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Arrivederci
di Franca Zambonini


PICCOLI MAGHI CRESCONO

Nell’ultimo film su Harry Potter, gli allievi della scuola di alta stregoneria sono alle prese con le inquietudini dell’adolescenza. È la parte più gradevole del film, che poi svolta verso immagini violente, tra mostri e sangue. In America è sconsigliato ai minori di tredici anni.

Gli anni passano anche nel mondo della magia. L’Harry Potter all’inizio della saga era bambino, adesso è un ragazzo, sempre agguerrito contro le trappole dei mostri, ma indifeso davanti alle delicate lusinghe delle coetanee. La bacchetta magica non gli serve per affrontare le pene d’amore, comuni a tutti i babbani (i non maghi) della sua età.

In Harry Potter e il calice di fuoco, il quarto film della serie, il maghetto ha compiuto 14 anni, gli restano gli occhialini e la cicatrice a saetta sulla fronte. Adesso ha le spalle larghe, le inquietudini e le tempeste dell’adolescenza. I suoi due amici più cari, la graziosa Hermione e l’arruffato Ron, si trovano allo stesso bivio. La vera magia dell’ultimo Harry Potter sta in questa tenera rappresentazione dell’età ingrata.

È un’età con tante domande e poche risposte. Gli adolescenti si ribellano al mondo degli adulti, ma ancora non sanno come costruirsene uno per conto proprio. Sono scontrosi con i compagni, ma ansiosi di ottenerne l’approvazione. Incerti se convenga o no crescere in fretta, con tutte le responsabilità che li aspettano. Non più innocenti, non ancora esperti. Desiderosi di autonomia, ma con un inconfessato bisogno di essere guidati... Insomma, pure gli allievi della scuola di alta stregoneria di Hogwarts non sfuggono ai pedaggi da pagare per crescere.

Invece l’attore che interpreta Harry Potter fin dal primo film, Daniel Radcliffe, non dovrebbe più avere le ansie del suo personaggio. Sta per compiere 17 anni e si è sistemato bene: in Inghilterra c’è solo un altro giovanotto più ricco e famoso di lui, il principe William, erede al trono. Poiché J.K. Rowling, l’autrice delle fortunatissime storie, ha programmato di scriverne ben sette, e ognuna diventerà un film, c’è da chiedersi fino a quando Daniel riuscirà a stare nei panni del personaggio "Harry".

Per ora ci riesce, eccome. Gli incassi stellari dicono che alla prima ondata degli appassionati si è aggiunta la seconda, i bambini con i genitori. E qui si arriva alla parte meno gradevole dell’ultimo Harry Potter, che è violenta e paurosa, addirittura con la novità inaudita di ben due vite umane cancellate. Perciò in America il film ha la restrizione: PG-13. Significa che i minori di 13 anni possono entrare solo se accompagnati. Da noi niente di simile, però un avvertimento bisognerebbe darlo.

È vero che i bambini si abituano all’orrore, basta che vedano un po’ di televisione; è vero che le favole sono perlopiù storie di paura, lupi cattivi, streghe malefiche, Barbablu. C’è una differenza tra sentirsele raccontare o leggerle, e farsi travolgere dalle immagini che invadono il grande schermo (seguono brutti sogni). Un film, si sa, è una scorciatoia che a volte evita la lettura, ed è più facile andare al cinema che sfogliare pagine. Vale il consiglio del saggio Albus Silente, uno dei personaggi della saga: «Dovrete scegliere tra ciò che è facile e ciò che è giusto».

Franca Zambonini

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