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Sommario.

 

 
Primo piano.
di Luigi Lorenzetti
Teologo


IL SÌ INGLESE ALLA SPERIMENTAZIONE TRA GENI UMANI E ANIMALI

L’IBRIDO È UN "MOSTRO"
CHE NON SERVE ALL’UOMO


Il Governo inglese, su pressione dei Centri di ricerca biologica, ha autorizzato la produzione e la sperimentazione su embrioni ibridi, che si ottengono rimuovendo il nucleo dall’ovulo di un animale (coniglio o mucca) e sostituendolo con quello di una cellula umana. Il risultato è, appunto, un ibrido: un miscuglio tra geni umani (per la massima parte) e animali; sono denominati anche "chimere", vale a dire organismi che sono geneticamente di due specie differenti: umana e animale.

Le obiezioni di tipo etico sono immediate. Gli esseri umani hanno una natura unica specificamente distinta da quella di tutti gli altri animali. Mischiarla significa offendere e compromettere la dignità umana, avventurarsi verso mostruosità. La decisione inglese pone dei limiti, ma il giudizio di immoralità non cambia assolutamente.

In particolare, si prevede che ogni progetto deve essere valutato caso per caso a seconda della sua rilevanza; si stabilisce che gli embrioni ibridi dovranno essere distrutti dopo i 14 giorni di vita, e non potranno essere impiantati nell’utero della donna.

In teoria, allora, non si avrà un bambino ibrido, ma chi garantisce che qualche scienziato avventuriero non sia tentato di andare oltre? Se non nascerà il bambino ibrido, non sarà perché il ricercatore ha un alto senso morale, ma semplicemente perché tale risultato è, forse, tecnicamente impossibile.

L’obiettivo dei ricercatori è produrre embrioni ibridi per ricavare le cellule staminali utili allo studio di possibili cure di numerose malattie, come il morbo di Parkinson, l’Alzheimer, le lesioni del midollo osseo, l’ictus, l’infarto, il diabete. Si tratta di finalità che suscitano grandi speranze, sia pure ancora molto lontane, per milioni di persone.

Questi traguardi di altissimo valore scientifico ed etico, tuttavia, non si possono certamente raggiungere per vie immorali, in questo caso, con l’embrione ibrido. La questione morale è duplice: non basta che il fine sia buono, occorre che anche i mezzi usati per raggiungerlo siano buoni.

Come si può pensare di migliorare la condizione di salute dell’essere umano se non se ne rispetta la dignità?

Tra l’altro, eminenti scienziati dubitano che le cellule staminali derivate da ibridi siano utili allo scopo; più concretamente, dubitano sull’effettivo valore scientifico di tale ricerca e sperimentazione. La via da seguire è la ricerca sulle cellule staminali adulte, ad esempio quelle derivate dal midollo osseo, dal cordone ombelicale. Questa ricerca, a differenza di quella sulle cellule staminali derivate da embrioni (e ora anche da embrioni ibridi), ha già dato importanti risultati clinici.

In conclusione, la vicenda degli embrioni ibridi mostra, ancora una volta se ce ne fosse bisogno, che in alcuni laboratori biologici si procede a oltranza, si cerca di ottenere il consenso dell’opinione pubblica con la promessa di chissà quali traguardi in biomedicina, si raggirano gli evidenti dilemmi etici e anche la normativa della stessa Unione europea, che chiaramente vieta la fecondazione inter-specifica.

«Fare tutto quello che è tecnicamente possibile è un comportamento in fondo non tecnico, è una immaturità. Un uso maturo della tecnica», avvertiva il fisico umanista K.F. von Weizsäcker, «esige la capacità di rinunciare a ciò che è tecnicamente possibile se non serve allo scopo vero e proprio, cioè alla promozione della vita umana».

Il biotecnologo che rimuova la questione etica del giusto/ingiusto, o la affidi superficialmente all’ambito religioso come se si trattasse di una cosa che non lo riguarda, squalifica sé stesso, perde in credibilità, danneggia la società, se non altro per le ingenti risorse economiche che potrebbero essere utilizzate in ben altra direzione.

Luigi Lorenzetti
   
   

‘‘Se per l’uomo non esiste una verità, egli, in fondo, non può distinguere tra il bene e il male. E allora le grandi e meravigliose conoscenze della scienza diventano ambigue: possono aprire prospettive importanti per il bene, per la salvezza dell’uomo, ma anche – lo vediamo – diventare una terribile minaccia, la distruzione dell’uomo e del mondo.’’

Benedetto XVI, Mariazell (Austria),
8 settembre 2007.


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