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Benvenuti a Kazan'

 
Attualità.
di Alfredo Tradigo


RUSSIA
STORIA DELL’ICONA CHE IL PAPA RESTITUIRÀ ALLA CHIESA ORTODOSSA


LA MADONNA DEGLI ZAR
TORNERÀ PRESTO A CASA


Acquistata per due milioni di dollari a un’asta, è stata regalata al Papa, che la conserva nella sua cappella privata.

Per capire cosa significhi per la storia della Chiesa russa e del suo popolo l’icona della Madonna di Kazan’ – più familiarmente la Kazanskaja – occorre brevemente ripercorrerne le vicende. Ben sapendo però che una tavola di legno dipinta che ha viaggiato per almeno sei-sette secoli nella storia, tra guerre, incendi, furti e ritrovamenti, non è esaminabile nel suo Dna al punto tale da poterne stabilire con certezza la provenienza.

Appartenente a un tipo di Odigitria ("Colei che indica la via") a mezzobusto – in cui il "taglio" stretto esclude le mani di Maria intorno al Bambino –, l’immagine, o una copia dell’originale, giunse nel secolo XIII nella città russa di Kazan’, sulle rive del Volga, direttamente da Costantinopoli. Nel XVI secolo se ne erano già perse le tracce: forse nascosta per paura dei tatari che nel 1555 avevano invaso la città. Secondo la cronaca scritta da Ermogen, metropolita di Kazan’, dopo l’incendio che nel 1579 distrusse la città, la Vergine sarebbe apparsa a una fanciulla di nome Matriona indicandole, sotto le macerie di una casa, il luogo dove ritrovare la preziosa effigie. Il patriarca, dapprima incredulo, scrive: «Il popolo accolse l’icona come ricchissimo e inestimabile tesoro. Io allora, benché avessi il cuore duro come pietra, mi sciolsi in lacrime e mi gettai ai piedi dell’immagine».

Da quel momento, per intercessione dell’icona avvennero molti miracoli e i vari zar che si susseguirono sul trono di Mosca, a cominciare da Ivan IV il Terribile, edificarono chiese in onore della Madre di Dio di Kazan’. In particolare una sua copia fu mandata ai principi Minin e Pozharskij, che la portarono come vessillo in battaglia contro i polacchi che assediavano Mosca, liberando la città: era il 22 ottobre 1612. Sulla piazza Rossa, accanto al monumento ai due eroi fu edificata, in segno di gratitudine, la cattedrale di Kazan’ per conservarvi l’immagine miracolosa.

Da San Pietroburgo al Vaticano

Festeggiata ogni anno il 22 ottobre, la Madonna di Kazan’ diventò l’icona di famiglia degli zar; nel 1721 Pietro il Grande, spostando la nuova capitale a San Pietroburgo, trasferì la preziosa reliquia nella nuova cattedrale. Da qui gli occhi di Maria hanno vigilato sui destini della Russia. Lo scrittore Bulgakov testimonia la presenza della Madonna di Kazan’ nella cattedrale di San Pietroburgo nel 1900; quattro anni dopo l’icona, ricoperta di una riza d’argento e pietre preziose, viene rubata. Qui le sue tracce spariscono; forse venduta all’asta, come molte altre icone dopo la Rivoluzione d’ottobre che spogliò le chiese.

Un’associazione cattolica americana (Armata azzurra) l’acquista con una sottoscrizione di due milioni di dollari, per donarla al santuario di Fatima nel 1970; successivamente viene regalata a Giovanni Paolo II, che la conserva nella sua cappella privata. L’icona non è mai stata vista in pubblico né fotografata, se non in occasione della visita del presidente russo Putin nel novembre scorso. Una commissione congiunta, composta da esperti del Vaticano e del patriarcato di Mosca, ha esaminato l’icona per accertarne l’autenticità. Autenticità che, come per ogni altra icona (o copia di icona), non dipende solo dalla sua storia, ma soprattutto dalla fede di chi la contempla.

 Alfredo Tradigo


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