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Non c'è
fretta: I principali
punti Nella trappola del silenzio-assenso Chiusi o
aperti? Tutto ciò che
si aggiunge Gli anticipi
per qualsiasi |
Giuliano Cazzola, docente di Diritto previdenziale all'Università di Bologna e autore del libro Guida ai fondi pensione 2005 (Bancaria Editrice, 300 pagine, 25 euro). Cazzola è uno dei massimi esperti di questioni previdenziali.
«La previdenza obbligatoria non sarà più in grado di garantire un trattamento pensionistico adeguato se non a costi sempre più elevati, destinati a divenire ben presto insostenibili. È necessario allora differenziare le forme di tutela previdenziale, integrando la pensione pubblica con una privata a capitalizzazione individuale. Mentre la prima ha dietro di sé soltanto delle promesse (sia pure garantite dallo Stato), la seconda si basa su risorse "vere" intestate a un solo lavoratore, opportunamente investite e irrobustite coi rendimenti ottenuti. Inoltre, nei fondi pensione il lavoratore potrà versare non solo il Tfr e la propria quota di contribuzione, ma anche quella del datore. E potrà dedurre dal fisco più di 5.000 euro di versamenti ogni anno».
«La governance dei fondi collettivi è affidata per legge alle parti sociali, la gestione delle risorse a soggetti professionali tenuti ad attenersi alle convenzioni. Inoltre, i fondi sono obbligati non solo a rispettare le leggi, ma anche le direttive ministeriali e della Covip (l’autorità di vigilanza), nonché i loro statuti».
«I rendimenti dei fondi sono stati peggiori del Tfr soltanto nei primi anni 2000, quando i mercati finanziari sono andati in crisi. Nel medio e nel lungo periodo, tuttavia, i rendimenti dei fondi sono migliori di quelli del Tfr che, come è noto, sono stabiliti dalla legge (il 75 per cento dell’inflazione più 1,5 punti). Al lavoratore viene concessa l’opportunità di aderire a un fondo o a qualunque forma di previdenza complementare, avvalendosi di una risorsa di cui è titolare, ma della quale altrimenti potrebbe disporre soltanto all’atto della risoluzione del rapporto. Non c’è alcun obbligo in proposito. Da un fondo si può uscire dopo due anni. Per di più è consentito di ottenere, in caso di bisogno, anticipazioni della posizione individuale».
«La compagnia si limita a trasformare il capitale in rendita sulla base di un calcolo attuariale (che considera l’attesa di vita dell’interessato) per formulare il quale è senza dubbio l’istituzione più competente e sperimentata. Poi una compagnia di assicurazione può essere scelta anche come gestore del patrimonio. Le assicurazioni sono state le prime a occuparsi di questi problemi; non dobbiamo giudicarle avendo presente solo le distorsioni della Rc auto».
«Certo. Sappiamo che le polizze individuali sono le più onerose, mentre i costi dei fondi collettivi sono meno cari. Eppure le polizze hanno avuto una crescita enorme. Sono ormai più di 800.000. Contano molto anche i rendimenti e il regime fiscale, oggi pari all’11 per cento. Se dovesse aumentare...».
«Purtroppo i giovani lavoratori spesso non dispongono né
di un reddito sufficiente per finanziare l’iscrizione a un fondo né del
Tfr che è un istituto riservato solo ai dipendenti. Sarebbe stato utile
venire incontro ai giovani precari consentendo loro una maggiore
deducibilità fiscale (circa 7.000 euro l’anno) dei versamenti alla
previdenza privata».
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