Famiglia Cristiana OnLine

Sommario.

 

 

 
Scienza.
di Piero Bianucci



QUATTRO PASSI SU TITANO

L’atterraggio di una sonda spaziale sul satellite di Saturno è una delle imprese che ci riservano la scienza e la tecnologia nel 2005. 
Ma ci sono molte sorprese anche nella medicina, nella scienza e nell’informatica.


Robot che passeggiano su Marte alla ricerca dell’acqua, la sonda Cassini in orbita attorno a Saturno. Nel 2004 è stata l’esplorazione spaziale a conquistare le prime pagine dei giornali. Negli altri campi, per la scienza si chiude un anno di piccoli passi, senza balzi clamorosi. Che cosa ci riserva il 2005? Come disse spiritosamente il fisico Niels Bohr: «è sempre difficile fare previsioni, specialmente sul futuro». Possiamo però almeno passare in rassegna gli obiettivi più vicini.

LE CELLULE "RIPARATRICI" - La frontiera sono le cellule staminali, cioè le cellule in grado di trasformarsi in ogni altro tipo di cellula. Nel 2004, successi parziali si sono ottenuti nel sostituire tessuti del cuore danneggiati dall’infarto e, per ora solo sui topi, connessioni nervose interrotte da un trauma. Il sogno dei biologi è pilotare lo sviluppo delle staminali per fabbricare neuroni del cervello, pelle, muscoli, ossa.

Così potremmo riparare organi colpiti da malattie o addirittura costruire organi di ricambio. È in corso un grande dibattito sull’uso delle cellule staminali degli embrioni. Ma molti ricercatori fanno notare che è anche possibile lavorare su cellule staminali tratte da persone adulte o ricavate dal sangue del cordone ombelicale: e qui non esistono problemi etici. Il traguardo più vicino, dopo la riparazione del muscolo cardiaco, è forse la produzione di speciali cellule del pancreas che secernono l’insulina, l’ormone che manca ai malati di diabete. Sono iniziati anche i primi esperimenti per curare la malattia di Alzheimer (demenza precoce) e il morbo di Parkinson.

PROGETTO UOMO - Nel 2001 le due riviste scientifiche più autorevoli, l’americana Science e l’europea Nature, pubblicarono la mappa genetica dell’uomo: 36 mila geni nei quali è scritto il "progetto" di ognuno di noi. Fu la conclusione di 12 anni di lavoro, ma anche un punto di partenza. I geni che singolarmente svolgono un compito specifico sono pochi. Nella maggior parte dei casi agiscono in gruppo. Inoltre non sempre i geni sono attivi: bisognerà capire che cosa li accende e li spegne come se fossero interruttori. Nel 2005 dobbiamo quindi aspettarci la scoperta della funzione non solo di singoli geni ma di interi gruppi, e una miglior comprensione dei meccanismi con i quali i geni pilotano la costruzione delle centomila proteine che costituiscono il nostro organismo.

Lo studio del passaggio dal gene alle proteine è chiamato "proteomica": di qui potrà nascere una «medicina su misura» di ogni singolo paziente, più efficace e senza effetti collaterali sgraditi. Inoltre andrà avanti la mappatura di altri genomi, utilissima per studi comparati. Il National Human Genome Research Institute (Usa) ha avviato l’analisi genetica di 18 specie scelte strategicamente. Nove sono mammiferi. Tra questi, l’elefante africano, l’orango, il coniglio, il gatto e il porcellino d’India, spesso usato come cavia di laboratorio.

CHE COSA ACCENDE LE STELLE - Mentre il prezzo del petrolio toccava cifre da primato mettendo in crisi l’economia mondiale, il 2004 ha visto le prime applicazioni pratiche dell’idrogeno all’autotrazione. Ma l’idrogeno è una "forma" di energia, non una "fonte".

Per affrontare la fame di energia e per evitare l’effetto serra e i cambiamenti climatici causati da un uso eccessivo dei combustibili fossili (petrolio, carbone, metano), oltre a sviluppare fonti rinnovabili come già si fa (vento, sole, rifiuti), gli scienziati puntano a riprodurre in laboratorio le reazioni di fusione termonucleare che tengono accese le stelle. Risultati incoraggianti si sono ottenuti nel laboratorio europeo Jet in Inghilterra. Ora è in progetto il laboratorio mondiale Iter. Nel 2005 si dovrebbe decidere dove installarlo. Sono in gara Francia e Giappone. È un programma che richiederà decine di anni. Ma l’importante è partire.

COMPUTER GRANDI UN ATOMO - Dal 1965 a oggi ogni, 18 mesi i chip hanno raddoppiato il numero dei loro componenti. Questa tendenza continuerà ancora per alcuni anni. Siamo però vicini al momento in cui ogni componente sarà costituito da un solo atomo. Un limite invalicabile? Nei laboratori più avanzati si sta cercando una via d’uscita: il computer quantistico. L’idea è di memorizzare le informazioni collegandole allo spin (rotazione) delle particelle subatomiche. Al Paul Drude Institut di Berlino, sotto la guida di Reinhold Koch, si sta già passando dalla teoria ai primi esperimenti.

IL PRIMO NANOMOTORE - Le ricerche sui chip più avanzati sono un aspetto delle nanotecnologie, un settore che opera sulla scala del milionesimo di millimetro, per realizzare macchine microscopiche ma capaci di svolgere funzioni in tutto simili a quelle delle macchine che usiamo ogni giorno. Alla Cornell University di New York funziona già il primo nanomotore: è costituito da poche decine di atomi.

Le nanotecnologie sono in rapido sviluppo. Negli Stati Uniti, 1.200 aziende cercano di mettere a punto prodotti nanotech per la medicina, l’informatica, la meccanica. In Italia esiste un centro di eccellenza all’Università di Lecce, un altro nascerà presto a Genova. Forse nel 2005 in questo affascinante campo vedremo risultati molto interessanti.

LA TERRA COM’ERA - Nel 2004 si sono scoperti pianeti di altre stelle sempre più simili alla Terra e progressi notevoli sono venuti dalle sonde spaziali, specialmente Spirit, Opportunity, Mars Express e Cassini. In Arizona è stato inaugurato Lbt, acronimo di Large Binocular Telescope, grande telescopio binoculare, vale a dire il più grande telescopio dell’emisfero nord: l’Italia vi partecipa con il 25 per cento dell’investimento. Nel gennaio 2005 è prevista la discesa della sonda europea Huygens su Titano, il più grande dei satelliti di Saturno. Gli astronomi ritengono che, temperatura a parte, Titano somigli alla Terra com’era 4 miliardi di anni fa. Si spera quindi di capire meglio la nascita del sistema solare e forse anche i primi passi della vita.

Piero Bianucci


torna all'indice