Tutto comincia nel
giugno scorso, pochi mesi fa. Il fidanzato l’aveva lasciata e lei non
sapeva che fare per riconquistarlo. La trappola le si presenta navigando in
Internet. Veronica – la chiameremo così – incappa in una pagina che
promette mirabolanti poteri e una soluzione al suo problema: il sito di un
sedicente sensitivo, occultista, esperto in rovesci di fortuna, d’amore e
di lavoro.
Già, d’amore. «Risolverò il tuo problema», c’è
scritto. Anzi, tra le tante voci ci sta proprio quella che fa per lei: far
ritornare l’amato che se n’è andato. Veronica, un po’ incuriosita, un
po’ lusingata dalle suadenti parole di presentazione («presente da molti
anni nelle maggiori riviste specializzate», e ancora «pagamento a esito
raggiunto»), prende contatto. Lei milanese, lui – il mago – con due
studi a Milano, la cosa sembra anche semplice. E la ragazza si lascia
accalappiare. «Rimasi subito un po’ interdetta dalla fretta che aveva il
sensitivo di prendere subito un appuntamento», racconta. «Comunque, ci
andai. Il sensitivo mi disse che la faccenda era molto complicata, che
avrebbe dovuto ricorrere a degli speciali tabulati astrologici che doveva
recuperare in India... Insomma, la cosa mi sarebbe costata parecchio:
15.000-20.000 euro, forse addirittura 40.000».
Le perplessità di Veronica, a quel punto, sono già
divenute molto forti, e ha deciso di lasciar perdere. Il mago no. «Voleva
subito fissare un secondo appuntamento, e insisteva per avere un anticipo:
"Così fino a novembre sei a posto", diceva». Tali e tante le
insistenze, che il ciarlatano la convince a incontrarsi alla Stazione
Centrale di Milano, lo scorso agosto, mentre lei è sul piede di partenza
per un viaggio: «Tanto fece che gli staccai due assegni, per un totale di
2.200 euro. Gli dissi però di non incassarli subito, perché non c’era
abbastanza contante in banca».
Così, se da Internet è nato il problema, da Internet
viene la soluzione: «Trovai il sito del Telefono antiplagio», spiega. «Li
chiamai e mi consigliarono di far subito denuncia ai Carabinieri, di
bloccare gli assegni e di telefonare al sensitivo minacciandolo di far
intervenire l’Antiplagio. Non so come procederà la denuncia, ma il
terrore che sguinzagliassi l’associazione di Cagliari ha funzionato: il
mago non ha mai tentato di incassare i soldi».
Una storia fra le tante. Recente e finita bene. Molte
altre, purtroppo, hanno esiti ben più drammatici, con esborsi talvolta di
decine di migliaia di euro, case e beni venduti per pagare il ciarlatano,
famiglie sul lastrico per le truffe di chi millanta poteri e soluzioni che
non ha.
«Un fenomeno e un problema sociale che non dovrebbero
nemmeno esistere», dice Giovanni Panunzio, fondatore del Telefono
antiplagio. «La legge c’è e parla chiaro. L’articolo 121 del Tulps,
Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, recita: "È vietato il
mestiere di ciarlatano". E spiega anche cosa s’intende: "Sotto
la denominazione di mestiere di ciarlatano si comprende ogni attività
diretta a speculare sull’altrui credulità e a sfruttare o alimentare l’altrui
pregiudizio, come gli indovini, gli interpreti di sogni, i cartomanti,
coloro che esercitano giochi di sortilegio, incantesimi, esorcismi". Il
problema è che non viene applicata e che, per di più, negli ultimi anni
questi personaggi hanno imparato a utilizzare con astuzia i mezzi di
comunicazione: la televisione, Internet, la pubblicità sulle Pagine utili e
sulle Pagine gialle, le inserzioni sulle riviste popolari o di astrologia».
Così l’esercito dei truffati cresce, e, se è
relativamente contenuto il numero di casi eclatanti, sono migliaia quelli
che perdono qualche centinaio di euro, o che si trovano improvvisamente una
bolletta telefonica da far strabuzzare gli occhi. Solo il 4 per cento dei
bidonati fa denuncia, secondo le statistiche, per non avere grane o per
vergogna.
La "telemagia", dunque. Che sia un vero business
non se ne sono accorti solo i maghi che si fanno pubblicità in televisione
e comprano ampi spazi di ore intere di palinsesto, ma soprattutto i gestori
telefonici, le Tv e i giornali: i primi vendendo i numeri 899 e 892 e i
secondi vendendo la pubblicità ai ciarlatani di turno. «Ogni giorno e in
tutte le fasce orarie, maghi e indovini invadono Tv e televideo con
ingannevoli e truffaldine televendite, reclamizzando numeri da chiamare col
prefisso 899 e 892», denuncia Panunzio. «Questi due numeri sono servizi
"a valore aggiunto", ma in realtà possono venire utilizzati da
truffatori che, lungi dal vendere servizi veri, ti imboniscono e fanno man
bassa nelle bollette delle famiglie degli italiani».
Come? I numeri telefonici che iniziano con 899 e 892 e che
ti rimandano a maghi, sensitivi, lottologi e cartomanti li trovi facilmente
in Mediavideo, Televideo, su molti giornali e guide telefoniche. «Solo
Mediavideo pubblicizza 230 pagine promozionali di questi soggetti»,
sottolinea il fondatore dell’Antiplagio, «e per rimanere nell’ambito
dei cosiddetti lottologi, sono circa un migliaio questi numeri speciali che
arricchiscono altrettanti ciarlatani, attraverso la bolletta del telefono
dei malcapitati». Una chiamata a uno di questi numeri è un salasso: già
il solo scatto alla risposta può costare anche 15 euro, altre volte invece
il prezzo è a tempo.
Al telefono il mago non c’è, perché, ovviamente, non
esiste. Al di là del filo risponde un finto mago, un centralinista
ammaestrato non tanto in cartomanzia, ma per far trascorrere i minuti e far
parlare il cliente. Lui, invece, indugia in lunghe pause o interrompe la
comunicazione, costringendo l’ignaro interlocutore a richiamare (e a
spendere ancora). «Alla fine», ironizza Panunzio, «i veri numeri magici,
che portano denaro sicuro, sono l’899 e l’892, non a chi telefona ma a
chi comanda "il gioco": a Telecom, alle società che acquistano il
numero, e a chi li pubblicizza. È questa la vera magia».
I contorni del business? Ecco un dato: alcune emittenti
locali arrivano ad avere il 60 per cento dei loro introiti dalla pubblicità
di maghi e linee erotiche. Tuttavia, non dovrebbe più essere così: da un
anno il Consiglio di Stato ha confermato la sentenza del Tar del Lazio per
cui le trasmissioni a pagamento degli occultisti possono andare in onda solo
fra mezzanotte e le sette del mattino. Ed è di pochi mesi fa la norma che
vieta del tutto le trasmissioni che reclamizzano linee erotiche e
pornografiche.
«Il problema?» conclude Panunzio. «Non è cambiato
nulla. Basta fare un po’ di zapping per vedere che le regole vengono
quotidianamente violate. E nessuno controlla».