Vita in casa.
di Francesca Della Chiara
L’ANGOLO VERDE

CHICCHI PREZIOSI
  

 
Rallegriamo la tavola delle feste con la melagrana, un frutto dall'incontenibile forza e ricco di simbologie. Che, sotto una scorza dura e lucida, nasconde grani vermigli e succosi.
 


Pochi frutti, come la melagrana, possono vantare una storia così antica. Il suo valore simbolico non è andato perduto con i secoli e tutti, o quasi, i testi storici fanno riferimento alla melagrana. È leggenda che sia stata Venere (a cui il frutto è dedicato) a piantare sulla terra i primi alberi. La mitologia indù è piena di melagrane; le stesse sono dipinte sugli affreschi egizi delle prime dinastie; per gli Ebrei, il melograno rappresentava la terra di Israele e i frutti ornavano il fregio del tempio di Salomone. Nella simbologia cristiana, la melagrana raffigura la risurrezione di Cristo e l’unità della Chiesa: un unico frutto che riunisce tanti semi preziosi.

La simbologia attuale

Ancora oggi, la melagrana entra in alcuni riti, in Sicilia e in Medio Oriente, per invocare la fertilità della sposa. Ma sono i giorni di fine anno a vederla protagonista delle fruttiere che ornano le tavole, come simbolo di prosperità, capace di sprigionare sentimenti d’allegria.

Proviamo a coltivarlo

Il melograno è un alberello che, nel portamento, ricorda un grosso arbusto, dotato di diversi fusti un po’ contorti e rami un po’ spinosi. Se il terreno non è gelato, può essere piantato in qualunque momento dell’anno, anche quando è privo di foglie e mette a nudo i frutti che hanno iniziato a ingrossarsi con l’arrivo del freddo.

Cresce meglio e si sviluppa più in fretta nelle zone a clima mite, ma può essere coltivato anche in posizioni relativamente fresche, purché sia piantato in un angolo riparato dal vento. In primavera si copre di foglioline oblunghe, rossicce da giovani, verde brillante in estate, e poi gialle, in autunno, prima di cadere. Da maggio a luglio, alle estremità dei rami, sbocciano i fiori rosso scarlatto rivestiti da una patina lucida, come una vernice umida. I frutti, grossi e tondeggianti, hanno una buccia cuoiosa di colore giallo rosato, con sfumature brune o violacee secondo la varietà.

La pianta di melograno sta bene come esemplare isolato, ma si può utilizzare per ravvivare una siepe di lauro sempreverde, oppure, secondo l’usanza mediterranea, accostare al mirto, che fiorisce in bianco nello stesso periodo e, in autunno, porta a maturazione bacche blu scurissimo.
   

50 NUOVI MELOGRANI

È questo il numero degli alberi piantati da Weleda nel Parco del Circolo Festambiente di Enaoli (Grosseto), lo scorso 20 novembre, insieme ai bimbi delle scuole elementari locali. L’occasione è stata la Giornata dell’infanzia, un’anteprima della Festa dell’albero 2009, celebrata il 21 novembre, promossa da Legambiente e sponsorizzata da Weleda che si è impegnata a piantare un milione e cinquecentomila alberi. Il melograno è stato scelto per le proprietà dei semi dei suoi frutti, ricchi di sostanze antiossidanti e rigeneranti. Le stesse che sono protagoniste della nuova Linea corpo bionaturale e anti-age al Melograno (per informazioni, tel. 02/48.77.051).