro straordinario patrimonio culturale sia tutt’altro che risolto. Lo dimostrano i furti e i problemi pressoché quotidiani di un sito come Pompei. Lo dimostra, purtroppo, lo scandalo di Piazza Armerina (Enna), uno dei siti archeologici più importanti del mondo. È bastato un intoppo nel rinnovo del contratto alla cooperativa addetta al servizio di pulizia, e i turisti si sono ritrovati a svuotare personalmente i cestini delle immondizie.

In realtà, la splendida Villa del Casale, col suo straordinario pavimento a mosaici che tutto il mondo ci invidia, ha ben altri problemi. Mancanza di barriere, pochi custodi, l’acqua portata con l’autobotte... E dire che il nuovo sindaco, Maurizio Prestifilippo, ha fatto del recupero di questo tesoro il cavallo di battaglia della campagna elettorale.

«La verità è che in un sito "minore" come Imera ci sono 50 custodi e a Piazza Armerina solo 8: Il personale della Regione non ci vuole venire, è un fatto di "sicilitudine". Noi abbiamo 600.000 visitatori paganti l’anno, gli altri, che non pagano, non sono quantificabili. Un vero assalto. Non tutti si comportano educatamente: ci vuole maggiore sorveglianza. Non possiamo impedire alla gente di visitare un luogo del genere. Per diminuire la pressione bisognerebbe prolungare le visite in orario serale, ma è un problema di personale. Quanto alla polvere sui mosaici lamentata dai turisti, si tratta di un intervento delicatissimo di pulizia, che viene fatto ogni tanto da personale esperto della Soprintendenza».

Non è una questione economica. La Regione Sicilia, cui va il 20 per cento degli incassi, ha già stanziato 16 milioni di euro. Il problema è come spendere questo denaro per il restauro dei mosaici e la riorganizzazione del sito. L’assessore regionale alla Cultura ha pensato a un commissario straordinario come Vittorio Sgarbi.

«Accetterò se avrò potere assoluto», chiarisce Sgarbi, «Villa Armerina ha bisogno di ordinaria manutenzione e di un servizio di controllo adeguato. In realtà, lì non controlla nessuno, non possiamo addossare le colpe ai turisti: sono gli stessi che vanno ai Musei Vaticani. Si tratta anche di cambiare la copertura, che ha trasformato il sito in una serra ma, ripeto, non ci vuole niente. Qualunque privato, con un decimo del denaro stanziato, risolverebbe il problema».

s.p.


torna all'indice