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I
18 anni arrivano una volta sola, sono un traguardo importante, si diventa
adulti. Arriva anche il momento in cui l’auto non è più da ammirare
nel garage di casa ma diventa la principale attrattiva da poter
finalmente scoprire e guidare.
Se le generazioni precedenti erano abituate, o rassegnate, a ricevere
in dote per il conseguimento della patente l’auto della mamma o dei
fratelli maggiori o dell’anziana nonna, le Uno e le Panda andavano per
la maggiore, al giorno d’oggi, pare proprio che acquistare una Golf o
una Mini nuova di zecca al figlio neopatentato sia diventato un luogo
dovere, una rappresentazione dello stato patrimoniale familiare da poter
mostrare a tutti gli amici della propria compagnia.

Se all’acquisto della nuova auto aggiungiamo pure la stipula di una
nuova assicurazione da dover intestare a un diciottenne neopatentato, ci
si rende presto conto come i costi delle assicurazioni in questi ultimi
anni siano lievitati. Colpa della poca prudenza al volante dei giovani, si
dirà, e di conseguenza del maggior rischio che le compagnie assicurative
corrono nella stipula di queste polizze, e in effetti per i giovani
italiani fino a 25 anni si riscontra un aumento del 30% delle tariffe, che
si assottiglia poi al 20% in più per gli automobilisti dai 25 ai 29 anni.
Ma come è andato il 2007 sul fronte delle tariffe "rc" auto?
Dipende dalle diverse città italiane, come ha evidenziato una recente
indagine condotta a Napoli, Milano, Roma e Palermo dall’associazione di
consumatori Altroconsumo: i risultati, dati alla mano, non lasciano
spazio a tante interpretazioni, perché gli euro usciti dalle tasche degli
italiani, rispetto allo stesso periodo del 2007, sono molti di più.
E dunque emerge che Napoli, come sempre, a causa della sua mole di
traffico e del conseguente rischio di sinistri, è la città più
tartassata con un rincaro medio della tariffe del 5,17%, nel caso di un
guidatore diciottenne, ma anche per il 40enne in classe 1 non si scherza,
con un aumento del 4%. Nelle altre città testate, il neopatentato
diciottenne che si assicura per la prima volta viene penalizzato molto
meno: il premio medio è rimasto stabile a Milano, mentre è aumentato
dell’1,46% a Roma e dell’1,65% a Palermo. Questo gap tra le
diverse città si verifica in tutti i casi considerati: ad esempio un
28enne (in classe 6) a Roma in media paga 850 euro, a Milano 670 euro, a
Palermo 730 euro e il picco più alto si registra con i 1.100 euro di
Napoli; un 40enne in classe 1 a Milano paga in media 405 euro contro i 700
euro sempre di Napoli.

In generale, quindi, Altroconsumo ha riscontrato come Roma e
Palermo si posizionano in fascia intermedia, perché gli aumenti sono in
linea con l’inflazione per il 28enne (+2,68% a Roma e +2,65% a Palermo)
mentre i premi medi rimangono invariati per il 35enne e il 40enne.
Bisogna poi ammettere come un’importante scialuppa di salvataggio per
i giovani sia stata lanciata dal ministro Bersani, il quale nel pacchetto
di decreti che portano proprio il suo nome, ha stabilito che un giovane
con età inferiore ai 30 anni che risieda ancora in famiglia, alla stipula
del suo primo contratto assicurativo può "agganciarsi" alla
classe assicurativa di uno dei due genitori, anziché partire dall’ultima
classe, la più cara.
Accade così che un diciottenne anziché partire dalla classe 14 può
transitare direttamente in classe 1, di appartenenza del papà, con un
consistente risparmio sulla tariffa annuale.
Ma sotto le torri com’è la situazione? Rispetto al capoluogo
campano, per un diciottenne che scatta dalla quattordicesima classe, con
un’auto 1.300 di cilindrata e assicurata solo per responsabilità
civile, la situazione è decisamente migliore, perché i prezzi variano
tra i 1.300 e i 1.800 euro all’anno. Per chi usufruisce del decreto
Bersani, invece, il risparmio è considerevole, perché le tariffe medie
si assestano sui 700 euro all’anno.
Più aumentano gli anni d’età dell’intestatario, più aumenta la
"tranquillità" statistica al volante, e più diminuiscono i
costi, perché un 28enne in classe 6 spende tra i 600 ai 700 euro all’anno.
Allungando lo sguardo in altre realtà, dunque, ci si accorge come ad
Alba la situazione sia più rosea, anche se è ancora frequente, come
confermano gli operatori delle agenzie assicurative, sentirsi dire da un
cittadino interessato a un preventivo: «Mi dica che non uscirò di qui a
tasche vuote...».
Federico Barbieri

AMBIENTE - Quella
di Alba è tra le 26 centraline che hanno già esaurito il bonus per la
qualità dell’atmosfera, però i nuovi parcheggi saranno realizzati in
centro
Aria
fuorilegge
di GIULIO SEGINO
Le centraline di
rilevamento dello smog hanno certificato che già l’8 marzo il limite di
35 giorni all’anno "inquinati" da micropolveri pm10 stabilito
dall’Unione europea è stato superato.
L'aria
di Alba è fuorilegge, anche per il 2008. Secondo i dati elaborati da Arpa
Piemonte, che gestisce la rete di centraline per l’analisi della
qualità dell’aria, e dall’Assessorato regionale all’ambiente il
limite di 35 giornate in cui la concentrazione di micropolveri pm10 supera
il limite di 50 µgm³ (milionesimi di grammo per metro cubo), previsto
dall’Unione europea a protezione della salute umana è stato superato l’8
marzo.
La città delle cento torri è in "buona" compagnia: nel
primo trimestre del 2008 sono 26, tra cui anche quella di Bra, le
centraline ad aver già rilevato sforamenti per più di 35 giorni. A
partire dal 2002, quando le centraline di Alba e Bra sono entrate in
funzione tale limite non è mai stato rispettato, anzi gli sforamenti
annuali sono ben oltre il doppio rispetto a quelli consentiti.

A oggi, quando sono disponibili i rilevamenti delle pm10 fino al
10 marzo, i giorni in cui il parametro albese è risultato fuori scala
sono 36 con un livello massimo di 139 microgrammi registrato il 28
febbraio e una media globale di 58 microgrammi (sull’intero anno solare
dovrebbe rimanere al di sotto dei 40 µgm³; nel 2007 fu 38).
«I dati pervenuti sottolineano l’urgenza di dare attuazione alle
indicazioni definite dalla Regione Piemonte nel Piano per migliorare la
qualità dell’aria che prevede, tra le altre misure, anche l’allargamento
delle zone a traffico limitato fino al 20% delle strade dei centri abitati»,
sottolineano dall’Assessorato regionale all’ambiente. Inoltre da
palazzo Lascaris puntano a un maggiore inasprimento dei divieti di
circolazione per gli automezzi più pesanti all’interno dei centri
abitati.
Stando così le cose c’è una scelta di marca albese difficile da
spiegare. In città è aumentata la spinta a concentrare i parcheggi nel
centro: i multipiano appena attivati o in via di realizzazione porteranno
a un aumento del numero di piazzole di sosta disponibili.
Un bene per una città che ha fame di parcheggi vista l’alta
immigrazione quotidiana di auto per fini lavorativi. Ma il parcheggio per
essere occupato presuppone che l’auto ci arrivi (e se ne vada la sera)
attraversando il centro abitato e... inquinando.
Giulio Segino
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