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di
Silvano Guidi
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CASA
PRESTITI, SEMPRE PIÙ GIOVANI COPPIE IN DIFFICOLTÀ
DUE
CUORI E UN MUTUO
La Banca centrale europea ha alzato i
tassi, e i finanziamenti variabili diventano un capestro. Il ministro
Bersani ha previsto la possibilità di cambiare banca, ma è quasi
impossibile.
Paolo
e Nadia hanno battuto palmo a
palmo la periferia milanese per mesi, prima di trovare, a Seregno, la casa
della loro nuova vita in comune. Sessanta metri quadri, due balconi, cantina
e box, in via Emma Gramatica, stradina a fondo cieco che si perde fra il
verde di una campagna assediata dall’urbanizzazione espansiva.
«Avremmo voluto restare a Milano, dove siamo nati e
lavoriamo, ma i prezzi sono inabbordabili per le possibilità economiche di
una giovane coppia», si rammarica Nadia. Di qui la scelta-necessità di
spostarsi in provincia, con levatacce al mattino per raggiungere il posto di
lavoro, incolonnati nel traffico come un’infinità di altri pendolari.
Per atti notarili, provvigione d’agenzia, allacciamento
di gas, luce e acqua, registrazione al catasto e assicurazione dell’immobile
contro "scoppio e incendio", i ragazzi, poco più che trentenni,
hanno dovuto spendere 20.240 euro, che sono andati ad aggiungersi al prezzo
dell’appartamento (146.000), affrontato con un mutuo (Banca popolare di
Novara) acceso nel novembre del 2005.

A tasso variabile, su consiglio della banca, perché
allora, con il costo del denaro basso, la soluzione sembrava la più
conveniente. «E infatti inizialmente abbiamo risparmiato rispetto a un
tasso fisso», ammette Paolo, «ma adesso non è più così e il nostro
bilancio familiare è costretto a continui aggiustamenti, perché il costo
della rata mensile del mutuo è passato dagli iniziali 687 euro agli ultimi
e non stabilizzati 917».
Il ministro Bersani, con felice preveggenza, nelle
sue lenzuolate di privatizzazioni ha contemplato interventi anche nel
settore mutui, con l’introduzione del cosiddetto principio di
"surrogazione", in pratica offrendo a chi ha un mutuo in essere la
possibilità di trasferirlo, più vantaggiosamente, da una banca creditrice
a un’altra, attraverso atto pubblico o scrittura privata, mantenendo il
grado originario d’ipoteca e di fatto senza incontrare ulteriori spese.
Paolo e Nadia hanno esplorato di nuovo il mercato del
credito e avrebbero trovato una soluzione soddisfacente per tamponare le
ansie da mutuo variabile. «Banca Intesa ci ha offerto un "fisso"
venticinquennale con rata mensile da 915 euro, due in meno di quanto
paghiamo attualmente con un impegno trentennale», spiegano.
Tutto bene, allora? «E no», si arrabbia Paolo. «Siamo a
una sorta di presa per i fondelli: le banche si dichiarano disponibili, ma
gli istituti non hanno propri notai per l’atto di surrogazione; i notai,
non si sa perché, dicono di non essere ancora pronti e agitano l’alibi
del loro ordine professionale che non avrebbe ancora emanato disposizioni in
proposito; se insisti per una soluzione in tempi brevissimi tutti ti
consigliano di estinguere il mutuo e di riaccenderlo, come in passato, come
se Bersani avesse parlato al vento. Così per avere un ipotetico vantaggio
futuro e un po’ di serenità d’animo al presente, dovremmo tirar fuori
ancora un bel po’ di soldi. C’è davvero da schiumare di rabbia».
Questa storia è simile a tantissime altre in tutta
Italia. Per rendersene conto è bastato girare un po’ su Internet e
seguire qualche videochat dove esperti del credito e del mercato
immobiliare rispondono a cittadini in angoscia. Riportiamo a caso. Gianluca,
da Napoli: «La Bce non vede che alzando i tassi crea problemi alla
popolazione?». Mimma, da Pistoia: «Ho un mutuo dal ’99. All’inizio
le rate erano piuttosto costanti, poi sono aumentate e con esse il nostro
patema d’animo». Flora, da Milano: «Voglio abbassare lo spread.
Ho minacciato il direttore della banca dicendogli che avrei cambiato
istituto, ma non c’è niente da fare. Nessuno ci aiuta».
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MA
PER I POLITICI È TUTTO DIVERSO
Non per niente ormai si parla di loro indicandoli
con il termine non proprio elogiativo di "casta". Sono i
politici, privilegiati per eccellenza: a loro quasi sempre è concesso
quello che è negato ai comuni cittadini. Non c’è quindi da
stupirsi se deputati, senatori e loro congiunti e familiari vengono
trattati con un occhio di riguardo dalle banche, quando chiedono mutui
per la casa. Poco importa se si tratta di una seconda o terza dimora.
Di solito strappano interessi più bassi di almeno un punto rispetto
ai valori di mercato.
Fassino paga il 2,65 per cento, Flavia Veltroni il
3,19, Di Pietro il 2,20, Gabriella Bertinotti l’1,9, Cesa il 3,8 e
Baccini il 3,28, solo per citare alcuni esempi. Non c’è differenza
fra destra e sinistra: il partito del mattone è assolutamente
trasversale. Lo ha scoperto, con un’inchiesta pungente, il
quotidiano Italia Oggi, che ha frugato, in maniera corretta e
legale, in quella immensa miniera che è la banca dati del catasto.
A Franco Bechis, direttore di un giornale
economico, abbiamo chiesto cosa lo ha colpito di più nell’indagine.
«La capacità di spesa di alcuni soggetti che, con un’indennità
parlamentare netta di 5.600 euro mensili, a volte rimborsano rate
superiori ai redditi dichiarati.
E poi il fatto che Fassino e Violante restituiranno l’ultima rata
dei loro mutui da ultraottantenni, quando è noto a tutti che le
banche difficilmente consentono piani di ammortamento che vadano oltre
il 75° anno di età».
S.G.
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LE
PAROLE CHE TI COMPLICANO LA VITA
Ammortamento
– È la restituzione graduale del mutuo
mediante rate periodiche.
Euribor
– È il parametro di riferimento usato
dalle banche per stabilire i saggi dei finanziamenti alla clientela.
Irs
(Interest Rate Swap) – È un ulteriore
parametro di riferimento utilizzato per determinare il tasso di
interesse soprattutto sui mutui a tasso fisso.
Spread
– L’interesse applicato dalla banca è
il risultato di due componenti: il "parametro di
riferimento" (Euribor o Irs) e lo spread, una componente
aggiuntiva (in punti percentuali), diversa da banca a banca.
Surroga
– Possibilità di trasferire il mutuo ad
altra banca, senza spese aggiuntive.
Dal volume: Estinzione anticipata dei mutui -
Tutte le novità dell’accordo Abi-consumatori
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