Famiglia Cristiana OnLine

Sommario.

 


Quei grandi "ponti"
tra Oriente e Occidente

 
Attualità.
di Alberto Bobbio


INIZIATIVE 
"I SANTI NELLA STORIA"


I PIÙ AMATI DAGLI ITALIANI

Inizia con questo numero la nostra nuova serie di volumi. E un
sondaggio esclusivo tra i cattolici praticanti rivela quello che sanno e pensano dei santi. Ecco i risultati. A sorpresa.

Padre Pio non ha rivali. È il santo più invocato e più appiccicato sui vetri delle auto e dei camion. E per qualcuno è anche patrono d’Italia. «Nessuna meraviglia», dice don Tonino Lasconi, parroco a Fabriano, sacerdote conosciutissimo tra i catechisti d’Italia, autore di decine di volumi sul rinnovamento della catechesi, con la posta elettronica perennemente intasata da migliaia di mail alle quali risponde anche su due forum che si possono leggere sul sito delle Paoline (www.paoline.it). Guarda il sondaggio, ma non si consola: «Bisogna vedere con quale animo si chiedono grazie per intercessione dei santi. Ricorda i killer della mafia con l’immaginetta di Padre Pio nel covo? Non serve invocare un santo se nella vita si fa il contrario del Vangelo».

C’è una questione che interessa la catechesi e le risposte la mettono in evidenza: «Appare un’Italia ancora radicata in una fede popolare. Ma il fatto che la Madonna e Gesù sono pochissimo invocati, che la preferenza va ai santi, che non si capisce che i piani sono diversi, è il segno che i nostri cristiani sono ignorantissimi, dopo anni di catechesi e di ora di religione».

La canonizzazione di Padre Pio, il santo più amato.
La canonizzazione di Padre Pio, il santo più amato
(foto Catholic Press).

Insomma, «il santo deve restare un testimone», spiega don Lasconi, e «non sostituirsi alla Parola di Dio». Il tema vero del sondaggio è quello della fede popolare. È argomento delicato, da maneggiare con cura: «Paolo VI ne ha ribadito l’importanza, ma ha sempre osservato che le devozioni devono essere radicate e nutrite di contenuti biblici, altrimenti si rasenta l’idolatria». Gli esempi sono moltissimi e stanno dentro il sondaggio: «San Biagio cura il mal di gola. Benissimo. Lo dicono tutte le nonne e il giorno di san Biagio c’è la corsa a farsi benedire la gola. È devozione popolare genuina. I catechisti e i preti devono utilizzare l’occasione per spiegare a cosa serve la gola: respirare e parlare, cioè vivere secondo il Vangelo e testimoniarlo. Altrimenti, san Biagio sostituisce lo sciroppo. La stessa cosa vale per sant’Apollonia, patrona dei denti, che non è meglio del dentista».

Assai interessante è anche la domanda sul patrono degli studenti, che quasi nessuno conosce. Don Lasconi prova a spiegare perché: «San Giuseppe da Copertino è il santo che vola. Un po’ Batman e po’ Superman. Un santo da cartone animato. E qui sta l’errore. Giuseppe da Copertino non era una cima, ma si è impegnato. E chi s’impegna con tutte le sue forze vola alto, usa la ragione, è tenace. È patrono degli studenti per questo motivo. Testimonia l’impegno, la fatica, la pazienza, la passione per la verità».

Oggi la catechesi con i santi non si fa quasi più. E don Lasconi è preoccupato da ciò che il sondaggio dice sui giovani: «Chi invoca un santo è avanti nell’età. Temo che anni fa abbiamo esagerato con le devozioni e oggi stiamo correndo il pericolo opposto. Ai bambini non parliamo più dell’Angelo custode o del santo patrono. Le processioni sono roba da comitato parrocchiale. Siamo indietro nel rinnovamento della catechesi, non troviamo i linguaggi adatti per tenere insieme tradizione e Parola di Dio. Cos’è? Tradimento del Concilio. I santi aiutano a rendere storica la fede, cioè a testimoniare la fede nella storia. Sono amati da tanta gente. Non si può pensare che tutto finisca con la Messa e i convegni. Senza i santi la fede svanisce».
   


Nota informativa
(in ottemperanza al regolamento dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni in materia di pubblicazione e diffusione dei sondaggi sui mezzi di comunicazione di massa: delibera 153/02/CSP, pubblicato sulla G.U. n. 185 dell’8/8/2002)
Soggetto realizzatore: Swg Trieste. Committente - acquirente: Famiglia Cristiana. Tipo e oggetto del sondaggio: sondaggio telefonico Cati su un campione nazionale stratificato per quote di 600 soggetti cattolici praticanti (su
3.600 contatti) di età superiore ai 18 anni. Data di esecuzione: dal 16 al 19 ottobre 2006. Informazione del sito dov’è disponibile la documentazione completa: www.agcom.it
Oltre il 70 per cento degli intervistati in particolare le donne e gli abitanti delle Isole dichiara di avere in casa, in automobile o di portare con sé immagini di santi.
Le risposte degli intervistati segnalano significative differenze in relazione alla zona di residenza: nel Nordovest prevalgono le immagini di san Francesco, nel Nordest e nelle Isole quelle della Madonna; nelle regioni del Centro si predilige santa Rita, mentre nel Sud prevale Padre Pio (71 per cento).

Qualità e tensione missionaria

C’è un problema di concretezza della fede, che va considerato. Sono le cosiddette "pratiche": «A volte qualcuno mi chiede», rileva don Lasconi, «se si può fare il segno della croce passando davanti a chiese o a cimiteri. Se la smettessimo di fare le pulci alla Bibbia e intrecciassimo di più Parola di Dio e fede popolare, la pratica religiosa in Italia ne guadagnerebbe in qualità e tensione missionaria. E poi riusciremmo a riempire la distanza tra una Chiesa reale, che non appare quasi mai, e una Chiesa che calca con le parole la scena dei media».

Alberto Bobbio
     
   

QUANDO I SANTI FANNO SPETTACOLO

Non esce di casa se non porta con sé tre oggetti: l’immagine di san Pasquale Baylon (il suo nome di battesimo è Pasquale) che gli regalarono da bambino, un’immagine di padre Pio e una foto di suo padre. «Nei momenti importanti della mia vita, io immagino queste tre persone vicine al Padre eterno», dice Lino Banfi, che ha vestito i panni di un frate cappuccino in Un posto tranquillo, «e penso che sono le prime di una serie di persone scomparse che mi hanno voluto bene e alle quali io mi rivolgo per chiedere una mano».

Di Un posto tranquillo Banfi ricorda: «Nino Manfredi interpretava il mio padre spirituale. Lui non era credente e io sul set gli dicevo che padre Pio ci osservava. Lui ci scherzava su dicendo: "A Pio, ’ndo stai?". Poi, nei suoi ultimi mesi di sofferenza, un giorno gli dissi che avevo dato a sua moglie un’immagine di padre Pio. Vidi una lacrima nei suoi occhi. Quello fu il segno che, pur non avendo mai creduto, qualcosa, forse un dubbio, gli era nato dentro».

«Il santo è un innamorato di Dio, un uomo che ha nostalgia di Dio», dice Claudia Koll, che ha partecipato alla miniserie San Pietro di Giulio Base. «Nel mio cammino di conversione è stata illuminante la lettura delle vite e delle opere dei santi», spiega, «in particolare il diario di santa Faustina Kowalska, apostola della misericordia di Dio. Sono molto legata anche alla figura di papa Wojtyla, che ha istituito la festa della Divina Misericordia».

Per Sebastiano Somma (prossimamente in Tv con la fiction Nati ieri) fondamentale rimane san Francesco: «Mi ha colpito molto l’atmosfera che ho respirato al convento di Assisi». E poi, ovviamente, san Sebastiano, «un santo poco invocato in Italia ma molto conosciuto e amato all’estero». In Tv, Somma ha interpretato il commissario Giovanni Palatucci (Senza confini), che salvò la vita ad alcune migliaia di ebrei, e padre Serrano in Madre Teresa, girato in Sri Lanka. «Sono stati i ruoli più significativi per la mia vita». Di Palatucci dice: «Nel suo piccolo ha combattuto fino alla fine, sapendo di andare incontro alla morte. Il suo pensiero è riassunto bene in una sua frase: "Vogliono farci credere che il cuore è solo un muscolo, ma non ci sono riusciti"». Per Palatucci è in corso un processo di beatificazione. «Ma chissà quante persone meritano di essere chiamate sante per il fatto di compiere il bene ogni giorno, con piccoli gesti normali e quotidiani».

Un santo della vita di tutti i giorni è il giudice siciliano Rosario Livatino, ucciso dalla mafia nel 1990 – anche per lui è in corso la causa di beatificazione – interpretato nel 1993 da Giulio Scarpati in Il giudice ragazzino. «Aveva un profondo senso della giustizia, portato fino alle estreme conseguenze, aveva rifiutato la scorta per non mettere in pericolo altre vite», spiega Scarpati, che ha presentato il film L’uomo della carità su don Luigi Di Liegro. «Ma non bisogna immaginarlo come una figura idealizzata. Livatino era una persona dura, severa, inflessibile». E aggiunge: «Rappresenta quell’Italia che fa il suo dovere fino al sacrificio, che muore per degli ideali». 

Ruoli religiosi anche per Daniele Liotti (presto nel film L’inchiesta, ambientato ai tempi di Cristo), che ha vestito il saio di sant’Antonio di Padova (e poi la talare di don Carlo Gnocchi). «Non conoscevo la grande popolarità di sant’Antonio in tutto il mondo», racconta Liotti, «di lui mi ha colpito la grande forza di volontà. Prima pensavo ai santi come persone ascetiche, solitarie. Con sant’Antonio mi sono ricreduto. Non volevo rappresentarlo come un santino, ma uomo tra gli uomini, che si è sporcato le mani e ha usato tutte le sue energie combattendo problemi duri come la peste e l’usura». E aggiunge: «Quest’esperienza mi ha lasciato una grande serenità, mi ha dato una forza che dura nel tempo».

Giulia Cerqueti

 

Prende finalmente il via la nuova, grande iniziativa editoriale di Famiglia Cristiana: la serie "I Santi nella Storia", il cui primo volume esce con questo numero.

Un’opera unica, che presenterà oltre tremila santi, uno per uno, alcuni con una sintetica ma esaustiva presentazione, altri (i più importanti o i più amati) con numerose pagine di approfondimento. 
I volumi saranno 13
: uno per ogni mese dell’anno, più l’ultimo contenente gli indici, l’elenco dei patronati e molte altre curiosità.

Preziosissimi per conoscere la storia della Chiesa dalla parte di chi l’ha fatta, i volumi saranno anche belli da vedere e da sfogliare: riccamente illustrati, presentano un’iconografia preziosa e accuratissima, in virtù della riproduzione di opere artistiche importanti.

L’opera conterà 2.000 pagine e più di 5.000 splendide immagini d’arte. E saranno oltre 3.000 i santi raccontati dai maggiori esperti del settore. Allegato a ogni volume, poi, i lettori troveranno in omaggio un prezioso santino della serie "I santi d’oro".


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