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In fuga dallo studio
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di
Alberto Bobbio
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SCUOLA
IL NONO RAPPORTO SULLA PRESENZA DEGLI ISTITUTI CATTOLICI
MA
LA SCUOLA CATTOLICA
NON È SOLO "PRIVATA"
In Italia lieve aumento degli iscritti.
Spesso, però, la scelta avviene per contrapposizione al pubblico , non per
fede.
Sono 250.000 le scuole cattoliche nel mondo,
frequentate da 42 milioni di allievi. Al primo posto non c’è l’Europa,
ma Stati Uniti e America latina, poi Africa e Asia. Gli insegnanti sono tre
milioni e mezzo, quasi tutti laici, ribaltando così una situazione che fino
a qualche anno fa vedeva al primo posto i religiosi. In Australia, dove gli
studenti delle scuole cattoliche sono 800.000, cioè il 20 per cento della
popolazione scolastica, e dove si registra il più forte incremento di
iscritti al mondo, i religiosi in 40 anni sono passati dal 100 per cento all’8
per cento. Anche in Spagna oggi sono poco più del 10 per cento, come nella
Francia laica, dove tuttavia le scuole cattoliche accolgono quasi il 17 per
cento degli studenti.
In Italia frequenta le scuole cattoliche l’11 per cento degli alunni.
La fetta più consistente si trova negli asili con oltre 600.000 iscritti.
Ma i problemi nel nostro Paese non mancano. Negli ultimi cinque anni sono
stati chiusi circa 50 istituti inferiori e medi. Anche le scuole superiori
sono in calo con 100 istituti e quasi 6.000 studenti in meno. I docenti sono
diminuiti del 5 per cento, mentre tra i religiosi il segno negativo è del
19 per cento. Nella scuola superiore tuttavia il picco più basso si è
registrato nel 2005 con quasi 180.000 studenti, 15.000 in meno rispetto a
dieci anni fa, mentre l’anno scorso si è notata una piccola risalita con
2.500 studenti in più.
I dati sono contenuti nell’ultimo rapporto, il nono, sulla scuola
cattolica in Italia, che verrà presentato a Roma la prossima settimana,
curato dal Centro studi per la scuola cattolica della Cei, che si avvale
della collaborazione degli esperti della Università pontificia salesiana.
Il rapporto è assai interessante perché per la prima volta indaga sulle
scelte e le motivazioni degli studenti e mette in luce, anche tra gli alunni
della scuola cattolica, «la progressiva rarefazione dell’appartenenza
religiosa e della stima per l’importanza vitale della religione e della
fede».
La scuola cattolica è definita più che altro "privata" e di
solito la scelta avviene per contrapposizione rispetto a quella pubblica: «La
differenza specifica della scuola cattolica è data dalla sua gestione
privata, mentre gli indicatori di carattere religioso appaiono quasi sempre
poco rilevanti».
Anche il collegamento della scuola con la pastorale locale non è
riconosciuto «nella misura che ci si dovrebbe attendere». Insomma, la
qualità del servizio scolastico, stimato da tutti gli studenti, lascia in
ombra il carattere religioso dell’offerta formativa.
Tra le richieste degli alunni c’è quella di poter intervenire di più
nella programmazione dell’attività fuori curricolo e nella «progettazione
di proprie attività autonome». Irrilevante, inoltre, nella scuola
cattolica è la presenza di associazioni di studenti.
Chi frequenta la scuola cattolica si sente privilegiato e non solo per
via della possibilità di pagare rette a volte alte, ma anche per la maggior
disponibilità degli insegnanti e di materiali.
Frequentate anche da non cristiani
Alla scuola cattolica, e soprattutto alla formazione degli insegnanti, la
Santa Sede ha dedicato la scorsa settimana un documento intitolato Educare
insieme nella scuola cattolica, nel quale si richiama uno stile di vita
che va improntato alla comunione, con una solida formazione professionale.
Il cardinale Zenon Grocholewski, prefetto della Congregazione per
l’educazione cattolica, ha spiegato che nel mondo la scuola cattolica
opera spesso in condizioni difficili, a volte dove non c’è libertà
religiosa, ma è sempre in grado di rispondere «alle emergenze educative di
poveri ed emarginati».
Il sottosegretario della Congregazione, monsignor Angelo Zani, ha
presentato un dossier mondiale sulla scuola cattolica. In Marocco 17 scuole
cattoliche sono frequentate da 11.000 alunni tutti musulmani. In Terra Santa
e in Giordania gli iscritti sono metà cristiani e metà musulmani. In India
i sette milioni di studenti delle scuole cattoliche sono induisti al 65 per
cento.
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I
SITI DEI "PROF" DI RELIGIONE
La grafica, di solito, è sobria. Ma i materiali, i sussidi, le schede
e anche i giochi e i cruciverba messi in rete dalla comunità virtuale
degli insegnanti di religione sono davvero una bella scoperta. C’è
abbondanza e qualità, si trovano riflessioni secondo lo stile del blog e
portali con lezioni, suggerimenti, didattica. Gian Luigi Mizia mette
in rete su corsodireligione.it
un percorso adatto ai ragazzi e agli adulti, con risposte a decine di
domande, da "chi è Melchisedek" a "se i suicidi possono
salvarsi".
Daniele Dellatommasina, che insegna a Novate Milanese, propone nel
suo sito Ora di religione, anche esercizi di ripasso, mentre Nunzio
in religiocando.it accompagna tra giochi e cruciverba pure in inglese,
tedesco e spagnolo. Michele Tarlazzi, docente alle medie inferiori
in Romagna, sceglie lo stile del blog in Religione a scuola:
polemiche e riflessioni, senza tirarsi indietro sulle cose che contano.
Anche Andrea Gironda, professore a Roma, fa la stessa cosa e in
più offre riferimenti a legislazione, esercizi, schede sulle religioni
nel mondo. La stessa strada segue Ernesto Diaco, che per alcuni
anni è stato vicepresidente dei giovani di Azione cattolica: un blog da
leggere. Un bel blog è pure quello degli alunni e insegnanti di
Montecchio Emilia, messo in rete da Lavia Di Sabatino: Oltre l’ora
di religione. Poi, Bellanotizia di Antonio Di Lieto, che
rielabora le letture della Messa della domenica, Benettiweb, e le
lezioni di Nicola Rossetti. Per trovarli basta poco: andare su siticattolici.it,
selezionare il motore di ricerca e scrivere "religione".
A.Bo.
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