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Sommario.

 

 

Enrique e Nora hanno
nostalgia del tango

 
Attualità.
di Giulia Cerqueti


ARGENTINA
ALLE ELEZIONI DEL 28 OTTOBRE FAVORITA LA MOGLIE DELL'ATTUALE CAPO DELLO STATO


BUENOS AIRES ASPETTA
CRISTINA "PRESIDENTA"


La signora Kirchner fa sognare gli argentini: lotta alla povertà, alla droga e alla criminalità. E la prima donna eletta alla Casa Rosada.

I nostalgici l’hanno ribattezzata la nuova Evita: ma forse, con la "leggendaria" moglie del presidente Perón, paladina dei poveri, Cristina Fernández de Kirchner ha in comune solo il fascino e la bellezza. Molto più lungimirante il settimanale americano Time, che in un’intervista l’ha definita «la Hillary latina»: entrambe, Hillary Clinton e Cristina Kirchner, sono consorti di capi di Stato, prima che candidate presidenziali, entrambe avvocati di professione e senatrici in politica. Ma con una differenza: Cristina Fernández de Kirchner è diventata senatrice – della provincia di Buenos Aires – prima che suo marito, Néstor Kirchner, arrivasse alla presidenza nel 2003.

Una lunga carriera politica

Questo la dice lunga sulla preparazione della candidata del Fronte per la vittoria erede del peronismo: molti l’hanno tacciata di essere uno specchietto per le allodole del marito che, non ripresentandosi per un secondo mandato, mostra un volto democratico, ma si assicura la continuità della "dinastia" piazzando al suo posto, per quattro anni, sua moglie. Sarà anche vero, ma in realtà Cristina Kirchner, 54 anni, vanta una lunga carriera politica iniziata nel 1985, al fianco del marito ha lottato per rinegoziare i rapporti dell’Argentina con il Fondo monetario internazionale e la Banca mondiale e per risollevare le sorti economiche del Paese disastrato dalla crisi; ha avviato una lotta contro la corruzione, si è imposta come paladina dei diritti umani combattendo per l’abolizione delle leggi di punto final e di obediencia debida, che avevano garantito l’impunità dei militari responsabili della dittatura del 1976-1983.

La first lady ha viaggiato tanto in Europa; intrattiene rapporti con la presidenta cilena Michelle Bachelet, ha incontrato la deputata francese Ségolène Royal e la tedesca Angela Merkel, quasi a rimarcare una sorta di "asse" fra le donne al potere. Il suo sguardo è rivolto all’estero, a differenza del marito, noto per non amare le uscite oltre confine.

A contenderle il trono il 28 ottobre, fra gli altri, sono due ex ministri dell’Economia, Ricardo López Murphy e Roberto Lavagna, e l’ex deputata Elisa Carriò. Ma tutti i sondaggi sono per lei. I quattro anni di presidenza di Kirchner hanno fatto molto per risanare l’economia argentina: il Paese è tra i primi produttori mondiali di cereali, carne bovina e vini, e grazie a un accordo con Bolivia e Venezuela si è messo al sicuro sul fronte di gas e petrolio. L’Argentina sta facendo i conti con il passato regime: nella capitale si è aperto il primo processo per crimini contro l’umanità commessi dalla dittatura alla Scuola della meccanica della Marina militare, centro clandestino di detenzione dove morirono più di 5.000 persone, oggi trasformato in Museo della memoria.

Per le strade di Buenos Aires la gente è tornata a spendere. Ma il pessimismo continua a serpeggiare insidioso: la crisi, per molti, sembra non essere mai finita; qualcuno teme addirittura che presto il Paese cada in una nuova recessione. La povertà e la miseria sono visibili agli angoli delle strade, battute di giorno da masse di ragazzini che rubano o, nel migliore del casi, chiedono spiccioli; di notte affollate da barboni e cartoneros che frugano nella spazzatura per recuperare carta da rivendere.

Tutti i problemi da affrontare

A Buenos Aires, come nelle altre città, delinquenza e criminalità sono diventate ingestibili. La miseria crea malcontento e rassegnazione. È la rassegnazione dei ragazzini che si rifugiano nel paco: una droga derivata dalla cocaina più kerosene, farina e talco, molto economica, facilissima da reperire, e altamemte nociva. La chiamano la droga dei poveri (anche se l’effetto è talmente breve che chi ne fa uso deve subito trovarne dell’altra), è diffusa fra i giovani dei quartieri di periferia, come La Boca, il barrio popolare bonaerense, famoso per il tango e lo stadio del Boca junior. In Argentina è un allarme sociale: negli ultimi tre anni il consumo di paco è aumentato del 500 per cento. Tutti problemi che, se sarà eletta, la presidenta si troverà ad affrontare.

Con Cristina Kirchner l’Argentina vivrà un evento storico: sarà la prima donna presidente del Paese regolarmente eletta. Prima di lei la Casa Rosada ha avuto un’altra presidenta, Isabelita Perón, terza moglie di Juan Domingo Perón, che non fu eletta ma si ritrovò a succedere al marito quando questi morì nel 1974. Due anni sfortunati, che nel 1976 lasciarono il passo alla dittatura.

Ma oggi i tempi sono cambiati. Dopo Michelle Bachelet, prima donna capo di Stato in Cile, il Paese più machista del continente, il mondo ha scoperto un nuovo volto dell’America latina, quello delle donne presidente.

Giulia Cerqueti

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