Famiglia Cristiana OnLine

Sommario.

 


I principali punti
da tenere a mente

Le parole che contano

Perché sì ai fondi pensione

Perché no ai fondi pensione

Nella trappola del silenzio-assenso

Chiusi o aperti?
Attenti ai costi

Negoziali e preesistenti

Tutto ciò che si aggiunge
al Tfr

 Gli anticipi per qualsiasi
esigenza

Occhio alle spese di gestione

Troppo potere alle
assicurazioni

Nel confronto perde il Tfr

Per saperne di più

Chi garantisce la trasparenza?

 
Tfr. Guida alla scelta.
a cura di Giuseppe Altamore


TFR
GUIDA ALLA SCELTA


NON C'È FRETTA: DECIDETE CON CALMA

Aderire a un fondo pensione o tenersi la liquidazione? Un quesito che riguarda 11 milioni di lavoratori. Ecco che cosa dicono gli esperti.

Ci siamo: dal primo gennaio è scattata l’operazione Tfr (Trattamento di fine rapporto). Undici milioni di lavoratori hanno tempo sei mesi per decidere che cosa fare della liquidazione: lasciarla in azienda o alimentare da quest’anno un fondo per la pensione integrativa? Una prima precisazione: l’adesione a un fondo non è obbligatoria. Potete disporre che il Tfr rimanga in azienda e fra qualche anno, quando tutto, forse, sarà più chiaro, spostarlo. Ma se non decidete nulla o firmate per l’opzione fondo, la scelta è irreversibile. Dunque prendetevi tutto il tempo che occorre, firmando intanto per mantenere il Tfr tale e quale. Nelle pagine seguenti troverete la risposta a molti dubbi su una scelta epocale che segnerà il vostro futuro e quello del Paese. Nessuno, nemmeno lo Stato, è più in grado di garantire una previdenza dignitosa alle prossime generazioni. Riusciranno i fondi pensione a integrare, almeno in parte, quel 40 per cento dell’ultima retribuzione che farà crollare il tenore di vita di chi lascerà il lavoro nei prossimi anni? Sicurezze ormai non ne offre più nessuno. Lo Stato, passando dal sistema a ripartizione a quello a capitalizzazione, ha già fatto crollare le certezze che hanno garantito assegni sicuri ai nostri padri. E i fondi, cari lettori, sono strumenti legati al rischio dei mercati finanziari.

Queste pagine sono state realizzate con la collaborazione di Giuseppe Foresti del Patronato Acli.

Giuseppe Altamore
   
   

I PRINCIPALI PUNTI DA TENERE BENE A MENTE

ENTRO IL 30 GIUGNO. I lavoratori devono scegliere se aderire a un fondo pensione o tenersi il Tfr (Trattamento di fine rapporto). La scelta riguarda il Tfr maturando. Si può anche decidere di non passare ai fondi, perché comunque è possibile aderirvi in un secondo tempo. Invece chi opta per il fondo pensione non può più tornare al Tfr.

AZIENDE CON PIÙ DI 50 DIPENDENTI. Se il lavoratore non sceglie di aderire al fondo pensione, le aziende dovranno destinare il Tfr al fondo dello Stato gestito dall’Inps. Ma per il dipendente non cambia nulla. Quando lascerà l’impresa, sarà quest’ultima a corrispondere il Tfr.

SILENZIO-ASSENSO. Chi non esprime alcuna decisione destina automaticamente il Tfr al fondo pensione previsto dal contratto collettivo o individuato con un accordo aziendale.

DA UN FONDO ALL’ALTRO. Dopo due anni di iscrizione, è possibile trasferire l’intera posizione previdenziale presso un’altra forma pensionistica. Anche chi cambia azienda o attività può spostarsi da un fondo all’altro.

CHI PAGHERÀ LA FUTURA PENSIONE INTEGRATIVA? Sarà una compagnia di assicurazioni convenzionata con il fondo pensione.

DOPO QUANTO TEMPO SI HA DIRITTO ALL’ASSEGNO? Dopo almeno cinque anni di iscrizione al fondo si raggiungono i requisiti di accesso alla pensione obbligatoria. È possibile anche avere un 50 per cento di capitale e una rendita.


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