Gli anni passano anche
nel mondo della magia. L’Harry Potter all’inizio della saga era bambino,
adesso è un ragazzo, sempre agguerrito contro le trappole dei mostri, ma
indifeso davanti alle delicate lusinghe delle coetanee. La bacchetta magica
non gli serve per affrontare le pene d’amore, comuni a tutti i babbani (i
non maghi) della sua età.
In Harry Potter e il calice di fuoco, il quarto
film della serie, il maghetto ha compiuto 14 anni, gli restano gli
occhialini e la cicatrice a saetta sulla fronte. Adesso ha le spalle larghe,
le inquietudini e le tempeste dell’adolescenza. I suoi due amici più
cari, la graziosa Hermione e l’arruffato Ron, si trovano allo stesso
bivio. La vera magia dell’ultimo Harry Potter sta in questa tenera
rappresentazione dell’età ingrata.
È un’età con tante domande e poche risposte. Gli
adolescenti si ribellano al mondo degli adulti, ma ancora non sanno come
costruirsene uno per conto proprio. Sono scontrosi con i compagni, ma
ansiosi di ottenerne l’approvazione. Incerti se convenga o no crescere in
fretta, con tutte le responsabilità che li aspettano. Non più innocenti,
non ancora esperti. Desiderosi di autonomia, ma con un inconfessato bisogno
di essere guidati... Insomma, pure gli allievi della scuola di alta
stregoneria di Hogwarts non sfuggono ai pedaggi da pagare per crescere.
Invece l’attore che interpreta Harry Potter fin dal
primo film, Daniel Radcliffe, non dovrebbe più
avere le ansie del suo personaggio. Sta per compiere 17 anni e si è
sistemato bene: in Inghilterra c’è solo un altro giovanotto più ricco e
famoso di lui, il principe William, erede al trono. Poiché J.K. Rowling, l’autrice
delle fortunatissime storie, ha programmato di scriverne ben sette, e ognuna
diventerà un film, c’è da chiedersi fino a quando Daniel riuscirà a
stare nei panni del personaggio "Harry".
Per ora ci riesce, eccome. Gli incassi stellari dicono che
alla prima ondata degli appassionati si è aggiunta la seconda, i bambini
con i genitori. E qui si arriva alla parte meno gradevole dell’ultimo
Harry Potter, che è violenta e paurosa, addirittura con la novità inaudita
di ben due vite umane cancellate. Perciò in America il film ha la
restrizione: PG-13. Significa che i minori di 13 anni possono entrare solo
se accompagnati. Da noi niente di simile, però un avvertimento bisognerebbe
darlo.
È vero che i bambini si abituano all’orrore, basta che
vedano un po’ di televisione; è vero che le favole sono perlopiù storie
di paura, lupi cattivi, streghe malefiche, Barbablu. C’è una differenza
tra sentirsele raccontare o leggerle, e farsi travolgere dalle immagini che
invadono il grande schermo (seguono brutti sogni). Un film, si sa, è una
scorciatoia che a volte evita la lettura, ed è più facile andare al cinema
che sfogliare pagine. Vale il consiglio del saggio Albus Silente, uno dei
personaggi della saga: «Dovrete scegliere tra ciò che è facile e ciò che
è giusto».