Famiglia Cristiana OnLine

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Attualità.
di Alessandra Iadicicco
(foto AP)


INIZIATIVE
I NOBEL DI "FAMIGLIA CRISTIANA": "FOTO DI GRUPPO CON SIGNORA", DI HEINRICH BÖLL


QUEGLI ANNI DI PIOMBO

Per Cesare De Marchi, il romanzo di Böll è «un grande tentativo letterario, di cui si è avuta in Germania successivamente solo qualche sbiadita imitazione».

"Scattata" nel 1971, nel cuore dei crudi anni di piombo non immemori delle crudeltà del nazismo, la Foto di gruppo con signora di Heinrich Böll valse al suo autore l’assegnazione del premio Nobel, ricevuto tra plausi e controversie l’anno dopo la pubblicazione del romanzo.

Del capolavoro dello scrittore di Colonia, così profondamente intrecciato a un cruciale momento storico e stilisticamente ancora tanto attuale, parliamo con Cesare De Marchi. Il romanziere genovese, autore tra l’altro di Il talento, Una crociera e Fuga a Sorrento, è anche un fine traduttore e studioso del mondo tedesco: dal 1995 vive a Stoccarda e, in quasi dieci anni, ha osservato le trasformazioni della scena che fa da sfondo alla straordinaria "foto" di Böll.

  • Böll è forse l’autore tedesco più popolare del dopoguerra: perché?

«Diciamo il più discusso, almeno finché fu in vita; oggi si parla meno di lui, e i problemi sociali e politici che suscitarono i suoi interventi veementi e appassionati, oggi, appaiono piuttosto lontani. È il destino degli scrittori "impegnati" che legano la propria opera al momento storico in cui vivono».

Da sinistra: lo scrittore con Günter Grass e il leader socialdemocratico Willy Brandt nel 1970.
Da sinistra: lo scrittore con Günter Grass e il leader
socialdemocratico Willy Brandt nel 1970.

  • Anche il Nobel ha un significato letterario e politico: ricevuto negli anni Settanta, contribuì a rivalutare l’immagine della Germania dopo la catastrofe del secondo conflitto mondiale. Né mancarono i gesti di protesta: contro la presunta vicinanza di Böll ai terroristi della Raf…

«Indubbiamente il premio Nobel assegnato a Böll proprio l’anno dopo la pubblicazione di Foto di gruppo con signora ebbe un forte significato politico. In Germania rinfocolò piuttosto che spegnere le polemiche. La campagna di diffamazione contro Böll raggiunse però il suo apice dopo la pubblicazione di L’onore perduto di Katharina Blum (1974), scritto in aperta polemica con l’editore Springer, che dalle colonne del suo quotidiano Bild Zeitung reagì facendo sua l’accusa, del tutto chimerica, di complicità con la Raf (un gruppo terroristico tedesco, ndr)».

  • Che ricordo ha di Leni Pfeiffer, la protagonista di Foto di gruppo con signora? Nata nel 1922 è solo cinque anni più giovane del suo autore e ne condivide le memorie. Tedesca, 48 anni, alta 1,71 m, pesa 68,8 kg, solo 400 grammi in meno del peso forma: è una figura ideale?

«Non credo. È il polo intorno a cui Böll costruisce il romanzo, ma non è una donna straordinaria. Al contrario è poco vistosa, anche se non così insignificante come a prima vista potrebbe sembrare. La borghesuccia apparente cambia segno sempre più profondamente col passar delle pagine e si rivela una donna schietta, libera da pregiudizi: di famiglia ricca, affronta con coraggio il cambiamento di stato sociale; rischia parecchio per il suo gesto d’affetto nei confronti di un prigioniero sovietico, che sarà il padre di suo figlio. È facile capire che Leni è per Heinrich Böll, piuttosto che la donna ideale, il tedesco medio ideale: in senso politico, umano e sociale».

Heinrich Böll a una manifestazione pacifista nel 1983.
Heinrich Böll a una manifestazione pacifista nel 1983.

  • Madre e moglie, Leni vive anche un’infelice storia d’amore, con Boris, un prigioniero sovietico…

«Il rapporto amoroso di Leni con Boris sta a significare la volontà (politicamente condivisa dall’autore) di voltare pagina e chiudere col passato: il che non vuol dire abbracciare la politica sovietica, come appunto dimostrò qualche anno più tardi l’ospitalità che l’autore diede ad Aleksandr Solzenicyn».

  • Scritto l’anno prima dell’assegnazione del Nobel, Foto di gruppo con signora valse a Böll l’incoronazione a Stoccolma: è il suo capolavoro, anche se meno noto di Opinioni di un clown?

«È la sua opera più riuscita e stilisticamente più matura: più raffinato, più disinvolto nella tessitura narrativa, meno gridato delle Opinioni di un clown. È anche, va detto, un’opera complessa e di lettura non facilissima: la narrazione non vi si svolge lineare, ma in certo senso per accumulazione di particolari provenienti da punti di vista diversi, dalle "testimonianze" dei numerosi personaggi di contorno raccolte dall’autore. Il tono del verfasser (mero "compilatore") è agile e disinvolto, la sua umiltà nasconde il grande lavoro di scrittura prodigato nel romanzo: ed è proprio questo tono a sostenere una narrazione che altrimenti sarebbe priva di azione. Un’alternanza nel flusso della scrittura la procurano solamente i lunghi inserti parlati dei personaggi intervistati: si tratta di veri e propri monologhi, mai di dialoghi. Personalmente non ho grande fiducia in questa modalità espressiva, ma devo riconoscere che è impossibile costruire con un materiale linguistico "parlato" un romanzo migliore di questa Foto di gruppo con signora».

  • Come dobbiamo leggerlo oggi: come un romanzo storico? Come un grande classico?

«Lo sguardo storico indubbiamente c’è, sulla Germania dalla prima guerra mondiale in poi. Al di là di questo, l’importanza del libro è oggi soprattutto formale: è un grande tentativo letterario, di cui si è avuta in Germania successivamente solo qualche sbiadita imitazione. Tuttavia a fare di Foto di gruppo con signora un grande classico manca, per paradossale che possa apparire, proprio una forte presenza della protagonista: Leni in fondo è di tutto questo lungo romanzo il personaggio meno definito, quello di cui sempre si parla e che mai viene presentato dal vivo».

 Alessandra Iadicicco
    
    

AMICO DI BRANDT

Nato a Colonia, il 21 dicembre 1917, Heinrich Böll consegue il diploma liceale nel 1937. Allo scoppio della seconda guerra mondiale deve abbandonare l’Università. Durante una licenza sposa Annemarie Cech (1942), da cui avrà tre figli.

Rientrato nel 1945 a Colonia, lavora come carpentiere e poi come impiegato comunale. Nel frattempo inizia a scrivere racconti e romanzi. Ricevuto un premio letterario, si dedica esclusivamente all’attività di scrittore. Ma è attivamente impegnato anche in politica. Si schiera con i socialdemocratici dell’amico Willy Brandt. La sua richiesta di un atto di clemenza per la banda Baader-Meinhof gli procura l’accusa di essere un fiancheggiatore dei terroristi.

Nel 1972 riceve il Nobel. Nel febbraio del 1974 ospita Aleksandr Solzenicyn espulso dall’Urss. Böll muore nella sua casa di campagna di Langenbroich il 16 luglio 1985.

    

GLI ANNI BUI DELLA GERMANIA

Ambientato in Germania, nel periodo che va dalla Repubblica di Weimar agli anni Settanta, Foto di gruppo con signora «può essere considerato la summa narrativa di Böll (1917-1985). 
Di certo, è la sua opera più impegnativa stilisticamente, anche perché costruito come romanzo la cui protagonista, Leni Pfeiffer nata Gruyten, è al tempo stesso onnipresente nelle parole e nei pensieri altrui ma fisicamente assente». Così, Ermanno Paccagnini (che firma la prefazione di tutti i volumi della serie) introduce il romanzo di Böll (pubblicato nel 1971, l’anno prima di ricevere il Nobel per la letteratura) allegato a Famiglia Cristiana la prossima settimana. E al quale farà seguito, la settimana successiva, Narciso e Boccadoro, di Hermann Hesse.


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