Famiglia Cristiana OnLine

Sommario.

 

 
Attualità.
di Alberto Chiara e Bruno Barberis


CHIESA/1
SONO ATTESI MOLTI PELLEGRINI DALL’EST EUROPEO


DA MOSCA PER LA SINDONE

La nuova ostensione dal 10 aprile al 23 maggio 2010. È già possibile prenotarsi. Nei primi due giorni l’hanno fatto 250 mila persone. Anche da molto lontano. Ecco come Torino si sta preparando all’evento.

I più lontani risultano essere undici pellegrini australiani: tre verranno da Sydney, due dalla capitale, Canberra, e i rimanenti da altre città. Tutti dovranno volare quasi ventiquattr’ore filate per mettere piede in Italia, giungendo infine a Torino, dove, tra le geometrie barocche dell’antica capitale sabauda, potranno pregare davanti al lenzuolo funebre che la tradizione vuole aver avvolto Gesù e attorno al quale, da più di un secolo, s’accalora la scienza, offrendo diverse risposte definitive, salvo lasciare irrisolti alcuni quesiti. Compresi quelli fondamentali: chi è quell’uomo? Come s’è formata l’immagine?

Mancano quattro mesi alla nuova ostensione (10 aprile-23 maggio 2010; domenica 2 maggio è atteso il Papa) e già fioccano le prenotazioni. Dal primo dicembre è possibile farlo via Internet attraverso il sito ufficiale www.sindone.org. «In due giorni si sono registrate 250 mila persone, 18.683 dall’estero, le altre da tutta Italia», spiega Maurizio Baradello, 49 anni, sposato, tre figli, un ingegnere aeronautico diventato dirigente del Comune di Torino e ora direttore del Comitato organizzatore.

Un particolare del volto dell'uomo della Sindone.
Un particolare del volto dell’uomo della Sindone (foto A. Giuliani/Cpp).

È notte oramai, quando nella sede di via Cappel Verde 6 (telefono 011/02.04.777), a due passi dal duomo, Baradello mostra a Famiglia Cristiana i tabulati con i dati aggiornati al 2 dicembre. «Tra gli stranieri, i più numerosi sono i francesi: 4.494. Molti anche i tedeschi (2.665), gli spagnoli (2.456), gli americani (2.392), gli svizzeri (1.342), gli austriaci (688) e gli inglesi (343)».

Ragguardevoli pure certi numeri legati all’America centrale e a quella meridionale: dal Messico si sono finora registrate 129 persone; dall’Argentina, 382. «Dall’Asia», riprende Baradello, «hanno prenotato il loro pellegrinaggio, tra gli altri, anche 40 georgiani (un pullman da Tiblisi), altrettanti cinesi e 95 malesi. Il tutto, giova ricordarlo, soltanto nell’arco delle prime quarantott’ore. Ma il dato che più salta all’occhio riguarda l’Est europeo. Il crescente interesse verso la Sindone è testimoniato dalle prenotazioni fin qui effettuate da 1.422 polacchi, 335 cechi, 102 ungheresi, 153 bulgari. E da 429 russi: i gruppi più grossi si muoveranno da Mosca, altri da Novgorod e da San Pietroburgo».

«Siamo piacevolmente colpiti», interviene monsignor Giuseppe Ghiberti, teologo e presidente della Commissione diocesana per la Sindone. «D’altronde è un fatto noto che anche il mondo ortodosso coltiva una particolare devozione. In questi anni, nell’Europa orientale, abbiamo partecipato a tanti incontri di natura religiosa e a numerosi convegni scientifici».

Monsignor Ghiberti sottolinea il lavoro di preparazione avviato da mesi. E non si riferisce soltanto a quello del Comitato organizzatore, composto dalla diocesi e dagli enti locali (Comune, Provincia e Regione), che ha un budget a disposizione di circa 5 milioni di euro. «Penso», spiega Ghiberti, «ai 4 mila torinesi che si sono offerti di fare i volontari. E penso alla capillare mobilitazione delle 357 parrocchie, chiamate dal nostro arcivescovo a riflettere in quest’anno pastorale sul tema scelto per l’ostensione: Passio Christi, passio hominis».

Il duomo di Torino.
Il duomo di Torino (foto A. Giuliani/Cpp).

«La contemplazione della passione di Cristo che il telo sindonico ci offre in stretto, concreto e insostituibile collegamento con il racconto evangelico», ha scritto il cardinale Severino Poletto, «ci apre gli occhi della mente ad accorgerci che la sofferenza umana (la passio hominis) non può essere compresa se non a partire da quella del Signore, pena il cadere nella disperazione e nel senso nichilistico che non poca parte del pensiero moderno e contemporaneo ha evidenziato, lasciando profonde tracce nel vissuto e nella cultura di questo scorcio di secolo».

Un recente libro (La sindone di Gesù Nazareno, di Barbara Frale, il Mulino) sostiene l’ipotesi che tracce di scrittura identificate sul lino della Sindone possano appartenere a un testo derivato direttamente o indirettamente dai documenti fatti produrre per la sepoltura di Yeshua ben Yosef Nazarani, più noto come Gesù di Nazaret. «Sono molto stupito», commenta, cauto, monsignor Ghiberti. «Sono stato di fronte alla Sindone tante ore, ma mai ho avuto sentore di nulla del genere. Come me, anche i professori competenti in elaborazione di immagini. Tocca alla scienza dare spiegazioni credibili e verificate. Vedremo».

Alberto Chiara
   
  
E "VITA PASTORALE" DEDICA DUE DOSSIER

Diciotto pagine sul numero di dicembre, altre venti, almeno, su quello di gennaio. Il mensile Vita Pastorale dedica due dossier alla Sindone in collaborazione con il Comitato diocesano torinese presieduto da monsignor Giuseppe Ghiberti. Tra i contributi di esperti, segnaliamo quelli del noto docente di medicina legale Pierluigi Baima Bollone e di Piero Savarino, ordinario di Chimica industriale presso l’Università di Torino, che analizza il discusso esame di datazione attraverso il metodo del C14.

 

COSÌ LA SCIENZA

Certezze
L’immagine ha caratteristiche simili a quelle di un negativo fotografico: è stata prodotta, attraverso un procedimento naturale, dal cadavere di un uomo che ha subìto diverse torture, tra le quali la flagellazione e la crocifissione, i cui segni sono visibili su di essa in modo anatomicamente perfetto.
Sulla Sindone sono presenti numerose macchie di sangue umano di gruppo AB prodotte da ferite di origine traumatica.
Non si tratta di un dipinto, né di un’opera realizzata mediante tecniche riproduttive conosciute.
I pollini ritrovati sulla Sindone consentono di ritenere molto probabile un suo soggiorno in Palestina e in Anatolia prima del XIV secolo.
L’immagine possiede peculiari caratteristiche tridimensionali.
Sulle impronte degli occhi si trovano dei segni: si possono interpretare come tracce di antiche monete romane coniate nella prima metà del I sec. d.C.
Esiste una stretta correlazione (confermata con l’ausilio del computer) tra il volto dell’uomo della Sindone e l’iconografia del volto di Gesù del primo millennio.
Sul retro della Sindone è assente l’immagine corporea, mentre sono ben visibili le macchie di sangue.

Incertezze
Sull’età del lino: studi successivi alla datazione medievale (1260-1390 d.C.), stabilita dagli esami effettuati nel 1988 con il metodo del C14, consentono di ritenere molto probabili contaminazioni tessili, ambientali, biologiche e chimiche che possono aver modificato considerevolmente il risultato finale, "ringiovanendo" il telo.

Domande
Gli scienziati non sono riusciti ancora a capire come si sia formata l’immagine corporea sul lenzuolo: tutti gli esperimenti fatti fino a oggi per riprodurla hanno dato risultati assolutamente insoddisfacenti e molte caratteristiche appaiono per il momento irriproducibili.

Professor Bruno Barberis 
direttore del Centro internazionale di sindonologia


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