IL VANGELO DELLA COMUNITÀ - RITO
AMBROSIANO
1 Gennaio 2010
Nella circoncisione del Signore
Anno C
Ottava
del Natale
1.
L’Ottava del Natale
Sono otto i giorni di festa del Natale del Signore.
Essi si concludono con la celebrazione odierna che evoca, nella
circoncisione del Signore, avvenuta secondo le disposizioni della Legge,
il cuore della nostra salvezza culminata nella Pasqua di morte e di
risurrezione: l’abbandono del Figlio fatto uomo alla volontà del
Padre e la sua totale obbedienza ai suoi voleri. Con la circoncisione
viene ricordata anche l’imposizione del nome "Gesù" (=Dio
salva) dato al Bambino; in obbedienza alle parole dell’angelo a Maria.
Il primo gennaio segna anche l’avvio del nuovo anno civile ed è
dedicato, secondo le disposizioni date dal papa Paolo VI nel 1968, alla
preghiera per la pace nel mondo.
2. Il
Lezionario
Tiene conto delle molteplici motivazioni celebrative sopra
ricordate e propone le seguenti lezioni bibliche: Lettura:
Numeri 6,22-27 che riporta la benedizione sacerdotale sul popolo d’Israele
come beneaugurante per l’avvio del nuovo anno; Epistola:
Filippesi 2,5-11. La prima parte del celebre inno (vv 5-8) riguarda lo
svuotamento di sé, l’umiliazione a cui Gesù si è assoggettato in
modo continuato nella sua vita terrena e la sua obbedienza fino alla
morte di croce evocata nel sangue della circoncisione. La seconda
parte invece (v 9-11) è un’esaltazione del "nome" di
Gesù, ossia di colui che ora è "Signore". Il Vangelo:
Luca 2,18-21 riporta la scarna narrazione della circoncisione e dell’imposizione
del nome «compiuti gli otto giorni prescritti».
3. La
preghiera liturgica
Il senso "cristiano" della solennità odierna viene così
espresso nell’importante preghiera del Prefazio.
«È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di
salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Padre
santo, Dio onnipotente ed eterno, per Cristo Signore nostro che, per
riscattarci dal peso della Legge, secondo la Legge fu circonciso.
Affermò così il valore dell’antico precetto, ma al tempo stesso
rinnovò la natura dell’uomo liberandola da ogni impaccio e da ogni
residuo del peccato. Senza disprezzo per il mondo antico diede
principio al nuovo; nell’ossequio alla Legge divenne legislatore e,
portando nella povertà della nostra natura la sua divina ricchezza,
elargì nuova sostanza al mistero dei vecchi riti».
L’orazione "A conclusione della Liturgia della Parola",
dal canto suo, così supplica il Signore Dio: «fa’ che tutti gli
uomini riconoscano, come unico nome che la nostra speranza può
invocare, il nome del tuo Figlio unigenito». Mentre l’augurio per il
nuovo anno è così espresso nel ritornello del Salmo 66: «Dio ci
benedica con la luce del suo volto». Infine il canto "All’ingresso"
afferma a proposito del Natale del Signore: «Oggi per noi dal cielo è
discesa la vera pace».
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