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È UN RITORNELLO: A OGNI FINANZIARIA CI SI DIMENTICA DEL 5 PER 1000

LE CHIAMANO SVISTE
MA SONO UNO SCIPPO


Svista, cioè distrazione. Ma è possibile che un Governo sia così distratto da dimenticarsi di inserire nella Legge finanziaria la norma più chiara sull’applicazione concreta del principio di sussidiarietà, che è tra quelli fondativi della Costituzione? L’aver scordato di inserire nella legge, che stabilisce come spendere i soldi dei contribuenti, la norma relativa al 5 per 1000, cioè la destinazione di una parte delle proprie tasse alle associazioni che si occupano soprattutto dei poveri e della ricerca, significa che alla maggioranza (non tutta s’intende) il principio di sussidiarietà va stretto.

E non basta aver fatto ammenda, adducendo problemi tecnici, sviste, appunto, e aver assicurato che in sede di discussione della Finanziaria al Senato il 5 per 1000 verrà ripristinato. In realtà, una parte della maggioranza, la sinistra radicale lontana dalla popolarità e dall’idea che sia la persona il fulcro dell’ordinamento, tende a smontare, quando può, con distrazioni, disguidi o malintesi, i riferimenti a princìpi che provengono da culture diverse.

Luigi Bobba. Il senatore dell’Ulivo Luigi Bobba (foto) in un’interrogazione parlamentare ha sollevato la questione della sparizione nella Finanziaria del 5 per 1000. Il sottosegretario all’Economia Alfiero Grandi nella risposta ha rimesso la decisione a Prodi. Bobba presenterà in Senato un emendamento alla Finanziaria per l’istituzione strutturale della misura "senza tetto di spesa": «Ci attendiamo da Prodi che trovi la copertura finanziaria per una norma di grandissima utilità sociale che, negli anni passati, quasi il 70 per cento dei contribuenti italiani ha abbracciato» (foto Ansa/La Presse).

Il principio di sussidiarietà è uno di questi. La prima definizione compiuta si trova nella Dottrina sociale della Chiesa, nell’enciclica Quadragesimo anno di Pio XI del 1931. La nostra Costituzione l’ha recepito come fondante del rapporto tra Stato e cittadini, ma anche tra istituzioni intermedie e centrali. Vale in molti campi e anche in quello fiscale. L’istituto del 5 per 1000 è considerato un buon esempio di sussidiarietà fiscale, applicazione pratica del principio di sussidiarietà, previsto dall’art. 118, quarto comma, della Costituzione: «Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà».

In pratica viene garantita a chi paga le tasse una sfera di sovranità, nella quale lui stesso può decidere a chi destinarne una parte. C’è, insomma, una responsabilizzazione del contribuente nell’individuazione degli enti che meritano d’essere finanziati col denaro pubblico.

Già l’anno scorso la norma sul 5 per 1000, inserita ad experimentumnella Finanziaria l’ultimo anno del Governo Berlusconi, era sparita e poi ripristinata dopo pressioni e polemiche del mondo del volontariato e del non profit, ma con un tetto massimo di 250 milioni di euro. Quest’anno è accaduta la stessa cosa: una riga della Finanziaria alza quel tetto a 400 milioni, ma poi ci si dimentica di prevedere il 5 per 1000 per il 2008. Solo una svista?

Certamente, attorno alla norma occorre vigilare. Forse non tutti i destinatari hanno merito. Ci sono seri enti che si occupano di solidarietà e di ricerca, ma anche imprese economiche che si nascondono sotto la sigla di una "onlus". Finora c’erano pure i Comuni, per i quali è meglio prevedere il normale istituto del trasferimento di risorse dallo Stato. Oppure le Fondazioni che prendono soldi in tante altre maniere. Un po’ di ordine è giustamente auspicabile, ma il principio va salvato, togliendo anche il tetto, imposto dal ministro dell’Economia, Padoa-Schioppa. Sarebbe come dire: i contribuenti possono essere persino generosi, ma se lo sono troppo lo Stato si tiene il surplus di bontà e lo destina ad altro.

È uno scippo, null’altro. 

L’anno scorso il 70 per cento dei contribuenti ha scelto di destinare il 5 per 1000 con firma sulla dichiarazione dei redditi. Ma con il tetto a 250 milioni esso si riduceva al 3 per 1000. Quest’anno si corre ai ripari portando il tetto a 400 milioni, mentre sparisce la norma per il 2008. Togliere sovranità ai cittadini non fa bene al Paese, dove rigurgiti di antipolitica già percorrono pericolosamente le piazze. Meglio sarebbe rendere stabile il 5 per 1000 nell’ordinamento fiscale italiano.


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