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Attualità.
di Saverio Gaeta


CHIESA
LE CONTROVERSE APPARIZIONI DELLA "REGINA DELLA PACE"


MEDJUGORJE DA 25 ANNI
   
Dal 1981 la "Regina della pace" richiama nella parrocchia di San Giacomo milioni di fedeli. Un fenomeno che non può essere trascurato. Ma sul quale la Chiesa è in attesa.

A giudicare dall’interesse che ruota da ormai 25 anni attorno alle presunte manifestazioni mariane a Medjugorje, e dalla forza con cui pareri diametralmente opposti vengono espressi da autorevoli esponenti della Chiesa cattolica, non sembri eccessiva l’estremistica affermazione che le apparizioni della "Regina della pace" sono uno dei più eclatanti inganni nella storia del cristianesimo, oppure uno degli eventi più straordinari.

Nella parrocchia di San Giacomo giungono infatti ogni anno diversi milioni di pellegrini da ogni parte del mondo, idealmente membri di una "comunità di devoti" che non ha uguali in nessun altro santuario mariano. Ma sul giudizio teologico, sin dai primi anni, si è registrata una divergenza totale fra il massimo esperto di mariologia, padre René Laurentin, e i due vescovi Pavao Zanic e Ratko Peric, che si sono succeduti nella diocesi di Mostar, competente sul territorio ecclesiastico.

A loro, sui versanti contrapposti, si sono via via aggregati altri teologi e responsabili ecclesiastici. Di qui il dissidio tuttora irrisolto, poiché tre dei sei veggenti iniziali dichiarano di continuare a vedere la Madonna e di riceverne pubblici messaggi. Così, fino a quando tutto ciò non giungerà a conclusione, non ci si potrà attendere un pronunciamento autorevole e definitivo della Chiesa.

Migliaia di pellegrini pregano davanti alla statua della Madonna nella parrocchia di San Giacomo a Medjugorje.
Migliaia di pellegrini pregano davanti alla statua della Madonna
nella parrocchia di San Giacomo a Medjugorje
(foto AP/La Presse).

Il monfortano padre Stefano De Fiores, docente di Mariologia nella Pontificia Università Gregoriana e curatore fra l’altro del Nuovo dizionario di mariologia (San Paolo), è fra i più attenti studiosi delle manifestazioni mariane.

  • Quale significato si può attribuire agli avvenimenti di Medjugorje?

«Si tratta certamente di un importante fatto religioso. Ha attirato persone che erano alla ricerca della fede, ma anche fedeli già ferventi nella vita cristiana, dunque è un fenomeno che non si può trascurare né sotto l’aspetto sociale, né sotto quello più squisitamente ecclesiale».

  • Ma eventi come le apparizioni non sono superflue per la fede cristiana, che già può contare sulla Bibbia e sul magistero pontificio ed episcopale?

«La Rivelazione fondamentale e il magistero della Chiesa bastano sicuramente a guidare il cammino dei cattolici. Però, proprio fondandosi sulle Sacre Scritture, occorre anche stare attenti a non trascurare il fatto che lo Spirito suscita e distribuisce i carismi per l’edificazione della comunità ecclesiale. Dunque, il disinteresse per movimenti nei quali c’è una possibile profezia, come in quello di Medjugorje, non è un atteggiamento evangelico. Occorre senza dubbio discernimento, ma senza spegnere pregiudizialmente i carismi, poiché le apparizioni di Maria non fanno altro che tener desta la Chiesa affinché non si trovi impreparata dinanzi a un futuro che appare denso di pericoli».

  • Resta però il fatto che i due vescovi di Mostar si sono dichiarati contrari...

«Probabilmente a causa di precedenti polemiche con i francescani della provincia di Erzegovina, riguardanti la cura di alcune parrocchie della diocesi, i vescovi Zanic e Peric hanno avuto qualche preconcetto nel giudicare la vicenda. Monsignor Peric è giunto, in particolare, a stravolgere la cosiddetta "dichiarazione di Zara", firmata nel 1991 dall’episcopato jugoslavo, trasformando l’atteggiamento sospensivo: "non consta la soprannaturalità" nella dichiarazione negativa: "consta la non soprannaturalità". Un’espressione che costrinse l’arcivescovo Tarcisio Bertone, all’epoca segretario della Congregazione per la dottrina della fede, a intervenire per precisare che quella del vescovo era soltanto un’opinione personale, legittima come qualsiasi altro parere».

  • Quali atteggiamenti particolari suggerisce, secondo lei, l’attuale posizione attendista, espressa dai vescovi della ex Jugoslavia, e condivisa anche a livello romano?

«Nessuna repressione, poiché il popolo di Dio non è fatto di bambini incapaci di discernimento, e nemmeno passività, in attesa che accada qualcosa che automaticamente apporti un chiarimento. In sostanza, sono sconsigliati i pellegrinaggi ufficiali, guidati da vescovi o sacerdoti che riconoscono le apparizioni, ma sono del tutto leciti i pellegrinaggi privati, ai quali possono aggregarsi a livello personale anche i consacrati».

  • Fra le obiezioni più forti c’è l’affermazione che a Medjugorje la Madonna sarebbe apparsa troppe volte e avrebbe parlato oltre misura...

«Non mi sembra un’obiezione ragionevole, perché non spetta a noi uomini giudicare le azioni di Maria. Del resto ci sono altri precedenti di apparizioni durate a lungo, come quelle a Laus in Francia, a cavallo del Settecento, che la venerabile Benedetta Rencurel ebbe per 54 anni. Quando poi si dice che la Madonna nei Vangeli parla poco si fa una constatazione parziale: la Sacra Scrittura non è un verbale e ciò che viene riportato dei discorsi della Vergine è soltanto l’essenziale. Di certo ella non si è limitata a quelle scarne parole e dunque non si può enfatizzarne l’apparente silenzio».

  • Per il futuro che cosa ci si può attendere da parte della Chiesa?

«A questo punto, data l’internazionalità assunta dagli eventi, il compito di giudicare spetterà alla Congregazione per la dottrina della fede, la quale però manterrà l’atteggiamento di vigile attesa fino a quando le apparizioni termineranno, oppure finché non avverranno eventi che permetteranno l’approvazione o la bocciatura. Per esempio, se i famosi dieci segreti e il segno permanente sulla collina delle prime apparizioni – preannunciati dai veggenti – si mostreranno veri e di origine divina, allora il convincimento sarà certamente agevolato».

Saverio Gaeta
  
   
MIRJANA E I SUOI "DIECI SEGRETI"

Il 24 giugno 1981, intorno alle 18, sei ragazzi di Medjugorje dicono di aver avuto un’apparizione. Il giorno seguente due di loro non hanno più la visione, mentre altri due si aggiungono: questo "collegio dei veggenti" è il definitivo e perciò il 25 giugno viene considerato come il giorno dell’anniversario. Il 26 giugno la donna che appare si qualifica come la "beata Vergine Maria" e il 6 agosto aggiunge di essere la "Regina della pace".

Nel corso degli anni le apparizioni quotidiane si concludono per Mirjana, Ivanka e Jakov – i quali hanno ora unicamente un’apparizione annuale –, mentre per Vicka, Ivan e Marija le visioni proseguono tuttora ogni sera, ovunque si trovino. Diverse indagini medico-scientifiche, svolte sui veggenti al momento delle apparizioni, hanno documentato che le loro estasi sono reali, che i ragazzi non mentono e che non sono affetti da patologie.

Sin dai primi giorni, i sei hanno ricevuto dei messaggi privati. In particolare, Mirjana sarebbe in possesso di dieci segreti che dovrà svelare tre giorni prima che gli eventi accadano, in modo da permettere la verifica della loro autenticità. Il 1° marzo 1984 l’apparizione comincia a offrire un messaggio pubblico: settimanalmente, ogni giovedì, fino all’8 gennaio 1987 e poi mensilmente, nella giornata del 25.

La più qualificata posizione ufficiale della Chiesa è stata espressa il 10 aprile 1991 dalla Conferenza episcopale jugoslava, che non ha dato un definitivo parere positivo o negativo, scegliendo invece la formula interlocutoria che «non si può affermare che si tratta di apparizioni e rivelazioni soprannaturali».

SA.GA.

   

PERIC: «LE "APPARIZIONI" SONO TROPPE»

«Non esiste una singola prova che si tratti di apparizioni e rivelazioni soprannaturali». Monsignor Ratko Peric, vescovo di Mostar, riassume così la sua posizione in un testo pubblicato dal Bollettino ufficiale Crkva na kamenu, "La Chiesa sulla roccia", della diocesi di Mostar, ad aprile, dopo la visita ad limina dal Papa.

Benedetto XVI ha tuttavia confermato al vescovo di continuare a essere al servizio dei fedeli che chiedono la confessione e la comunione nella parrocchia di Medjugorje, «a prescindere dall’autenticità delle apparizioni».

Secondo Peric, dopo la Dichiarazione dei vescovi jugoslavi del 1991, «niente di significativo è cambiato, niente di nuovo è accaduto, che cambierebbe il significato degli eventi». Peric ricorda che le presunte apparizioni sono finora oltre 35 mila «e non se ne vede la fine».

Riguardo all’intenzione di Vicka, una delle veggenti, alla quale la Madonna avrebbe raccontato la sua vita, di pubblicare un libro su questo, il vicario per la pastorale di Mostar, Ivan Stironja, in una nota, ricorda che «agli appartenenti alla Chiesa bastano le rivelazioni sulla vita della Madonna contenute nella Bibbia e nella tradizione cristiana».

Alberto Bobbio


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