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Spettacoli.
di Gigi Vesigna


MUSICA
"TODAVIA", IL NUOVO ALBUM IN SPAGNOLO DELLA CANTANTE


MINA LATINA

Sedici canzoni famose e famosissime, in duetto con grandi partner.
Tra i quali il capitano dell’Inter Javier Zanetti.

Incredibile Mina! Esce un suo nuovo album con canzoni famosissime in lingua spagnola, e dopo una settimana scarsa è già al primo posto in hit-parade. Il titolo è Todavia e in ogni pezzo lei cambia partner pescando tra i numeri uno del mondo sudamericano.

Del resto, che Mina fosse molto amata in America latina e nei Paesi di lingua spagnola in generale è ben noto: basti ricordare che sulle sue canzoni è stato imbastito un musical, Mina... che cosa sei?, che dopo tre anni di repliche a Buenos Aires ha fatto una capatina anche in Italia, dove però non ha avuto lo stesso successo. Perché, diciamo la verità, la presenza fisica della signora ormai ci manca, vorremmo vederla in Tv, o magari incontrarla come un tempo.

Allora, quasi quasi, io questa intervista me la invento, rivolgendomi al doppio di Mina sulla copertina, visto che Marco Balletti, il "Michelangelo" delle immagini dei suoi dischi, l’ha ritratta come se si guardasse in uno specchio. Una Mina ha gli occhi azzurri, l’altra marroni. Le domande sono mie, le risposte mi vengono dalle verità enunciate nel foglio che accompagna il disco.

  • Dunque, Mina, come nasce questo amore per la lingua spagnola?

La risposta arriva da quella con gli occhi marroni: «Poche volte ho inciso canzoni in lingue diverse dall’italiano, ma ho fatto ampia eccezione per una lingua che considero parente stretta della nostra. Credo di aver inciso in spagnolo più di cento pezzi, e non è poco».

  • L’avventura poteva anche dimostrarsi rischiosa. Quando hai capito che quel rischio era limitato?

Stavolta sembra che la risposta arrivi dalla Mina dagli occhi cerulei. «Quando ho chiamato come compagni di viaggio artisti che conoscevo e stimavo, tutti hanno accettato senza riserve, anche quando si sono resi conto che la mia intenzione non era fare un disco "latineggiante", ma dare una testimonianza di come sono, come mi sento oggi "riflessa" in una lingua diversa dall’italiano».

Mina raramente rifà le sue canzoni e questo dà un motivo in più per accostarsi con interesse a questo album anomalo, che tuttavia potrebbe, chissà, costituire un precedente significativo. Della serie: mai dire mai.

Andiamo dunque, sempre non intervistando Mina, alla scoperta di alcune delle 16 canzoni che sono raccolte nell’album: un duetto assai sfizioso è Agua y sal con Miguel Bosè, che ricambia il favore fatto da Mina a Miguel per la sua apparizione in Papito. Mina e Miguel s’erano già incontrati quando Pedro Almodóvar, grande estimatore di Mina, aveva scritto il testo spagnolo di Un anno d’amore, che Miguel mimava, travestito da donna. La dichiarazione di Miguel in proposito è autentica: «Penso di amare Mina da quando ho l’uso della ragione e per di più ciecamente, in modo incondizionato. Parlare delle sue doti vocali è superfluo, tutti noi le conosciamo bene. Ma al di là della sua voce unica, eccezionale, che ha osato ogni cosa, dal pop al jazz, dalle ballate alla dance, Mina è stata per le donne il simbolo di una rivoluzione generale. Audace, trasgressiva, potente, coraggiosa, sfacciata, innovatrice, capricciosa, radicale... Sono solo alcuni degli aggettivi coi quali saprei definirla. È stata la prima a depilarsi le sopracciglia, a truccarsi in stile circense, a cantare storpiando l’italiano. Lei continua, in assoluto, a essere "la grande diva", temo che sia l’ultima della sua specie. E, ovviamente, quando "l’Imperatrice" mi ha invitato a cantare insieme a lei, sono accorso immediatamente, come farebbe un servo, perché un tale onore lei lo riserva solo ad alcuni, veramente pochi, e lo concede di raro. Grazie, Mina, forse un giorno capirai».

Questione di feeling... nerazzurro

È la Mina con gli occhi azzurri che mi introduce al duetto – l’unico – con un artista italiano: Cuestion de feeling, cantata con Tiziano Ferro, suo ammiratore. Il quale chiarisce subito: «Conoscere Mina credo sia una delle esperienze massime di ogni amante della musica italiana; collaborare con lei è un’esperienza unica e altamente formativa: sono assolutamente onorato per il fatto che abbia pensato anche a me all’interno di un grande progetto internazionale. La registrazione è stata veloce e toccante, un’esperienza memorabile!».

Infine, l’incontro più curioso, quello che non ci si aspetta: Parole parole, il mitico duetto che Mina rese indimenticabile con Alberto Lupo, è riproposto in questo album con Javier Zanetti, il calciatore argentino capitano dell’Inter. Lui dice: «Non mi sarei mai aspettato di far parte di un progetto così importante. Sono un appassionato di musica ed essere presente con i migliori per me significa realizzare un sogno. È troppo. Mi sento un privilegiato».

A questo punto, pur conoscendo da sempre la risposta, rivolgo l’ultima domanda alle due Mine in copertina: niente niente siete forse interiste?

La risposta non arriva né da destra né da sinistra. Sarà un’illusione ottica ma mi pare che le due teste annuiscano con forza. E allora mi rassegno, cara Mina: viva l’Inter!

Sarai contenta, adesso, sapendo quanto io sono milanista...

Gigi Vesigna

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