Vita in casa.
di Maurizio Bianchi

BENESSERE

CIN CIN CON
LE BOLLICINE

   

Spumante e champagne sono sinonimo di festa, di allegria. 
E brindare con vini di qualità porta bene anche alla salute. 
Purché i calici non si levino in alto troppe volte.
  

Sono simbolo di festa le bollicine dello spumante italiano e dello champagne, che imperlano i calici e che con la loro carica di vitalità danno allegria alle ricorrenze liete della nostra esistenza. Ma il frutto degli italici vigneti e il suo vicino d’Oltralpe non solo accrescono il piacere della convivialità e giovano alla socializzazione, aiutano anche a stare in salute.

Sono, insomma, alleati del benessere: l’unica differenza è che il prodotto di casa nostra lo è pure del portafoglio, quello francese non proprio, perché una lunga e abile strategia di marketing lo ha reso desiderabile in misura superiore alla quantità disponibile per soddisfare la sete di tutti, e così costa di più.

Che le bollicine siano salutari lo conferma del resto, con tutta la sua autorevolezza, uno studio dell’Inran, l’Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione, che assegna al vino il merito, se bevuto nella giusta maniera, «di promuovere una serie di azioni favorevoli per l’umore, per i processi digestivi e, con quasi certezza, per la salute in generale».

Alleati del benessere

«Anche gli spumanti, come tutti i vini di qualità», spiega la dietologa Pia Bonanni, «contengono elementi che contrastano l’ossidazione delle cellule, rallentandone l’invecchiamento, e favoriscono il metabolismo dei grassi, contribuendo ad abbassare il rischio di malattie cardiovascolari. Altre sostanze, invece, hanno proprietà diuretiche ed espletano un’azione preventiva contro la formazione di calcoli e gonfiori».

Inoltre le bollicine, che sono di anidride carbonica e generate dalla rifermentazione naturale dei vini a opera di lieviti, facilitano la digestione e non è sempre vero che dilatano lo stomaco. «Un calice a fine pasto o come aperitivo insieme a uno stuzzichino», aggiunge la specialista, «fa bene al corpo e al buonumore. Bere troppo, o a stomaco vuoto, no». Gli spumanti mettono d’accordo qualsiasi palato: i brut si accompagnano con quasi tutte le portate, a eccezione delle carni rosse e dei formaggi stagionati; i moscati sono ideali con i dessert.
      

Così si beve bene

«Per esaltare al meglio i pregi dello spumante, ecco i consigli di Terenzio Medri, presidente dell’Ais, Associazione italiana sommelier.

Conservazione
Le bottiglie vanno conservate a 12-15 gradi centigradi, possibilmente in posizione orizzontale, così il tappo non secca e assicura una buona tenuta. I moscati dolci e aromatici vanno bevuti entro un anno dalla vendemmia, gli spumanti secchi rispettivamente entro due anni (se prodotti con il metodo Charmat: rifermentazione in autoclave) e quattro anni (se prodotti con il metodo Classico: rifermentazione in bottiglia) dalla data di sboccatura (rimozione dei depositi di lieviti) riportata sull’etichetta.

Temperatura di servizio
Gli spumanti vanno serviti freddi, mai caldi o ghiacciati, per valorizzare il perlage (i filari di bollicine che risalgono lungo il bicchiere), il bouquet (l’insieme dei profumi percepiti dall’olfatto) e il sapore. La giusta temperatura è sui 6-8 gradi centigradi e per mantenerla si immergono le bottiglie in un secchiello con acqua e ghiaccio.

Apertura
Appena tolto, annusare il tappo per verificare che non abbia un odore sgradevole, segno che il vino ha perso il sapore.

Mescita
Il vino va rapidamente esaminato da chi mesce, per controllarne colore, profumo e gusto, poi versato con delicatezza in modo che, entrando in contatto con i bicchieri meno freddi, non crei troppa schiuma. Non riempire mai fino all’orlo.

 

A scuola di gusto

«Il vino», commenta Terenzio Medri, «va sorseggiato, non tracannato: solo così se ne possono cogliere tutte le sfumature di aroma e sapore, prolungando inoltre il piacere del palato. E saper bere, privilegiando la qualità, evita di alzare eccessivamente il gomito, con tutte le conseguenze del caso».

L’Ais contribuisce a diffondere le buone maniere del bere organizzando in tutta Italia corsi per diventare sommelier, aperti a chiunque e non soltanto a quanti intendono diventare professionisti del vino.

Per informazioni: telefono 02/28.46.237; e-mail ais@sommerliersonline.it
Internet www.sommelier.it.