Periodici San Paolo - Home Page

Dossier immigrazione

Sondaggio        

   Famiglia Cristiana n.11 del 21-3-1999 - Home Page Il sondaggio è stato realizzato, in esclusiva per Famiglia Cristiana, dalla Swg di Trieste il 10 marzo 1999. Le interviste telefoniche hanno coinvolto un campione nazionale di 800 persone, maggiorenni, per quote rappresentative delle diverse fasce d’età, scolarità e professioni. "Cattolici praticanti" sono considerati coloro che vanno a messa ogni domenica.

1199fct1.jpg (15164 byte)

1199fct2.jpg (18645 byte)

1199fct3.jpg (17899 byte)

1199fct4.jpg (14302 byte)

1199fct5.jpg (12821 byte)

1199fct6.jpg (15139 byte)

1199fct7.jpg (11622 byte)

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

E soprattutto, limitiamo gli ingressi

Fra tutti i dati forniti da questa ricerca della Swg, quello che meno si presta a dubbi e incertezze di interpretazione è la risposta alla domanda sulla quantità degli immigrati che vivono oggi in Italia: quasi 8 su 10 ritengono che siano "tanti", intendendo quasi certamente che siano "troppi". È probabile che la sensazione non sia omogenea su tutto il territorio nazionale, e che il giudizio dipenda anche molto, specialmente nelle grandi città, dal quartiere in cui si abita; come è lecito immaginare che sull’ordine di grandezza stimato dai comuni cittadini influisca anche l’incertezza, anzi la grande vaghezza dei dati ufficiali sull’immigrazione, su cui il Governo, attraverso la recente regolarizzazione, tenta di fare un po’ più di luce. Qualche sorpresa suscita invece il dato relativo all’idea che i cittadini si fanno della presenza di tanti immigrati: quel 30 per cento secondo il quale essi "portano via il lavoro agli italiani" esprime un parere che non ha finora trovato conforto in nessuna analisi scientifica del fenomeno, e nemmeno – ma può essere soltanto un’impressione del tutto soggettiva – nell’esperienza quotidiana più comune. Ma c’è un però: siccome i rilevatori della Swg affermano che questo giudizio viene espresso in percentuale "decisamente superiore al dato medio" nel Centro Sud, è possibile che in quelle aree l’occupazione degli immigrati nei lavori di bracciantato agricolo stagionale sia tale, e così "visibile", da influenzare fortemente un giudizio che appare, su scala nazionale, meno giustificabile. Resta da stimare quanta di quella occupazione sia anche il frutto di una rinuncia degli italiani a parteciparvi: e non per nulla la maggioranza pensa che in realtà gli immigrati svolgano lavori che noi non vogliamo più fare. Molto meno credito (sul 10 per cento) trova invece l’idea che gli immigrati siano "una potenziale risorsa": un suggerimento che sembra restare circoscritto al ceto dirigente del Paese, compreso il Governatore della Banca d’Italia Antonio Fazio. Altra curiosità: contrariamente a quanto ci si sarebbe potuto aspettare, è oltre la metà la percentuale delle persone che sarebbero disposte ad accettare un fidanzamento delle proprie figlie con immigrati, o a sposarsi con uno di loro. Fra i contrari figurano, nel sondaggio, quanti si dichiarano cattolici praticanti, nei quali agisce evidentemente il timore, senza dubbio fondato, circa la fragilità, o almeno le difficoltà di matrimoni "misti" dal punto di vista religioso. Quasi il 60 per cento degli italiani ritiene, infine, che cercare di limitare l’ingresso degli immigrati (con leggi "meno permissive") sia una "spiacevole necessità" o un "segno di realismo", piuttosto che un "segno di paura" o tantomeno di "razzismo". E forse questo dato rispecchia meglio di tutti gli altri l’umore degli italiani, oggi, di fronte all’immigrazione.

Beppe Del Colle
    

freccia.gif (431 byte) Segue: «Ma il Nord dica grazie a chi viene a lavorare»

   Famiglia Cristiana n.11 del 21-3-1999 - Home Page