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LA
BIBLIOTECA DI FAMIGLIA
TERESINA,
LA PICCOLA SANTA
CHE RIDEVA COME MOZART
Nel
suo nuovo lavoro Laura Bosio costruisce uno strano, affascinante ritratto
della celebre figura. Non un’agiografia, bensì un viaggio fra luoghi,
eventi e personaggi del tempo.
Laura
Bosio non scrive vite di santi né, tanto meno, agiografie, che sarebbero
quelle stesse vite esaltate nei loro singoli eventi naturali e
soprannaturali. Inoltre, sulla piccola santa di Lisieux tali libri non
mancano, né mancano studi critici e filologici sulla sua celeberrima quanto
discussa, rispetto alla sua stesura originale, Storia di un’anima.
Già in Annunciazione l’autrice aveva intrapreso la propria via
nell’accostarsi allo stupore per esistenze che, pur vivendola fino in
fondo, godendone e soffrendone, trapassano la quotidianità del vivere per
raggiungere quel sorprendente «altro lato della barca» in cui la stanca
realtà si ribalta mostrando il suo aspetto nuovo, incontaminato,
insospettabile.
Strana, affascinante indagine quella che Laura Bosio
compie ripercorrendo il tempo e i luoghi di Thérèse, senza la fretta o la
pretesa di scoprire qualcosa – ad esempio come e perché si diventa santi
–, ma passeggiando a piccole tappe e scoprendo, magari, che Thérèse e
Marcel Proust erano praticamente coetanei e che sono passati e hanno vissuto
in quegli stessi luoghi che nella Ricerca assumeranno profumi e
colori incantati. Scopre che il famoso sbarco in Normandia del ’44 avvenne
a soli trenta chilometri da Lisieux e che nella notte tra il 5 e il 6 giugno
la cittadina fu sorvolata da centinaia di aerei. Infatti, i santi vivono
sulla terra, quella che tanto amiamo e odiamo, che procede nella sua storia
di progresso e distruzione. Così, quando il 30 settembre 1897 Thérèse
muore «come una qualsiasi oscura carmelitana in un monastero periferico»,
le potenze alleate si preparavano a soffocare la rivolta dei Boxers in Cina,
Dreyfus veniva condannato innocente, Parigi andava pazza per il Cyrano
de Bergerac di Rostand.
Questo è il mondo.
Thérèse vi passa attraverso con il suo sorriso furbo, di
chi ha scoperto un tesoro nascosto, con la sua agghiacciante allegria,
quelle risate incontenibili che Laura Bosio paragona a quelle di Mozart
perché, «come Mozart, Thérèse aveva la dote non comune di vedere insieme
l’aspetto luminoso e quello oscuro dell’esistenza, il bene e il male, la
gioia e il dolore».
Strano libro questa Teresina, un po’ magico,
sempre sorprendente, come quelle foto che l’autrice non si stanca di
scattare sui luoghi di Thérèse, ma che non esisteranno mai perché
scattate da una macchina priva di pellicola. «Non so come spiegarmelo», si
scusa l’autrice. «Forse ho timore di spiegarmelo».
Ferruccio Parazzoli
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CHI
È L’AUTRICE
Laura Bosio è nata a Vercelli. Si è laureata in
Lettere a Milano.
Ha pubblicato I dimenticati (premio Bagutta
opera prima), Annunciazione (premio Moravia) e Le ali ai
piedi. Ha curato le raccolte La preghiera di ognuno e La
ricerca dell'impossibile.
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TERESINA.
STORIE DI UN’ANIMA
di Laura Bosio,
Mondadori, pp. 208, € 16,50
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