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Nell’ambito
del club I Borghi più belli d’Italia, di cui Neive fa parte da
alcuni anni, è nato un importante progetto di promozione e valorizzazione
turistica, denominato Le perle del Piemonte, che coinvolgerà i
Comuni della nostra Regione appartenenti al club. L’iniziativa, promossa
dai borghi di Mombaldone, Orta San Giulio, Candelo, Vogogna, Volpedo e
Pontechianale e finanziata dalla Regione, si prefigge di ottimizzare le
risorse di più paesi per creare un prodotto turistico integrato in grado
di esaltare le peculiarità dei singoli borghi, presentandosi al mercato
come un unico circuito.

NEIVE TRA LE "SETTE PERLE". Il
paese langarolo fa parte di un progetto
turistico integrato, finanziato
dalla Regione, che coinvolge i sette centri
piemontesi inseriti dall’Anci
nell’elenco dei borghi più belli d’Italia.
È stato presentato alla Regione lo sviluppo di una serie di attività
congiunte per migliorare e amplificare i risultati della promozione
turistica. Il progetto si articola in tre iniziative: l’organizzazione
di un evento, la predisposizione di uno spazio espositivo e la
realizzazione di una campagna promozionale e di immagine coordinata.
L’evento avrà un titolo altisonante: "L’isola di tesori-il
Piemonte scopre le sue perle", nell’ambito del quale ogni Comune
proporrà una manifestazione nel proprio territorio e ospiterà gli altri
sei borghi. Ogni località avrà la possibilità di accogliere i turisti e
successivamente di promuoversi nelle altre sei, potendo così sfruttare un
bacino di utenza particolarmente ampio.
Nella manifestazione-evento, notevole importanza sarà ricoperta dallo
spazio espositivo, che permetterà un’efficace presentazione dei borghi
in trasferta, grazie anche alla particolare attenzione per la
realizzazione scenografica. Saranno presentate le risorse dell’artigianato
e dell’industria, con degustazioni guidate e l’ideazione di un
percorso enogastronomico a tema con una selezione di prodotti
rappresentativi di ciascun borgo.
La campagna promozionale inizierà con la creazione di un marchio di
riconoscimento dei borghi. È previsto anche lo studio del packaging relativo
ai prodotti enogastronomici e artigianali dei borghi. La promozione si
avvarrà anche di materiale editoriale, con la realizzazione di sette
pieghevoli in quattro lingue, con un’immagine grafica coordinata e un
supporto audiovisivo con le immagini più suggestive dei vari borghi.
L’obiettivo dell’iniziativa è di incrementare i flussi turistici
nei Comuni coinvolti di circa il 30% entro il 2008, aumentare il tasso di
permanenza media e favorire un incremento delle realtà
alberghiere-ricettive del 10%.
Nel complesso il progetto prevede un investimento di 162.200 euro,
finanziato per la maggior parte tramite contributi regionali, e per la
parte restante da cofinanziamenti comunali e sponsorizzazioni. «Le Perle
del Piemonte", è un importante progetto di promozione e
valorizzazione del nostro Comune, in collaborazione con altre località di
particolare valenza turistica. Riteniamo sia rilevante che la Regione,
finanziando la nostra proposta, abbia riconosciuto l’importanza dei
piccoli centri, permettendo di farci conoscere e, per quanto riguarda
Neive, rappresentare le Langhe e tutto il nostro territorio», commenta il
sindaco di Neive Luigi Ferro, coordinatore del gruppo dei Borghi del
Nord-Ovest Italia.
Nei prossimi mesi il progetto sarà presentato in varie prestigiose
sedi, e sarà stilato il calendario degli eventi previsti.
Silvana Fenocchio

Parrocchie, scrigni di
oggetti d’arte
di PAOLO RASTELLI
Martedì sarà
presentato l’inventario informatizzato dei beni culturali della
Diocesi di Alba. Costato dieci anni di lavoro, ha portato alla
catalogazione di oltre diciottomila oggetti tra dipinti, statue,
argenti, arredi. Un patrimonio da tutelare e valorizzare.
Dipinti,
statue, opere di oreficeria. Ma anche arredi lignei, reliquiari. Un
patrimonio del quale non esisteva un inventario moderno. Nel 1996 l’Ufficio
per i beni culturali della Conferenza episcopale italiana fece un progetto
di catalogazione informatica degli oggetti, finanziato con parte dell’otto
per mille dell’Irpef. Nella Diocesi la schedatura degli oggetti iniziò
due anni dopo con il contributo della stessa Diocesi, della Regione e
delle Parrocchie. Il risultato dell’inventariazione informatizzata è
terminato e sarà presentato ai parroci oggi, martedì 19 febbraio, alle
9.30 nel Seminario. «Con questo lavoro la Diocesi ha supplito all’obbligo
delle parrocchie di conoscere il loro patrimonio», dice don Valerio
Pennasso, direttore dell’Ufficio diocesano per i beni culturali. «Sono
stati presi in considerazione tutti gli oggetti, anche quelli con meno di
cinquant’anni».
Silvia Gallarato, che ha lavorato con Elena Ciarli sul campo, mostra
numeri importanti: «Abbiamo visitato tutta la Diocesi, ogni chiesa, e
descritto e fotografato ciascun oggetto di interesse con le schede usate
dalla Soprintendenza con le modifiche decise dalla Cei. Dopo l’approvazione
della stessa Cei le schede saranno riversate nell’archivio informatico
della Soprintendenza». L’inventario ha riguardato 126 parrocchie, oltre
al palazzo del Vescovo e il Seminario. L’inventario contiene ora 18.326
schede, corredate da 19.917 immagini.
Alla presentazione parteciperanno don Stefano Russo, direttore dell’Ufficio
nazionale dei beni culturali ecclesiatici, Elena Ragusa della
Soprintendenza e Patrizia Pichi della Regione.
«L’inventario potrà essere, nelle
mani dei parroci, un utile strumento pastorale», dicono in Curia. Nello
stesso tempo, sarà possibile valorizzare il patrimonio di storia e arte
che rappresenta. Con mostre – è ancora vivo il successo di quelle
dedicate agli argenti e ai reliquiari della Cattedrale –, pubblicazioni
e studi. Si pensa anche a cicli di conferenze.
Non è da sottovalutare il contributo alla protezione dei
"tesori" delle parrocchie dato dall’inventario. In caso di
furto esisterà una documentazione per aiutare i Carabinieri del Nucleo di
tutela del patrimonio artistico nell’identificazione degli oggetti.

OLTRE 18 MILA OGGETTI. Oggi
sarà presentato ai parroci l’inventario
informatizzato dei beni culturali ecclesiastici della Diocesi di
Alba.
Uno strumento importante per la valorizzazione e la tutela di un
patrimonio d’arte.
Oltre a quelli d’argento o legno, le parrocchie della Diocesi
custodiscono carte che possono essere molto importanti per storici e
studiosi: gli archivi. Il riordino, affidato a Chiara Cavallero, prosegue
da tre anni.
Un anno di lavoro, coordinato dalstorico Francesco Panero e da Enrico
Lusso del Politecnico di Torino, sarà dedicato al censimento dei beni
architettonici – 513 edifici religiosi sparsi sul territorio della
Diocesi –, un’altra iniziativa partita dalla Conferenza dei vescovi.
Paolo Rastelli
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