Famiglia Cristiana OnLine

Sommario.

 

 

Trento, la sfida dello
 "star bene" insieme

 
Attualità.
di Renata Maderna
foto di Attilio Rossetti


SOCIETÀ
PARMA E TRENTO APRONO LA STRADA A POLITICHE "AMICHE" DEI NUCLEI FAMILIARI


CITTÀ FORMATO FAMIGLIA

Il capoluogo di Provincia emiliano attua interventi concreti per i nuclei familiari. E ha un’Agenzia che elabora provvedimenti "di rete" studiati per loro.

SOGNI ALTROVE
REALTÀ QUI
  • Centri gioco pomeridiani per adulti e bambini.
  • Agevolazioni sulle rette di servizi per l infanzia e scuola per le famiglie con 3 o più figli e le famiglie affidatarie.
  • Rimborso dell Irpef locale alle famiglie con tre figli e meno di 55.000 € di reddito lordo annuo.
  • Rimborso del 50% dell Irpef locale alle famiglie con due figli e meno di 55.000 € di reddito lordo annuo.

 
Succede di frequente in Italia di ascoltare un padre o una madre rammaricarsi di "non poter diventare francese" oppure "di sognare di emigrare in Germania". Non che siano attratti dalle bellezze della natura o dalle proposte culturali dei due Paesi.


In questa foto e nelle successive, famiglie a spasso a Parma.

Il prezioso oggetto del desiderio sono le cosiddette politiche familiari, da noi invocate nelle parole degli esperti e dei politici in proporzione inversa alla loro applicazione nel reale. Un tempo, di famiglia non si voleva parlare. Ora invece se ne parla. In attesa che "se ne faccia", potrebbe capitare di udire altri genitori sognare di limitarsi a un trasferimento italiano, verso Parma o Trento o una delle altre città che con sempre più decisione si stanno muovendo su una strada forse più percorribile di quella sempre annunciata e mai imboccata dai Governi centrali: cominciare a fare. Secondo un principio ineludibile: primo, ascoltare.

Non un problema ma una risorsa

Che a Parma, oltre alle "buone pratiche" elencate all’inizio di questo servizio, si possa godere di sconti sulla tariffa rifiuti (ad esempio 20 per cento con tre figli a carico) o di sostegni economici se si decide di accudire a casa il figlio fino al primo anno di vita, di contributi sui consumi delle utenze o di borse di studio per l’acquisto dei libri scolastici, non è frutto di gentile concessione dell’amministrazione comunale.

Anche se il sindaco Pietro Vignali su questa sfida si è speso molto, convinto che le famiglie non siano un problema da risolvere, ma una risorsa da sostenere, queste misure nascono prima di tutto dall’ascolto delle famiglie stesse, dal coinvolgimento di tante associazioni, dal sapiente sostegno del Forum delle associazioni familiari, nonché dal supporto scientifico del Cisf, Centro internazionale studi famiglia. Spiega Francesco Belletti, che ne è il direttore: «È emerso chiaramente che anche le famiglie di Parma non sono alla ricerca di qualcuno che risolva i loro problemi, ma che dia loro gli strumenti per aiutarsi. Non chiedono qualcuno che le sostituisca, ma vogliono essere tenute nel gioco della cura, dell’educazione, del bene comune. L’ambito degli enti locali è il più adatto per azioni di welfare a misura di famiglia, un primo luogo di buon governo, con responsabilità crescenti sulle condizioni di vita delle persone».

Comune, famiglie, ma anche associazioni familiari: all’Agenzia per la famiglia di Parma, come si chiama il "laboratorio" di politiche amiche della famiglia, collaborano tante associazioni (riunite nella Consulta comunale delle associazioni familiari, che ne raccoglie 40), non solo affermando diritti e segnalando problemi, ma anche testimoniando con progetti e azioni concrete l’apertura e la collaborazione nei confronti delle altre famiglie e della società.

La garanzia di un’alleanza forte

«"Rete" è una delle parole chiave su cui abbiamo lavorato sin dal principio», spiega Cecilia Maria Greci, responsabile dell’Agenzia. «Il benessere delle persone e delle famiglie può essere garantito da un’alleanza forte tra famiglie, soggetti pubblici, organizzazioni no-profit e imprese sociali. Un’altra parola è "sperimentazione", perché, in uno scenario nazionale in cui il quadro normativo, sociale ed economico è incerto, è importante che nella comunità locale si avviino processi innovativi. Ma la sperimentazione è possibile solo se si adotta con forza e convinzione una logica di progetto, con obiettivi chiari e tempi e scadenze ben delineate».

A Parma questa chiarezza è stata espressa anche nella delibera n. 1523 che il 5 novembre scorso ha elencato le Linee di indirizzo "Parma una città a misura di famiglia. La famiglia al centro del welfare di comunità": 48 pagine su educazione, accoglienza, cura, lavoro, tariffe, tempo libero e habitat, molto circostanziate e ricche di proposte, tra l’altro esportabili altrove. Tutte da verificare da parte della cittadinanza.

Renata Maderna
    
   
E LE ASSOCIAZIONI SI METTONO IN VETRINA

«Con tre figli, un lavoro e un impegno nel sociale (con l’associazione Famiglia più) mi tocca correre», esclama Simona Verderi, che vive a Parma con il marito e i figli di 16, 13 e 6 anni: «Ho avuto, però, la fortuna, quando erano piccoli, di potere contare su una rete di mamme con cui ci aiutavamo negli accompagnamenti e nella gestione degli impegni dopo la scuola». Nel progetto dell’Agenzia per la famiglia voluto dall’amministrazione comunale, il termine "rete" è una delle parole chiave: «Credo che in una città "a misura di famiglia" il fatto di sviluppare legami e far sì che le famiglie si sostengano tra loro sia fondamentale. In tal modo si incoraggiano i vari nuclei a mantenere il benessere interno, a non ingigantire i problemi e a evitare l’isolamento».

Ma i bambini diventano ragazzi e presto ci si rende conto quanto sia loro necessaria, oltre al benessere familiare, la presenza di proposte valide che vengono dall’esterno: «Dai vari progetti dell’Agenzia per la famiglia», dice Simona Verderi, «personalmente mi aspetto molto per quanto riguarda il tempo libero. Vedendo crescere i miei figli penso che sia importante individuare nelle città spazi e iniziative, perché possano trovarsi in luoghi a loro idonei dove divertirsi, imparare e maturare secondo le esigenze della loro età».

L’associazione Famiglia più è coinvolta a vari livelli nei programmi del Comune di Parma. Sta collaborando, per esempio, a iniziative che riguardano l’accoglienza e le risposte al disagio: «Si tratta del progetto Oltretorrente», spiega Simona: «Partirà il prossimo gennaio e prende il nome da un quartiere "a rischio" di Parma, con molti immigrati e recentemente al centro di tensioni. È prevista l’apertura di uno spazio (con una vera e propria vetrina in strada) dove le varie associazioni raccoglieranno i bisogni degli abitanti del quartiere per poi individuare le possibili risposte volte a restituire strade e piazze più vivibili alle famiglie».

Orsola Vetri


torna all'indice