«Per imparare a
scrivere ci sono tre regole: leggere, leggere, leggere». Ho già citato qui
questo consiglio del mio vecchio professore di italiano. Dalla lettura alla
scrittura: pensieri, ricordi, commozioni, fatti, trame diventano diario,
racconto, poesia. «Caro libro ti scrivo, così mi distraggo un po’»:
cambio solo una parola della bella canzone di Lucio Dalla. Ho qui una pila
di libri, gli autori sono i nostri lettori. Ne scelgo alcuni, altri in
seguito.
Il maresciallo. Il
carabiniere Tomaso corre dalla caserma a casa giù per un viottolo detto crosa
de strie, sentiero delle streghe. Ha comperato per la moglie un po’ di
farinata calda, la focaccia ligure; la tiene in tasca perché il regolamento
proibisce a chi è in divisa di portare pacchetti in mano e in più si
scalda. L’episodio, minuscolo ma incantevole, sta nel libro di Tomaso
Ottonelli, Trentaquattro... e poi: sono gli anni vissuti con la
moglie Franca, il poi comincia da quando gli è morta, nel ’98.
Tomaso è maresciallo in pensione, vive a Novara, contro la solitudine legge
e scrive. Questo libro rappresenta come l’eredità per i cinque nipoti;
una di loro, Martina, gli ha disegnato la copertina con una rosa e sette
stelle.
La psicologa. Emanuela
Zanotti, laurea in Pedagogia e poi in Psicologia, dopo anni di insegnamento
ha lasciato la scuola per lavorare in una struttura per anziani. Ora narra
la sua esperienza in forma di romanzo, Il nido dell’albatro. È la
storia di Caterina, che viene mandata in una casa di riposo per non
autosufficienti: «Portatemi via di qua, grido dentro di me, ma rimango
immobile, pietrificata». Questo inizio drammatico sfuma poi nella scoperta
di aiuti, ostacoli da superare, cose da imparare, amicizie che la porteranno
a ritrovare sé stessa e una vita da vivere anche da vecchi.
Il ragazzo in bicicletta. Sulla
copertina c’è un bambino in bicicletta, sul retro un signore settantenne
con bicicletta. Tra le due foto scorrono le date di Graziano Vallisneri, di
Parma, già funzionario della Sanità, sposato da 35 anni con Nelli, il
figlio Michele fisico alla Nasa, la figlia Cecilia ematologa. Il titolo è L’anno
dei Vallisneri, perché cade ora l’ottavo centenario dello Statuto di
Vallisnera, celebrato dai Comuni dell’Alto Appennino. Ma il libretto di
Graziano non percorre la storia, bensì le semplici occasioni familiari, l’impegno
solidale, gli incontri a Bose nella comunità di Enzo Bianchi, l’ottimismo
fin dall’epigrafe: «La vita non è uno scherzo. Prendila sul serio e a
settant’anni pianterai gli ulivi...».
La missionaria. Suor
Daniela Maccari, missionaria comboniana, ha lavorato 13 anni in Mozambico,
ora prende il volo per l’Ecuador. Prima di partire ha rovesciato la
valigia dell’Africa, ne sono usciti fogli di quaderno, foto, lettere di
madri e di insegnanti. Ne ha ricavato il libro intitolato Quella guerra
che gli adulti ci hanno fatto soffrire.
Sono quindici anni che la normalità è tornata nel
Mozambico tormentato da lotte tribali: l’accordo di pace venne firmato il
4 ottobre 1992. Il Paese ora vive l’alba di un’altra Africa, un’Africa
in cammino, ma che non può dimenticare gli incubi della lunga notte di
spavento. Essi rivivono nelle testimonianze di ragazze che hanno passato l’infanzia
tra gli orrori della guerra e non riescono a dimenticare.
Il libro si può richiedere a: Missionarie
Comboniane-Femmis, Via Cesiolo 46 - 37126 Verona.