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SENSO VERO DEL NATALE: PACE, ACCOGLIENZA, SOLIDARIETÀ Piovono pietre sul Natale. E non solo metaforiche. Dopo il grave episodio di domenica 13 dicembre, in piazza Duomo a Milano, assistiamo tuttora a lapidazioni mediatiche senza precedenti e a indegne bagarre dentro e fuori il Parlamento. La politica delle invettive non porta lontano. La resa dei conti inasprisce solo gli animi Con Le parole sono pietre Carlo Levi nel 1955, dopo un viaggio in Sicilia, denunciava il degrado della situazione sociale, politica ed economica del Paese. Così potrebbe titolarsi, ancora oggi, il diario di quest’Italia lacerata dall’odio e dall’intolleranza. Richiamarsi al senso autentico del Natale, ai suoi valori di pace, solidarietà, accoglienza e sobrietà, assume quest’anno un significato ancora più forte. Dalla città offesa da un gesto isolato, in un clima di violenza verbale che sta imbarbarendo il Paese, viene l’invito a superare il clima di tensione. Ma, soprattutto, a «recuperare responsabilmente il senso delle istituzioni, il rispetto delle autorità civili, la correttezza del dibattito partitico, il senso "alto" della politica. Un passo che può essere fatto solamente tutti insieme. La strada di chi si limita ad accusare le presunte responsabilità degli altri non conduce a nessuna meta, né buona, né sicura». Così il cardinale Tettamanzi sollecita a «usare le parole con sapienza e responsabilità, attenti al significato, ai toni con cui vengono pronunciate, agli effetti che potranno produrre in chi le ascolta». Ma le parole, da sole, non bastano. Il cardinale ha dato per primo l’esempio. Lui che, in virtù dei suoi appelli umanitari, era stato oggetto di dileggio, paragonato a un imam o prete mafioso. Proprio guardando piazza Duomo, luogo che anche in passato è stato teatro di insopportabili episodi di violenza, il cardinale ha proposto «una via utile a superare questo irresponsabile clima di tensione di cui tutti siamo vittime». La via è nella comprensione del significato più vero e profondo della cattedrale, una presenza «che unisce perché cara a tutti i milanesi, a quelli di antica data e a tutti i nuovi venuti». Senza distinzioni e discriminazioni. Questo Natale cade poi in un momento di crisi economica, che tocca vaste aree del Pianeta. Anche a Natale, come ogni giorno, nel Sud del mondo moriranno venticinquemila bambini, che potrebbero salvarsi con interventi a basso costo. Ma la crisi morde anche in Italia. L’ultimo rapporto Istat ci dice che le famiglie in condizioni di povertà relativa sono 2 milioni 737 mila. E 1 milione e 126 mila sono in condizione di povertà assoluta. Ancora una volta, recuperiamo il senso delle parole. "Crisi" in greco vuol dire "svolta". Papa Benedetto XVI ci ricorda che le crisi economiche e sociali sono anche crisi morali. «Obbligano a un modo di vivere improntato alla sobrietà e alla solidarietà, con nuove regole e forme di impegno, puntando con fiducia e coraggio sulle esperienze positive e rigettando con decisione quelle negative. Solo così l’attuale crisi diventa occasione di discernimento e di nuova progettualità». Natale, dunque, festa della Parola che salva. Non delle parole. Auguri di Buon Natale
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