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C'è
da non farsi illusioni. Il dibattito potrebbe trasformarsi in scontro,
approdando alla campagna elettorale, dopo aver percorso la politica, le
coscienze e aver messo in allarme le persone. Che la criminalità sia in
aumento o meno, il clima d’insicurezza agita anche zone come Langa e
Roero. Ci si barrica in casa o si teme di non essere al sicuro nemmeno tra
le pareti domestiche, nonostante l’attenzione delle Forze dell’ordine
sia desta e ogni giorno si assestino colpi alla delinquenza.
Che fare? Mentre il Consiglio comunale albese, sull’onda dell’allarme
causato dell’assalto a villa Miroglio, ha dato vita a una sessione
aperta su immigrazione, integrazione e sicurezza – attirandosi più d’una
critica per l’abbinamento –, il consigliere Mariano Rabino (Pd) ha
lavorato a un Dossier sicurezza, realizzato con i 250 sindaci della
provincia. Si tratta di un’analisi che sarà presentata ad Alba il 15
marzo (Teatro sociale, ore 15), insieme alla recentissima legge regionale
sulla sicurezza. Al convegno parteciperanno la presidente della Regione
Mercedes Bresso, il Prefetto, il Questore, i Comandanti provinciali e
locali di Carabinieri e Guardia di Finanza, i sindaci e i Comandanti delle
Polizie municipali dei centri della Granda.
Spiega Rabino: «Ho raccolto la disponibilità della presidente Bresso
a incontrare i primi cittadini per valutare la fattibilità di un patto
locale per la sicurezza tra Alba, Bra, Langa e Roero. Sono certo che gli
amministratori potranno contribuire all’elaborazione di un progetto
efficace, sul modello dei Patti integrati per la sicurezza di
Torino, Milano e Roma».

Il patto. A Torino, su questa base, arriveranno nel 2008 due
milioni e mezzo di euro per videosorveglianza, sistema informatico per il
monitoraggio della sicurezza urbana, incremento delle auto della Polizia
municipale, progetti di prossimità e interventi di qualificazione del
territorio.
Dossier. Ma quali sono i problemi della Granda? Il Dossier sulla
sicurezza, ancora in elaborazione, mette in luce la richiesta dei
sindaci di maggior attenzione a furti, truffe, spaccio di droga,
vandalismo, bullismo, rapine e scippi. «In Langa e Roero», aggiunge
Rabino, «sta prendendo piede l’associazione delle Polizie municipali,
un modo per mettere insieme risorse e uomini tra enti che ne dispongono e
altri che non ne hanno. A fronte dei 22 e 23 dipendenti di Polizia di Alba
e Bra, ci sono paesi che non hanno Vigili. Si tratta di un modello da cui
partire per il nuovo Patto locale per la sicurezza, che si potrà
realizzare con la Regione, in modo da avere fondi atti al contrasto dell’illegalità,
al potenziamento di organici, dotazioni e videosorveglianza, oltre che per
la qualificazione del territorio e delle Forze dell’ordine».
Altra campana. Condivide il problema – ma non la soluzione – il
consigliere regionale Alberto Cirio (Pdl), spesso tacciato di aver fatto
nel passato e di recente della lotta alla criminalità la sua bandiera: «L’allarme
sicurezza in Piemonte è un fatto reale. Anche il Sole 24 ore ha
evidenziato la percezione dei sabaudi di essere in una situazione d’emergenza,
a causa dell’aumento dei reati. Prevenire è importante, ma la sola
prevenzione non basta per contrastare il fenomeno. Abbiamo sinceramente
apprezzato l’impegno che i colleghi di centro-sinistra hanno profuso per
creare attraverso la legge sulla sicurezza uno strumento innovativo.
Purtroppo, ha prevalso la logica dell’ideologia politica, che ha
costretto la maggioranza a mediare e a soppesare ogni posizione per non
urtare la sensibilità della sinistra estrema. Il risultato è un
pastrocchio che nasconde, sotto l’alibi della mancanza di competenza
regionale, ogni contenuto concreto. Mi risulta inoltre che la legge sia
poco o per nulla finanziata».
Commissariato. S’inserisce nel dibattito un dato. Rabino: «70
sindaci su 84 di Langa e Roero sono d’accordo sull’istituzione di un
Commissariato di Polizia: è un problema di costi. Occorre uno sforzo di
Comuni, Provincia, Regione e futuri parlamentari».
Maria Grazia Olivero
La
criminalità ti tiene in scacco?
Rispondi al nostro sondaggioDavvero
la criminalità è aumentata? Se sì, perché e come si può
risolvere il problema? Sono domande che i giornalisti pongono in
genere ai referenti istituzionali. Noi abbiamo inteso invece
ribaltarle ai lettori, mettendoci al servizio delle loro opinioni.
Si tratta della prima indagine on line del giornale, a cui
invitiamo caldamente a partecipare.
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COMUNITA' MONTANE
- Prende consistenza l’ipotesi di dare
vita a un unico ente che accorpi quelli di Bossolasco e Torre Bormida
Riunificazione
in alta Langa?
di C.O.
Prosegue,
con riunioni tra l’assessore regionale alla montagna Bruna Sibille, il
presidente dell’Uncem Piemonte Lido Riba e gli amministratori locali, la
marcia di avvicinamento alla riforma degli enti montani. Secondo Riba sta
prendendo consistenza l’ipotesi di accorpare le attuali comunità
montane Alta Langa e Langa delle Valli, dando vita a un ente
che avrebbe all’incirca le stesse caratteristiche della
"vecchia" Comunità montana, quella esistente fino alla
"secessione" del 1999 (resta da chiarire la posizione di alcuni
centri della Langa cebana). Il Presidente regionale dell’Uncem aggiunge
anche che l’ipotesi di dare vita a un ente montano valbormidese a
cavallo delle province di Cuneo e Asti, pur essendo un’idea ragionevole,
non ha incontrato particolari consensi. A questo punto, per la Comunità
montana della Langa astigiana non è da escludere un accorpamento "a
valle" con il confinante ente montano Suol d’Aleramo Comuni
delle Valli Orba, Erro e Bormida.

L’attuale assetto degli enti sovracomunali
langaroli. In giallo, la comunità montana
"Langa delle Valli",
in rosa l’"Alta Langa" e in azzurro quelle collinari "Sei
in Langa"
(in alto a destra) e "Colline di Langa e del Barolo" (sulla
sinistra).
Gli unici Comuni che... fanno da soli sono Diano e Dogliani.
Riba ritiene possibile arrivare a una riforma entro giugno, come
prevede la finanziaria: «I tempi sono stretti, ma la norma è chiara e
anche l’esigenza di riordinare gli enti montani lo è. Il Piemonte è l’unica
regione ad avere 48 Comunità montane. In Lombardia gli abitanti delle
zone montane zono circa 1 milione e 200 mila e le Comunità montane sono
30; in Piemonte abbiamo 48 enti per una popolazione montana di poco
superiore agli 800 mila abitanti».
c.o.
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