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Dossier immigrazione «E nei prossimi tre anni ce ne servono 50.000» di ANNACHIARA VALLE |
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Livia Turco, ministro per la
Solidarietà sociale, spiega i risultati della legge e la politica del Governo. E avverte:
non pensiamo a cittadini di serie B. Si appassiona,
il ministro per la Solidarietà sociale Livia Turco, affrontando il tema della raccolta di
firme della Lega contro la legge sullimmigrazione. Respinge le accuse alla legge che
porta anche il suo nome. E alle associazioni di volontariato chiede un appoggio più
deciso per una politica che cerca di coniugare realismo e solidarietà. Sul referendum è
drastica: «Questa raccolta di firme è profondamente falsificatrice, nel senso che racconta delle
cose non vere». «La Lega dice che con una firma è possibile fermare limmigrazione e abrogare la
legge. Ma entrambe le cose non corrispondono al vero. Innanzitutto perché il referendum
non bloccherà i flussi migratori. Limmigrazione non si ferma, ma si governa. E per
farlo occorrono strumenti efficaci, non slogan e paure. In secondo luogo i promotori fanno
credere agli italiani che questa raccolta di firme vuole abrogare la legge vigente
sullimmigrazione. E anche questo non è vero». «Ho studiato i quesiti. Si fanno dei ritocchi alla legge, ma si parte dalla premessa
che essa non è tutta da cancellare. Ci sono parti di legge, come quella sul lavoro, che
non vengono neppure toccate. Vengono abrogate, invece, alcune norme sulle espulsioni e
tutta la parte relativa alla carta di soggiorno. Leggendo bene i quesiti abrogativi emerge
che questa legge non viene demolita. Si capisce allora il vero intento della raccolta: non
di dire no allimmigrazione ma di modificare lo statuto dellimmigrato.
Limmigrato, si dice, può venire in Italia come lavoratore ospite con diritti
ridotti, non può diventare cittadino. È quello che succederebbe abrogando la carta di
soggiorno, lo strumento che consente al cittadino regolarmente presente in Italia da 5
anni di godere degli stessi diritti e doveri degli italiani». «Sì, penso sia giusto investire su questo fronte. Parto dal presupposto che viviamo
in un mondo che sarà sempre più interessato dai flussi migratori. Allora
limmigrazione andrà governata anche con misure severe. Non cè dubbio che
sulla clandestinità bisogna essere rigorosi, perché essa è profondamente lesiva della
dignità umana. Nello stesso tempo, però, bisogna sapere che i flussi migratori saranno
sempre più la questione del futuro. Per questo chi vive qui da noi, accetta le nostre
leggi e le nostre regole, si comporta bene, paga le tasse, devessere riconosciuto
come cittadino. Credo sia importante anche per noi italiani offrire a persone che hanno
una cultura diversa la possibilità di venire in Italia e condividere con noi diritti e
doveri». «Le associazioni di volontariato hanno chiesto la regolarizzazione degli immigrati e
cè stata unampia regolarizzazione. È chiaro che i decreti attuativi delle
quote del 1998 hanno risentito della vicenda della regolarizzazione. Questo non vuol dire
che non abbiamo applicato bene le norme. Con la legge sono state respinte 54.000 persone e
ne sono entrate 60.000 tra permessi di lavoro, ricongiungimento familiare e permessi per
motivi umanitari. Per ricongiungimento familiare ne è entrato il maggior numero. È una
norma che abbiamo fortemente voluto e che Bossi vuol mettere in discussione. Su questo il
volontariato ha dato grande sostegno». «Lavoriamo molto con le associazioni. La stessa legge prevede che il volontariato
abbia un ruolo importante nella gestione di varie situazioni. Penso alla questione dello
sponsor che consente allimmigrato di entrare in Italia, ai programmi per combattere
la tratta delle donne, alle iniziative per creare dialogo tra culture diverse». «Abbiamo presentato, già con il Governo Prodi, un documento programmatico in cui si
stima che per i prossimi tre anni il fabbisogno e la possibilità di accoglienza
varieranno tra le 50.000 e le 80.000 persone allanno». Annachiara Valle Così la
legge si dà una regolata Lotta allimmigrazione clandestina
e regolarizzazione per gli stranieri che ne hanno i requisiti. È quanto prevede il
Regolamento di attuazione della Legge sullimmigrazione (del 6 marzo 1998, nota come
Turco-Napolitano), già approvato dal Consiglio dei ministri e ora allesame delle
Commissioni parlamentari. Chi ha fatto domanda entro il 15 dicembre scorso presso le
questure italiane, e dimostra di avere i requisiti richiesti dalla legge, potrà essere
regolarizzato. In particolare lo straniero dovrà dimostrare di essere in Italia da prima
del 27 marzo 1998, di avere un lavoro, una casa, e di non aver subito condanne. Si calcola
che, in tutto, saranno regolarizzate circa 260-270.000 persone. Per quanto riguarda
lingresso, secondo la legge è previsto che italiani o stranieri in regola possano
prestare garanzie per far giungere nel nostro Paese un massimo di due persone lanno.
Particolare tutela è assicurata ai minori e a chi, privo di permesso di soggiorno, debba
ricorrere allassistenza sanitaria. Per contrastare il traffico dei clandestini è
previsto anche larresto in flagrante per gli scafisti e il sequestro dei mezzi
utilizzati per il traffico. Questi ultimi saranno messi a disposizione delle forze
dellordine o degli enti di protezione ambientale, oppure distrutti per evitare che
ritornino, attraverso vari canali, nelle mani dei trafficanti. Il Regolamento darà anche
il concreto via libera al finanziamento dei programmi di assistenza e integrazione sociale
riservati agli stranieri non in regola e vittime di violenza nellambito
dellimmigrazione clandestina. In questo caso, come per quello dello straniero che
collabora con la polizia nelle indagini contro il traffico di clandestini, è previsto il
rilascio di uno speciale permesso di soggiorno valido per sei mesi. a.v. |
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