Speciale domenica.
a cura di Alberto Fusi   

IL VANGELO DELLA COMUNITÀ - RITO AMBROSIANO

1 Gennaio 2010
Nella circoncisione del Signore

Anno C


 

Ottava del Natale

    
 

1. L’Ottava del Natale

Sono otto i giorni di festa del Natale del Signore. Essi si concludono con la celebrazione odierna che evoca, nella circoncisione del Signore, avvenuta secondo le disposizioni della Legge, il cuore della nostra salvezza culminata nella Pasqua di morte e di risurrezione: l’abbandono del Figlio fatto uomo alla volontà del Padre e la sua totale obbedienza ai suoi voleri. Con la circoncisione viene ricordata anche l’imposizione del nome "Gesù" (=Dio salva) dato al Bambino; in obbedienza alle parole dell’angelo a Maria. Il primo gennaio segna anche l’avvio del nuovo anno civile ed è dedicato, secondo le disposizioni date dal papa Paolo VI nel 1968, alla preghiera per la pace nel mondo.
  

2. Il Lezionario

Tiene conto delle molteplici motivazioni celebrative sopra ricordate e propone le seguenti lezioni bibliche: Lettura: Numeri 6,22-27 che riporta la benedizione sacerdotale sul popolo d’Israele come beneaugurante per l’avvio del nuovo anno; Epistola: Filippesi 2,5-11. La prima parte del celebre inno (vv 5-8) riguarda lo svuotamento di sé, l’umiliazione a cui Gesù si è assoggettato in modo continuato nella sua vita terrena e la sua obbedienza fino alla morte di croce evocata nel sangue della circoncisione. La seconda parte invece (v 9-11) è un’esaltazione del "nome" di Gesù, ossia di colui che ora è "Signore". Il Vangelo: Luca 2,18-21 riporta la scarna narrazione della circoncisione e dell’imposizione del nome «compiuti gli otto giorni prescritti».
   

3. La preghiera liturgica

Il senso "cristiano" della solennità odierna viene così espresso nell’importante preghiera del Prefazio.

«È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno, per Cristo Signore nostro che, per riscattarci dal peso della Legge, secondo la Legge fu circonciso.

Affermò così il valore dell’antico precetto, ma al tempo stesso rinnovò la natura dell’uomo liberandola da ogni impaccio e da ogni residuo del peccato. Senza disprezzo per il mondo antico diede principio al nuovo; nell’ossequio alla Legge divenne legislatore e, portando nella povertà della nostra natura la sua divina ricchezza, elargì nuova sostanza al mistero dei vecchi riti».

L’orazione "A conclusione della Liturgia della Parola", dal canto suo, così supplica il Signore Dio: «fa’ che tutti gli uomini riconoscano, come unico nome che la nostra speranza può invocare, il nome del tuo Figlio unigenito». Mentre l’augurio per il nuovo anno è così espresso nel ritornello del Salmo 66: «Dio ci benedica con la luce del suo volto». Infine il canto "All’ingresso" afferma a proposito del Natale del Signore: «Oggi per noi dal cielo è discesa la vera pace».