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Arrivederci
di Franca Zambonini


UN FANTASMA SI AGGIRA
PER TUTTO IL MONDO


Il presidente Bush rompe un tabù e accenna alla terza guerra mondiale. Prevedibile, se l’Iran non interrompe il programma nucleare. Il presidente russo Putin annuncia piani grandiosi nella corsa agli armamenti. Il Dalai Lama a Washington: «Con la violenza puoi risolvere un problema, ma ne semini un altro».

Quel giorno il presidente americano George W. Bush ha rotto un tabù. Gli è bastato pronunciare tre parole da tempo impronunciabili: "terza guerra mondiale". L’ha fatto mercoledì 17 ottobre scorso durante una conferenza stampa alla Casa Bianca. I giornalisti gli chiedevano il suo parere sulla visita in Iran del presidente russo Vladimir Putin, che si è incontrato con il presidente iraniano Ahmadinejad, e sui rischi di un’alleanza tra Russia e Iran. Ha risposto: «L’ostinazione di Ahmadinejad ad andare avanti con il programma nucleare potrebbe portare alla terza guerra mondiale».

Non la guerra fredda che il mondo ha già vissuto, non i conflitti regionali che continua a patire. Ma una guerra definitiva, combattuta con l’arma atomica. La "terza", appunto.

Il fantasma evocato a Washington si era già affacciato a Mosca, quando Putin, prima di partire per Teheran, aveva annunciato "piani grandiosi" da attuare entro il 2015. Uno sviluppo sostenibile? Un efficiente sistema sanitario, iniziative serie per ridurre i guasti al pianeta, lotta contro la povertà?

George W. Bush e il Dalai Lama a Washington in occasione della consegna della medaglia d'oro come capo spirituale dei buddhisti.
George W. Bush e il Dalai Lama a Washington in occasione della consegna
della medaglia d
'oro come capo spirituale dei buddhisti (foto AP/La Presse).

Niente di tutto questo che potrebbe rendere più vivibile la vita di milioni di esseri umani. Bensì l’ammodernamento degli armamenti, missili e bombardieri nucleari, e già sono pronti due sommergibili atomici strategici, e in seguito verranno messe a punto nuove armi atomiche difensive. C’è da temere che anche questi "piani grandiosi" siano classificabili alla voce: "terza guerra mondiale"?

Il resto del panorama offre viste contraddittorie. Un giornale statunitense ha calcolato che con quello che l’America spende in un giorno per mantenere le sue truppe in Irak si potrebbero curare per un anno intero quattrocentomila bambini.

La settimana scorsa il segretario di Stato Condoleezza Rice era in Israele per tentare di organizzare una conferenza di pace. Sui giornali appaiono le foto dei suoi incontri con le autorità palestinesi; in una la si vede mentre piega la testa per entrare attraverso la porticina nella chiesa della Natività di Betlemme. È una credente, il nonno e il padre erano pastori presbiteriani. Dice: «Betlemme, con la sua maggioranza musulmana, con i suoi luoghi sacri agli ebrei e ai cristiani, può diventare un modello di riconciliazione».

Sempre la settimana scorsa, il presidente Bush viene fotografato mentre tiene sottobraccio il Dalai Lama, tutt’e due sorridenti. L’occasione è la consegna della medaglia d’oro del Congresso, la più alta onorificenza civile americana, assegnata al capo spirituale dei buddhisti, da 48 anni esule dal Tibet dopo l’occupazione cinese. La reazione non tarda. Da Pechino arriva una furiosa nota di protesta che definisce il premio una farsa.

Il Dalai Lama lascia a Washington almeno due insegnamenti. Il primo dice: «Con la violenza puoi risolvere un problema, ma pianti i semi di un altro problema». Il secondo: «Il mondo è diventato così piccolo che nessuna nazione può decidere isolata dalle altre».

Chissà che qualche potente non li mediti, prima di evocare fantasmi.

Franca Zambonini

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