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Sommario.

 

 
Primo piano.


DOPO LA CONFERENZA DI FIRENZE: INIZIATIVA FAMIGLIA CRISTIANA - CISF

SCRIVIAMO AL GOVERNO
LE PRIORITÀ DELLA FAMIGLIA


Di una cosa siamo certi: senza il Family Day la Conferenza nazionale sulla famiglia, promossa dal Governo, non sarebbe riuscita così bene. È vero che il ministro Rosy Bindi aveva annunciato la Conferenza molto prima della manifestazione di piazza San Giovanni. È vero che l’idea è maturata in autunno, prima delle polemiche sui Dico. Tuttavia è anche vero che in questi mesi, oltre le discussioni accese, oltre le contrapposizioni, si è formato piano piano un patto tra società civile e Governo, che a Firenze la scorsa settimana è stato stipulato.

Così la famiglia, cioè l’oggetto più velato e più dissimulato, per via di scelte ideologiche, di sospetti, a volte di scrupoli falsamente laici e altrettanto falsamente religiosi, per via di dubbi circa l’opportunità di occuparsene con risolutezza, è finalmente tornata al centro di un’alleanza che si spera positiva.

C’è un merito che va riconosciuto al ministro della Famiglia Rosy Bindi: ha messo in campo tenacia e caparbietà, non ha mollato la volata infida, alla quale l’avevano costretta il ministro dell’Economia Padoa-Schioppa e il viceministro Visco, sui quali alla fine si è imposta sulla destinazione del "tesoretto".

Ma c’è un altro merito da non dimenticare: il contributo onesto, meditato e intenso dell’associazionismo familiare, quello di espressione popolare, che in questo Paese esiste da anni e anni. A Firenze la società civile, che l’associazionismo rappresenta, non è stata sola invitata a osservare, ma per essa è stato aggiunto un posto al tavolo della politica.

Il ministro per la Famiglia Rosy Bindi.
Il ministro per la Famiglia Rosy Bindi
(foto AP/La Presse).

L’associazionismo popolare ha superato a pieni voti un doppio esame: quello della piazza e quello del progetto. A Firenze le donne e gli uomini del Forum delle famiglie si sono infilati in tutti i gruppi di studio per proporre, pensare, escogitare. A Firenze si sono visti al lavoro gli intellettuali cattolici del Meic, i focolarini, gli Aclisti, l’Azione cattolica, il Movimento per la vita. Ma si sono date da fare anche associazioni minori e agguerrite, troppo spesso bollate come soltanto capaci di fare polemica, come il Moige, il Movimento italiano genitori. Questa è la novità.

Ma sarebbe un grave errore ritenersi soddisfatti. Il patto e l’alleanza vanno allargati. La loro stabilità e saldezza vanno misurati ogni giorno. Insomma, il Governo va incalzato. Lo devono fare le associazioni e lo può fare anche un grande giornale come il nostro, che sta, da sempre, vicino alle famiglie. Al centro del giornale troverete un tagliando da compilare. Vi chiediamo, cari lettori, di indicare le vostre priorità per una vera ed efficace politica familiare, vi chiediamo di scrivere cosa va aggiunto ai punti che, solo per facilità, abbiamo messo in fila. E poi vi chiediamo di spedirci il tagliando.

Anche i lettori di un grande giornale come Famiglia Cristiana sono parte dell’associazionismo familiare.

Pure noi intendiamo sederci a quel tavolo, produrre idee, sostenere progetti, perché la politica non dimentichi più la famiglia. Dobbiamo tutti insieme colmare un ritardo, dobbiamo tutti insieme parlare e ascoltare, secondo il principio di sussidiarietà, che spesso la politica tende a escludere.

Noi porteremo al Governo, all’inizio del prossimo autunno, le vostre proposte assieme a uno studio, che insieme al Cisf, il Centro internazionale studi famiglia, realizzeremo per riassumere tutto quello che voi chiedete, perché siano chiare le priorità, da subito.

L’autunno sarà un banco di prova, perché è il tempo in cui si definisce la Legge finanziaria. In quell’occasione sono molte le azioni di pressione, di gruppi di interesse. Ce ne sono di virtuosi e di meno virtuosi. Noi vogliamo rappresentare la normalità della famiglia, quella indicata nella nostra Costituzione, all’articolo 29, quella fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna. Quella che non ha bisogno di assistenza, ma di riconoscimento e di equità.

Non sarà facile mantenere il punto sulla grande alleanza permanente per la famiglia. Ci sarà sempre qualcuno che tenterà di offuscarne il futuro e il ruolo nel Paese. Eppure noi vediamo da piazza San Giovanni a Firenze l’avvio di un cambio di mentalità. Che va sostenuto. Che va protetto.


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