Speciale domenica.
di Enzo Bianchi

IL VANGELO DELLA COMUNITÀ
Quarta di Avvento (anno C) - 24 dicembre 2006

È DIO CHE FA COSE GRANDI

    
Luca (1,39-48)

In quei giorni Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo».
   

Dopo la contemplazione del Veniente alla fine dei tempi e del Veniente annunciato dal Battezzatore, oggi la liturgia ci propone la visitazione di Maria a Elisabetta: il Messia, ancora nel grembo di Maria, trasfigura l’incontro tra due donne. Maria ha appena ricevuto dall’angelo l’annuncio della sua maternità e ha obbedito alla chiamata di Dio, pronunciando il suo: «Eccomi!».

Subito la vergine di Nazaret, ormai divenuta Arca dell’alleanza in quanto dimora del Signore, si reca verso la montagna della Giudea, per andare a trovare la cugina Elisabetta: essa, pur sterile, è al sesto mese di gravidanza, grazie all’azione dello Spirito di Dio.

Il viaggio di Maria avviene «in fretta», è contrassegnato dall’urgenza escatologica di chi porta in sé il Messia e desidera condividere questo dono inestimabile; il suo è un viaggio di carità che diventa missionario: essa accorre mossa dall’amore, per mostrare la sua vicinanza all’anziana parente, e finisce per portare Cristo. «Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo». Con il solo suono della sua voce, Maria provoca la gioia messianica annunciata dai profeti, che in Giovanni il Battezzatore esultano e danzano: la lunga attesa di Israele trova compimento, e a quel «resto di Israele», umile e povero che confida solo in Dio, è dato di contemplare la venuta del Messia di pace e di giustizia.

Maria è inoltre il tramite della discesa dello Spirito. Grazie a lei si compie la promessa dell’angelo a Zaccaria: «Giovanni sarà pieno di Spirito Santo fin dal seno di sua madre» (Lc 1,15). Il precursore, colui che «camminerà davanti al Signore», già adempie il suo ministero, riconosce Gesù e rivela a Elisabetta che Maria è la madre del Signore!

Quello tra Maria ed Elisabetta è anche l’umanissimo incontro tra due donne che si accolgono: è un incontro all’insegna della pura gratuità, quell’atteggiamento che consente di ospitare in sé l’altro. E così diviene possibile lo scambio dei doni: al saluto di Maria, lo Spirito colma Elisabetta, la quale risponde con la benedizione e poi aggiunge: «A che debbo che la madre del mio Signore venga a me?». Se Davide aveva esclamato: «Come potrà venire a me l’arca del Signore?» (2Sam 6,9), Elisabetta è consapevole che Maria è ormai il sito individuabile della presenza di Dio, poiché porta in grembo Gesù.

Infine Elisabetta afferma: «Beata colei che ha creduto nell’adempimento delle parole del Signore». La grandezza di Maria consiste nella sua fede: essa ha aderito alla promessa di Dio, in grado di dischiudere orizzonti umanamente impossibili, e così ha fatto spazio in sé all’uomo che solo Dio ci poteva dare! E, proprio in quanto ha saputo riconoscere i prodigi che Dio ha compiuto in lei e che la stessa Elisabetta le testimonia, ora Maria può sciogliere il suo Magnificat: un mosaico di passi biblici, per dire che Maria ha apprestato tutto, ma è Dio ad aver operato in lei cose grandi.

«Concedi, o Padre, alla tua Chiesa di andare verso gli uomini nella carità e di destare ovunque la gioia per la presenza in lei di Gesù Cristo»: queste parole di un’antica preghiera riassumono il senso della visitazione. La presenza di Cristo in ciascuno di noi dovrebbe infatti trasfigurare le nostre vite, facendone un’occasione di gioia e di salvezza per ogni uomo che incontriamo.

   

IL CALENDARIO

Domenica 24 dicembre
Sante Irma e Adele. Santa Tarsilia. San Delfino.
Letture: Michea 5,1-4; Ebrei 10,5-10; Luca 1,39-48.
Liturgia delle Ore: IV settimana.
RITO AMBROSIANO: Divina maternità di Maria;
Letture: 2Samuele 7,1-5.8-12.14. 16; Romani 16,25-27; Luca 1,26-38.

Lunedì 25 dicembre
Natale del Signore.
Letture: Isaia 9,1-3.5-6; Tito 2,11-14; Luca 2,1-14 (Messa della notte);
Isaia 62,11-12; Tito 3,4-7; Luca 2,15-20 (aurora);
Isaia 52, 7-10; Ebrei 1,1-6; Giovanni 1,1-18 (giorno).

Martedì 26 dicembre
Santo Stefano.
Letture: Atti 6,8-10; 7,54-60; Matteo 10,17-22.

Mercoledì 27 dicembre
San Giovanni. Santa Fabiola.
Letture: 1Giovanni 1,1-4; Giovanni 20,2-8.

Giovedì 28 dicembre
Santi Innocenti. San Gaspare del Bufalo.
Letture: 1Giovanni 1,5-2,2; Matteo 2,13-18.

Venerdì 29 dicembre
San Tommaso Becket. San Davide.
Letture: 1Giovanni 2,3-11; Luca 2,22-35.

Sabato 30 dicembre
San Felice papa. Beata Margherita Colonna.
Letture: 1Giovanni 2,12-17; Luca 2,36-40.