Famiglia Cristiana OnLine

Sommario.

 

 
L'editoriale.
di Beppe Del Colle


LO SCONTRO IDEOLOGICO DOPO IL DISCUSSO PROVVEDIMENTO

SE IL LAVAVETRI SCUOTE
LA MAGGIORANZA


Quando i sindaci chiedono più poteri e organizzano iniziative nella lotta alla microcriminalità non fanno nulla di "politico" in senso stretto. E allora perché la Sinistra si divide?

Sembrava una cosuccia, in confronto ai grandi temi di discussione soprattutto nel Centrosinistra, diviso su tutto. E invece quello dei " lavavetri" è adesso l’argomento sul quale lo scontro è diventato ideologico al massimo grado, ed è vissuto nel Paese come una scelta politico-sociale decisiva, nel momento della più acuta consapevolezza che l’immigrazione è ormai un problema cruciale.

Quello di cui si discute oggi in Italia è che cosa fare con una presenza massiccia di immigrati (o di "europei" in trasferta come i romeni) che occupano (non in esclusiva, s’intende) i posti chiave della trasgressione sociale: lo spaccio di droga, la prostituzione soprattutto di strada, il commercio irregolare di prodotti spesso contraffatti, la cosiddetta microcriminalità, gli scippi, i borseggi sui mezzi pubblici, l’elemosina "molesta", il posteggio abusivo; fino alla violenza vera e propria delle rapine condotte a termine con il massacro delle vittime.

Come è evidente a chiunque cerchi di ragionare con calma, lo Stato, in quanto unico titolare del diritto all’uso della forza, è sottoposto a uno sforzo di presenza e di azione finora mai visto, e dunque meritevole di riforma, dove sia necessario e anzi urgente, senza con questo uscire a sua volta dai limiti della legalità, visto che non siamo un Paese a governo autoritario o dittatoriale.

Leonardo Domenici, sindaco di Firenze e artefice della norma contro i lavavetri.
Leonardo Domenici, sindaco di Firenze e artefice della norma
contro i lavavetri (foto Ansa/La Presse).

In concreto, questo vuol dire che quando i sindaci chiedono più poteri e propongono una legge che consenta loro di far collaborare la polizia urbana con quella di Stato e con i carabinieri, anche con dotazione di armi, indicano una strada possibile. E quando promuovono iniziative locali come a Bologna, Firenze, Milano, Alessandria, Catania, Viareggio, Padova, Venezia, Trieste e via elencando, per intervenire in situazioni di particolare disagio per i cittadini e la relativa sicurezza personale e patrimoniale, non fanno nulla di straordinario, né tantomeno di "politico".

S’intende in senso stretto e tradizionale, anche quando sono "di sinistra" e paiono copiare comportamenti "di destra". E invece è proprio questo che rischia non solo di far cadere il Governo che si poggia sulla fragile alleanza del Centrosinistra con la Sinistra estrema, ma arriva a prefigurare uno "scontro di civiltà" fra chi sostiene una ragionevole lotta alla criminalità di tipo nuovo, ma pur sempre perseguibile penalmente o in via amministrativa, e chi immagina che attraverso quella lotta si arrivi a condannare tout court chi è povero, straniero e senza lavoro e per questo dà fastidio ai cittadini "normali". Che possono essere anche loro poveri e senza lavoro, e dunque tanto più devono essere garantiti e difesi dalla violenza.

Naturalmente le soluzioni ragionevoli ci sono, basta avere il coraggio di tentarle, sperimentandole. La calma e l’obiettività sono più che mai necessarie anche perché, come dice la mamma di Lucia Mondella al cardinale Federigo, «i poveri, ci vuol poco a farli comparir birboni».

Ma se i "birboni" (politicamente, s’intende) non sono poveri, ma abbastanza ricchi, o perlomeno ben pagati come i parlamentari anche di Sinistra estrema, il gioco si fa pesante. E il rischio, per la Sinistra e i suoi alleati a cominciare da Prodi, è che al Governo arrivino gli altri, magari aiutati dall’ondata antipolitica di Beppe Grillo fondata sul populismo insito nell’inebriante, ma superficiale conformismo della "rete" Internet. I problemi della sicurezza rimarrebbero uguali e le soluzioni non sarebbero più comode e più risolutive di quelle che ora dividono sindaci "rossi", come il fiorentino e il bolognese, dai "rossi" del Parlamento e delle piazze.

Beppe Del Colle

torna all'indice