|
|
di
Enzo
Bianchi
|
|
IL VANGELO DELLA COMUNITÀ IL VERBO S È FATTO CARNE Giovanni (1,1-18) In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Egli era, in principio, presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste. In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l hanno vinta. [...] E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità. Giovanni gli dà testimonianza e proclama: «Era di lui che io dissi: Colui che viene dopo di me è avanti a me, perché era prima di me». Al cuore delle letture di Natale vi è l’annuncio dell’incarnazione, dell’umanizzazione di Dio nel Figlio unigenito. La Chiesa ci invita a meditare su questo grande mistero attraverso il prologo del quarto Vangelo, che ci rivela l’identità di quel bambino venuto al mondo: egli è la Parola di Dio, il Figlio vivente in Dio dall’eternità: «In principio era la Parola, la Parola era presso Dio e la Parola era Dio... E la Parola si è fatta carne e ha dimorato tra di noi, e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria del Figlio unigenito del Padre, pieno di grazia e di verità». Da questa pagina dalle inesauribili profondità scaturisce per noi cristiani la domanda decisiva: qual è il nostro Dio dopo la sua umanizzazione in Gesù? L’Antico Testamento è scandito sul «chi vede Dio muore» (Es 33,20): è questo il modo per esprimere la santità e la verità del Dio che non può ricevere un volto dall’uomo, ma che mostra lui stesso la sua immagine e si consegna nella sua Parola. Ecco perché il credente dell’Antico Testamento chiede con insistenza a Dio di mostrargli il suo volto: è la domanda di Mosè, è l’invocazione del salmista, ma questo volto è svelato all’uomo al di là della morte. L’umanizzazione di Dio in Gesù ha reso possibile la visione del suo volto già qui sulla terra: «Dio nessuno l’ha mai visto, ma il Figlio unigenito ce lo ha raccontato», narrato, spiegato. Sì, il nostro Dio, dopo la sua umanizzazione in Gesù, può essere solo il Dio da lui narrato, perché l’uomo Gesù è l’ultimo e definitivo racconto di Dio, e chi vede lui, chi contempla la sua vita conosce il Padre. Ecco in cosa consiste la singolarità del cristianesimo rispetto a ogni religione o monoteismo: il suo essere adesione a un Dio-uomo, Gesù Cristo, e, attraverso di lui, a Dio. È proprio come Gesù ha detto ai suoi: «Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me... Chi vede me vede il Padre» (Gv 14,6.9), cioè chi vede me uomo, carne fragile, può scorgere il racconto che io faccio di Dio. Che cosa è avvenuto nella storia? Alcuni uomini e donne, diventati discepoli di Gesù, hanno colto nella sua esistenza delle tracce di Dio, e per questo durante la vita comune con lui l’hanno chiamato con fede profeta, maestro, messia, ma nell’alba di Pasqua lo hanno riconosciuto come risorto da morte, vivente e lo hanno invocato come Kýrios, Signore, Figlio di Dio. L’esistenza di Gesù di Nazaret è parsa loro come rivelazione della vita stessa di Dio. Di più, la vita di Gesù è stata l’epifania, la manifestazione di Dio per gli uomini, ma nello stesso tempo l’epifania per tutta l’umanità dell’uomo vero, autentico, come Dio l’aveva pensato e creato. Come recita sempre il prologo: «In lui era la vita e quella vita era luce per gli uomini», cioè Gesù è stato un vero vivente e come tale «ci ha insegnato a vivere in questo mondo» (Tt 2,12), secondo le parole di Paolo che abbiamo ascoltato nella Messa della notte. Se noi tenessimo lo sguardo fisso su Gesù e credessimo che la forma della vita di quest’uomo ci conduce a Dio, comprenderemmo che la nostra ricerca di Dio è anche ricerca dell’uomo. Sì, dopo Gesù Cristo chi cerca Dio passa per la ricerca del vero uomo, e la vita cristiana coincide con un cammino di umanizzazione. Non è possibile cercare Dio senza cercare la vera umanità, né fare un
cammino di salvezza senza aprire strade di autentica umanizzazione: la vita
umana autentica è vita cristiana e quest’ultima è un capolavoro di arte
umana che attende la risurrezione al seguito di Gesù, "Uomo e Dio"!
|