Speciale domenica.
di don Gennaro Matino

IL VANGELO DELLA SPERANZA
Seconda dopo Natale - 3 gennaio 2010


LA SAPIENZA SULLA TERRA

    
Giovanni (1,1-18)

In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. [...] E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità. Giovanni gli dà testimonianza e proclama: «Era di lui che io dissi: Colui che viene dopo di me è avanti a me, perché era prima di me». Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto: grazia su grazia. Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo. Dio, nessuno lo ha mai visto: il Figlio unigenito, che è Dio ed è nel seno del Padre, è lui che lo ha rivelato.
   

«Affonda le tue radici tra i miei eletti» (Sir 24,12). La Sapienza dal primo giorno aveva sognato di piantare la tenda tra gli uomini e l’Amore del Padre aveva promesso che nella pienezza dei tempi il sogno sarebbe diventato realtà. Il Padre ha scelto ognuno di noi dal grembo materno e con tenerezza ha seguito i nostri passi anche quando le fosse del peccato ostacolavano il cammino. Mai si è dimenticato di noi, ha raccolto il grido d’aiuto che dalle viscere della storia saliva al suo trono. Aveva promesso che prima o poi la Sapienza avrebbe abitato la terra e quando il grembo di Maria fu pronto ha lanciato la sua sfida d’amore: «Nella città che egli ama mi ha fatto abitare e in Gerusalemme è il mio potere» (Sir 24,11).

Promessa di un avvento di speranza che non solo rendeva la libertà agli oppressi e la vista ai ciechi, ma cambiava i connotati del tempo e, sciogliendo il ritmo che costringeva alla morte, sfondava le ore e consegnava un futuro senza lacrime. «Il Verbo si è fatto carne ed è venuto ad abitare in mezzo a noi» (Gv 1,14). L’eternità di Dio ora era donata nel Figlio, carne nella carne umana, la nuova condizione, la vittoria definitiva che fa gridare ai vinti di un tempo: «Benedetto Dio Padre del Signore nostro Gesù Cristo» (Ef 1,3). Un urlo di gratitudine per il dono di una figliolanza inaspettata, scoperta di un amore inimmaginabile che rende nuovi e cambia per sempre: «Figli adottivi mediante Gesù Cristo, secondo il disegno d’amore della sua volontà» (Ef 1,5-6). A quanti accolgono il Figlio è dato di diventare figli e da Dio vengono generati per riappropriarsi del sogno rubato all’origine.

L’atmosfera del Natale ancora avvolge di calore questi giorni, la commozione e la fatica delle feste fasciano ricordi e contemporaneamente consegnano fruttuoso impegno. Ai voti augurali scambiati nel tempo, fa seguito la giusta considerazione: il Natale di fuori è poca cosa senza quello di dentro. Il Verbo è venuto ad abitare nella vicenda umana e chiede spazio al nostro cuore, alla nostra mente come albergo. Il Verbo è luce che illumina ogni uomo, Sapienza attesa come sogno, certezza di poter finalmente godere di una vista diversa sulla storia.

Accogliere il Verbo è insieme partecipare alla sua figliolanza per vincere, grazie a lui, la morte definitiva, ma anche per imparare ogni giorno a vincere la morte quotidiana. L’ottimismo credente offre sé stesso come risorsa a un tempo ripiegato sotto il peso del disfattismo, del pessimismo.

La luce che illumina ogni uomo squarcia le parole del nonsenso e coniuga il verbo della speranza per i cercatori della nuova avventura. Il Natale è ancora vivo in questa domenica, è ancora un fatto che ci riguarda e il Vangelo è racconto di quel giorno in cui l’uomo è stato premiato del più grande dono. Se Natale è ancora uno straordinario avvenimento, se ancora è tempo di voti augurali che, superando la barriera del convenzionale, si arricchiscono della gioia del dono ricevuto. La Sapienza abita in Cristo la terra e grazie a lui finalmente ha sapore la vita. Aggrappati a Cristo, afferrati a lui, l’insipienza dei giorni sarà saporita di benedizione. Coraggio, sembra ripeterci il Vangelo, Cristo è venuto ad abitare dentro di voi, egli illuminerà «gli occhi del vostro cuore per farvi comprendere a quale speranza vi ha chiamati» (Ef 1,18).

   

Domenica 3 gennaio
Seconda dopo Natale. Santissimo Nome di Gesù. San Fiorenzo.
Letture: Siracide 24,1-4.8-12; Efesini 1,3-6.15-18; Giovanni 1,1-18.
RITO AMBROSIANO:
Luca 24,13-35; Siracide 24,1-12; Romani 8,3-9; Luca 4,14-22.
Liturgia delle Ore: II settimana.

Lunedì 4 gennaio
Beata Angela da Foligno.
Letture: 1Giovanni 3,7-10; Giovanni 1,35-42.

Martedì 5 gennaio
Sant’Edoardo.
Letture: 1Giovanni 3,11-21; Giovanni 1,43-51.

Mercoledì 6 gennaio
Epifania del Signore. San Carlo da Sezze.
Letture: Isaia 60,1-6; Efesini 3,2-3.5-6; Matteo 2,1-12.

Giovedì 7 gennaio
San Raimondo da Peñafort. San Crispino.
Letture: 1Giovanni 3,22-4,6; Matteo 4,12-17.23-25.

Venerdì 8 gennaio
San Severino. San Luciano. San Lorenzo Giustiniani.
Letture: 1Giovanni 4,7-10; Marco 6,34-44.

Sabato 9 gennaio
San Giuliano.
Letture: 1Giovanni 4,11-18; Marco 6,45-52.