Gazzetta d'Alba n.48 del 19-12-2001 - Musica Caeli
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MUSICA CAELI
   

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La Società San Paolo, in occasione dei 70 anni di Famiglia Cristiana, degli 80 anni de La Domenica, dei 90 anni di Vita Pastorale e dei 120 anni di Gazzetta d’Alba, ha promosso il concerto Musica Caeli, che si è tenuto nella chiesa di San Domenico, ad Alba, sabato 15 dicembre

 

Tosca con il complesso Musica Caeli durante il concerto.

Tosca con il complesso Musica Caeli durante il concerto. 
Sotto
: la cantante mentre viene premiata dal sindaco, Giuseppe Rossetto. 

La cantante mentre viene premiata dal sindaco, Giuseppe Rossetto.
    

    
Il comandante della compagnia della Guardia di finanza di Alba, Enzo Signoriello, il comandante della Compagnia dei Carabinieri, Gianluca Rossini, il questore di Cuneo, Alfonso La Rotonda, il senatore Tomaso Zanoletti, Giuseppe Rossetto.

Due scorci della chiesa di San Domenico, gremita di pubblico.
Sopra si riconoscono: il comandante della compagnia della 
Guardia di finanza di Alba, Enzo Signoriello, il comandante della 
Compagnia dei Carabinieri, Gianluca Rossini, il questore di Cuneo, 
Alfonso La Rotonda, il senatore Tomaso Zanoletti, Giuseppe Rossetto, 
e, sotto: il direttore di 
Famiglia Cristiana, don Antonio Sciortino,
il vescovo, mons. Sebastiano Dho; don Leonardo Zega, il presidente 
della Provincia, Giovanni Quaglia,  il vicepresidente del Consiglio regionale,
Lido Riba, e il sindaco di Bra, Franco Guida.

Il direttore di Famiglia Cristiana, don Antonio Sciortino, il vescovo, mons. Sebastiano Dho; don Leonardo Zega, il presidente della Provincia, Giovanni Quaglia,  il vicepresidente del Consiglio regionale, Lido Riba, e il sindaco di Bra, Franco Guida.

    
Da oltre cent’anni
la voce delle Langhe e del Roero
    

«La nostra Gazzetta è suscitata dalla voce di Leone XIII. Nell’ammiranda enciclica Etsi nos il Santo Padre manifestava il desiderio che in ogni provincia si stabilissero giornali che pigliassero le difese della Chiesa cattolica e mostrassero i grandi vantaggi che essa recò sempre là dove non visse da schiava, e quali altri ancora apporterebbe alla società ove tornasse a quel primato che le spetta nel mondo. La parola del Papa raccolta nell’obbedienza e con la docilità di figli, deve spronarci a tentar qualcosa in pro della religione (...).

Sebbene la Gazzetta d’Alba porti a suo carattere principale il trattar di sani principi religiosi e sociali, non intralascierà di occuparsi eziandio di quanto possa importare al commercio, all’agricoltura, e agli interessi della città e del circondario».

Primo numero di Gazzetta di Alba.
Primo numero di Gazzetta di Alba.

Con questo chiarissimo programma nasceva sabato 3 giugno del 1882 uno dei primi giornali cattolici del Piemonte. Il foglio albese mostrò subito una straordinaria vitalità, tanto che dall’anno 1885 al 1900 divenne bisettimanale. La sua tiratura era così elevata che nel 1901 poteva essere definito «indiscutibilmente il miglior periodico delle diocesi piemontesi, ad eccezione de La voce dell’operaio» (l’attuale Voce del popolo) di Torino.

Intorno al 1910 Gazzetta vive una profonda crisi di identità: ci furono polemiche, fratture, incomprensioni, tanto che – uscendo dalla stessa tipografia e praticamente identico – nascerà un secondo foglio alternativo intitolato Alba nuova. Ma fu uno scisma di breve durata perché il nuovo destino del foglio era segnato dal nome di don Giacomo Alberione.

Pur rimanendo ufficialmente il giornale diocesano, Gazzetta d’Alba è da ottant’anni proprietà della Società San Paolo. E fu questo giornale a fornire al profeta della comunicazione sociale il suo primo pulpito di carta: il 20 ottobre 1913 il vescovo di Alba monsignor Giuseppe Francesco Re affida a don Giacomo Alberione la direzione di Gazzetta d’Alba.

Don Giacomo Alberione.
Don Giacomo Alberione.

Con questo, monsignor Re ha «fatto suonare l’ora di Dio», come noterà Alberione stesso. Mettendogli in mano un giornale, lo aiuta a ben definire quel proposito che aveva fatto, sedicenne, nel Duomo di Alba, il 31 dicembre 1900: fare qualcosa per gli uomini del nuovo secolo.

Nel 1919 don Alberione lanciò un programma temerario: il giornale cattolico in ogni famiglia. Nonostante le difficoltà del primo dopoguerra e l’analfabetismo ancora diffuso tra la povera gente di Langa, Gazzetta raggiunse le 10.000 copie, tiratura astronomica per quei tempi.

A differenza di altri fogli diocesani, Gazzetta non ha limitato il suo campo d’azione solamente al settore religioso, ma è stata per i molti lettori veicolo di informazione, di attualità, di sana formazione sociale e politica, oltre che puntuale ebdomadario economico (nell’accettazione più vasta del termine) con un occhio particolarmente rivolto alla realtà albese (è questa la sua identità!)

Il moderno edificio che ospita uffici e redazione di Gazzetta, in piazza San Paolo ad Alba.
Il moderno edificio che ospita uffici e redazione di Gazzetta, in piazza San Paolo
 ad Alba. Il giornale ha aperto una redazione anche a Bra.

«Il motivo più vero del successo è dovuto al fatto che Gazzetta fin dalla sua origine si è fatta espressione di una corrente ideale sociale e politica che meglio di ogni altra sapeva interpretare le aspirazioni profonde della nostra gente, una corrente che per un intero secolo ha mantenuto intatta questa capacità e alla quale ancor oggi gli albesi in grande maggioranza si ricollegano. Era la corrente dei cattolici che riconoscevano nell’insegnamento della Chiesa una guida sicura della propria vita, cercandovi anche un orientamento per le grandi scelte sociali e politiche. Gazzetta è divenuta per gli albesi un qualcosa in più del giornale che esprime la voce della Chiesa. Essa a poco a poco ha assunto una funzione insurrogabile di informazione al pubblico».

Queste le parole con cui il sindaco di Alba, avvocato Tomaso Zanoletti – oggi senatore della Repubblica – salutava il centenario di Gazzetta d’Alba.

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