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Sommario.

 

 
Tempo libero.
di Rosanna Precchia


INIZIATIVE / TERRE DI FASCINO
TONINO GUERRA E I LUOGHI DELL’ANIMA


MONTEFELTRO TOUR D’ARTE

Aria tersa e benefica, sapori tradizionali, tanta cultura, antica e contemporanea nel territorio che rappresenta bene il modello marchigiano di vita tranquilla e operosa.

Picchi montuosi, dolci colline, borghi medievali, castelli: il Montefeltro, l’area marchigiana della provincia di Pesaro e Urbino che tocca i confini di Emilia-Romagna, Toscana e Umbria, è terra ricca di storia. Abitata dal popolo dei piceni, che ebbero relazioni e scambi commerciali con etruschi e greci, fu dominata dai romani e poi dai bizantini, goti, longobardi. Dopo gli scontri tra guelfi e ghibellini iniziarono, nel 1155, quelli tra le signorie dei Montefeltro e dei Malatesta, signori di Rimini. La contesa, durata tre secoli, fu vinta da Federico di Montefeltro, che nel 1462 sconfisse la signoria avversaria. Il casato dominò fino al passaggio del ducato di Urbino e dell’intera contea allo Stato della Chiesa, nel 1631.

Ai giorni nostri il Montefeltro testimonia il modello marchigiano ammirato in tutta Europa: economia basata sull’artigianato, le piccole industrie e tante iniziative di valorizzazione del patrimonio artistico e culturale. Non sono pochi i personaggi celebri legati a questi luoghi. Da Raffaello Sanzio, che viaggiò tanto ma non dimenticò mai la città dove nacque nel 1483. A Urbino si visita la casa dell’artista, ricca di documenti, copie dei suoi dipinti, ceramiche, arredi d’epoca. Fino al contemporaneo Tonino Guerra, poeta, sceneggiatore, noto per avere scritto film per Michelangelo Antonioni, Federico Fellini, Vittorio De Sica, i fratelli Taviani.

Vive a Pennabilli e ha dedicato la sua eclettica sensibilità artistica alla valorizzazione della sua terra, vero testimonial di arte e armonia. «Sono nato e abitavo a Santarcangelo di Romagna. I miei genitori vendevano frutta e verdura nelle vicine cittadine delle Marche e ogni mattina partivano per il loro lavoro. Allora, sono nato nel 1920, una delle malattie più pericolose per i bambini era la tubercolosi, perciò i medici dissero che sarebbe stato opportuno per me restare a Pennabilli», racconta Tonino Guerra. «Qui l’aria era molto buona, si sa, anche adesso è così. Trascorsi quindi sulle colline marchigiane la mia infanzia. Poi, dopo la guerra, la prigionia, gli anni trascorsi a Roma, ho pensato di ritornare nei luoghi della mia infanzia. Sono stato prima per un po’ di tempo a Santarcangelo, poi, oltre 15 anni fa, mi sono stabilito a Pennabilli. E ho voluto dare un contributo artistico a questo paese». È nata così l’iniziativa di "I luoghi dell’anima", un percorso museale che si snoda in sette musei a Pennabilli e dintorni, ognuno con caratteristiche proprie, ma uniti dall’obiettivo comune di sollecitare l’anima e la fantasia del visitatore. «Nell’"Orto dei frutti dimenticati" ho voluto far crescere le vecchie piante da frutto che stanno scomparendo, per far ritrovare ai ragazzi di oggi il passato attraverso i sapori», prosegue l’artista. «Ci sono svariate specie di mele, pere selvatiche, bacche e frutti di bosco, che la moderna agricoltura non produce più. I frutti di una volta erano meno curati, meno coltivati, non erano arricchiti con tante sostanze nutritive che li rendono più belli, ma meno saporiti».

Arte a cielo aperto

All’interno dell’"Orto" c’è anche il "Rifugio delle Madonne abbandonate", che custodisce una raccolta di immagini sacre che adornavano le cellette agli incroci delle strade nell’Alta Valmarecchia. «Ho anche cercato di sistemare vecchie chiese distrutte, come quella della Madonna del rettangolo della neve, a Ca’ Romano. In memoria di mia madre, che era terziaria francescana», afferma Guerra.

Nel paesaggio del Montefeltro si incontrano numerose testimonianze artistiche del Maestro: il "Giardino pietrificato", dedicato ai personaggi del passato, la "Strada delle meridiane", le fontane. «È un artista a tutto tondo, che si dedica alla pittura, alla ceramica, all’architettura del paesaggio e all’ideazione artistica tout court, che lo porta a realizzare fontane, allestimenti, installazioni, giardini, arredi», dice la professoressa Rita Giannini.

Una carriera eccezionale. «L’infanzia trascorsa tra le montagne ha contribuito a sviluppare la mia creatività. Così come le vicissitudini degli anni successivi, quando sono stato prigioniero in Germania e in Russia. E tutte le altre esperienze. Sono sempre disponibile a raccontare queste cose a chi è interessato», conclude Tonino Guerra. Infatti presso il Museo "Tonino Guerra" di Pennabilli è possibile non solo documentarsi, ma anche, in alcune giornate, incontrare il Maestro.

Rosanna Precchia
   
   

MUSEO DEI COLORI, CERAMICA, TARTUFI

Dopo aver ammirato le opere degli artisti di ieri e di oggi, qualcuno può aver voglia di imitarli. Dove? Per esempio nel Museo dei colori naturali "Delio Bischi", all’interno del Chiostro dell’abbazia benedettina di San Michele Arcangelo, nell’Oasi San Benedetto (dove è possibile anche pernottare). Nei laboratori del Museo si impara a conoscere la natura dei colori vegetali, la loro estrazione dalle piante e il modo di usarli.

A Urbania si va a cercare la ceramica più bella. I capolavori del Rinascimento (a sinistra, un elegante pezzo del XVI secolo) rivivono nella bottega di Gilberto Galavotti e Giuliano Smacchia, dove si respira l’atmosfera di Casteldurante (antico nome di Urbania).

Il Montefeltro è noto anche per le sue specialità gastronomiche, tra cui spiccano i tartufi. Particolarmente pregiato quello di Acqualagna, dove a fine ottobre si svolge la Fiera nazionale del tartufo bianco. A San Sisto di Piandimeleto si visita, prenotando, il Museo del fungo, dove sono riprodotte in gesso oltre 200 specie comuni nella zona. Tra le specialità da gustare, la tradizionale polenta alla carbonaia, cotta nel paiolo appeso a un trespolo.

    

CITTÀ E BORGHI DELLE MARCHE

Montefeltro è il titolo della guida che si potrà acquistare con soli 3 euro in più, oltre il prezzo di copertina, con il prossimo numero di Famiglia Cristiana (il 23, in edicola a partire dal 6 giugno). Nelle sei sezioni si trova una piacevole e completa descrizione del territorio, con la sua storia, natura, cultura; dei borghi: Acqualagna, Auditore, Cagli, Cantiano, Carpegna, Fermigliano, Novafeltria, Pennabilli, Piandimeleto, San Leo, Sant’Agata Feltria, Sant’Angelo in Vado, Sassocorvaro, Urbania, Urbino; degli itinerari, che comprendono le vie dei funghi e tartufi, la strada dei castelli, il percorso di san Francesco; delle soste, particolarmente affascinanti, che descrivono il monastero di San Girolamo e il castello dei Conti Oliva. La sezione del dove e come è ricca di indirizzi di alberghi, agriturismi, ristoranti, artigianato. Si termina con il buono a sapersi, con le informazioni sui viaggi organizzati e gli eventi.


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