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Dossier immigrazione Sondaggio |
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Il sondaggio è stato realizzato, in esclusiva
per Famiglia Cristiana, dalla Swg di Trieste il 10 marzo 1999. Le interviste telefoniche
hanno coinvolto un campione nazionale di 800 persone, maggiorenni, per quote
rappresentative delle diverse fasce detà, scolarità e professioni. "Cattolici
praticanti" sono considerati coloro che vanno a messa ogni domenica.
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . E soprattutto, limitiamo gli ingressi Fra tutti i dati forniti da questa ricerca della Swg, quello che meno si presta a dubbi e incertezze di interpretazione è la risposta alla domanda sulla quantità degli immigrati che vivono oggi in Italia: quasi 8 su 10 ritengono che siano "tanti", intendendo quasi certamente che siano "troppi". È probabile che la sensazione non sia omogenea su tutto il territorio nazionale, e che il giudizio dipenda anche molto, specialmente nelle grandi città, dal quartiere in cui si abita; come è lecito immaginare che sullordine di grandezza stimato dai comuni cittadini influisca anche lincertezza, anzi la grande vaghezza dei dati ufficiali sullimmigrazione, su cui il Governo, attraverso la recente regolarizzazione, tenta di fare un po più di luce. Qualche sorpresa suscita invece il dato relativo allidea che i cittadini si fanno della presenza di tanti immigrati: quel 30 per cento secondo il quale essi "portano via il lavoro agli italiani" esprime un parere che non ha finora trovato conforto in nessuna analisi scientifica del fenomeno, e nemmeno ma può essere soltanto unimpressione del tutto soggettiva nellesperienza quotidiana più comune. Ma cè un però: siccome i rilevatori della Swg affermano che questo giudizio viene espresso in percentuale "decisamente superiore al dato medio" nel Centro Sud, è possibile che in quelle aree loccupazione degli immigrati nei lavori di bracciantato agricolo stagionale sia tale, e così "visibile", da influenzare fortemente un giudizio che appare, su scala nazionale, meno giustificabile. Resta da stimare quanta di quella occupazione sia anche il frutto di una rinuncia degli italiani a parteciparvi: e non per nulla la maggioranza pensa che in realtà gli immigrati svolgano lavori che noi non vogliamo più fare. Molto meno credito (sul 10 per cento) trova invece lidea che gli immigrati siano "una potenziale risorsa": un suggerimento che sembra restare circoscritto al ceto dirigente del Paese, compreso il Governatore della Banca dItalia Antonio Fazio. Altra curiosità: contrariamente a quanto ci si sarebbe potuto aspettare, è oltre la metà la percentuale delle persone che sarebbero disposte ad accettare un fidanzamento delle proprie figlie con immigrati, o a sposarsi con uno di loro. Fra i contrari figurano, nel sondaggio, quanti si dichiarano cattolici praticanti, nei quali agisce evidentemente il timore, senza dubbio fondato, circa la fragilità, o almeno le difficoltà di matrimoni "misti" dal punto di vista religioso. Quasi il 60 per cento degli italiani ritiene, infine, che cercare di limitare lingresso degli immigrati (con leggi "meno permissive") sia una "spiacevole necessità" o un "segno di realismo", piuttosto che un "segno di paura" o tantomeno di "razzismo". E forse questo dato rispecchia meglio di tutti gli altri lumore degli italiani, oggi, di fronte allimmigrazione. Beppe Del Colle |
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