I piemontesi del Nord-Ovest ne hanno
sborsati 470, ben 65 in più. Ma le dolenti note arrivano dal raffronto
con la provincia delle tariffe della Tassa sui rifiuti: in questo caso
sotto le torri si primeggia.
Tasse
e imposte, solo dolori? Alba può considerarsi – rispetto alle città
della provincia – un’isola abbastanza felice. Anche se nelle casse di
piazza Duomo, uscendo dalle tasche dei contribuenti, entrano in tutto
circa 12 milioni di euro, un bel gruzzoletto. Vediamo nel dettaglio. I
dati sono forniti dalla Ripartizione finanze di piazza Duomo.
300 mila euro in più d’Ici. L’Esecutivo di Giuseppe Rossetto
ha bloccato da anni l’Imposta comunale sugli immobili (Ici). Sulla prima
casa l’aliquota Ici si attesta al 5,5 per mille con una detrazione annua
di 103,29 euro a fronte del 6 per mille applicato nel capoluogo della
Granda e al 6,50 di Mondovì e Saluzzo. Risultano inferiori le aliquote di
Bra (4,90), Savigliano (5,30) e Fossano (5). Ci sono altre possibilità
per pagare meno: l’aliquota sugli affitti concordati (un sistema di
locazione che prevede l’adesione a un protocollo stilato dal Comune in
accordo con inquilini e proprietari), il 3 per mille ad Alba, è in linea
con Bra, Savigliano e Fossano, superiore a Cuneo e Saluzzo (2 per mille) e
inferiore a Mondovì (4). Come Gazzetta ha anticipato, l’intenzione
dell’Amministrazione per il 2008 è di aumentare la base imponibile di
circa 300 mila euro. Come? Gli "sbadati" che non hanno
dichiarato le esatte metrature dei fabbricati pagheranno solo il 3,75% in
più.

Addizionale Irpef. L’aliquota si attesta allo 0,3%, mentre negli
altri Comuni della Granda – escluso Saluzzo, che applica lo 0,2 – il
dato sale: 0,4 a Cuneo e Mondovì, 0,45 a Fossano, per raggiungere il
massimo con lo 0,5 di Savigliano e lo 0,6 di Bra.
Alba paga meno. Interessante il confronto dei tributi riscossi fra
il 2005 e il 2007. Lo scorso anno il Comune ha incassato per ogni abitante
211 euro di Ici, con un aumento del 2% rispetto a due anni prima. Visto
che le aliquote sono rimaste invariate è aumentata la base imponibile.
Nel Nord-Ovest della Penisola sono stati incassati mediamente 252 euro l’anno
per abitante. Così per l’addizionale Irpef, che pesa per 42 euro l’anno
per ogni albese contro 57 del Nord-Ovest. L’incremento percentuale è
del 10, contro il 34. Le cose non cambiano se si guarda ai rifiuti. La
tarsu ammonta mediamente a 130 a persona l’anno in città e si attesta
sui 138 nel Nord-Ovest del Paese. Pubblicità (12 euro a 13) e addizionale
sull’energia elettrica (10 a 10) sono simili in Langa e nel
Settentrione.

405 euro a persona. Ad Alba ogni residente ha sborsato per tasse e
imposte 405 euro nel 2007, mentre la media di chi vive nel Nord-Ovest si
è attestata sui 470, 65 euro in più.
Dolenti note. La nota dolente emerge analizzando le tariffe della
Tarsu, le più alte della Granda. Qualche esempio, parametrato per
categoria e ampiezza dei locali: per un’abitazione di 85 metri, con
autorimessa di 12, si paga 1,57 euro al metro quadrato: una quota
inferiore soltanto ai 2,14 di Bra. Per un negozio di abbigliamento di 100
metri gli euro da pagare per metro salgono a 3,42. Solo a Cuneo si è a
3,74. Ed è primato assoluto in città per taluni locali. Un bar da 75
metri quadrati paga 10,8 euro. Elevati gli esborsi anche per i negozi: 50
metri pagano 8,81 euro al metro, un ristorante da 150 sale a 10,8 euro al
metro quadrato.
Federico Barbieri

SERVIZI
Un milione
dalle multe
Sicurezza o voglia di cassa?
di FE.BA.
Sono 12 mila le
infrazioni registrate nel 2007 ad Alba dai Vigili urbani al comando di
Sergio Mensa, un migliaio in più rispetto al 2006.
Eccessi
di velocità, guida pericolosa, sosta vietata, guida mentre si parla al
telefono. Le voci d’infrazione al Codice della strada sono molteplici e
anche sotto le torri le sanzioni comminate dalla Polizia municipale sono
aumentate, passando dalle 11.010 del 2006 alle oltre 12 mila del 2007: in
termini d’incasso circa un milione di euro.
Ed è già polemica. I maligni puntano il dito sul fatto che le
multe sono una voce importante nei bilanci dei Comuni e la maggior
severità delle Forze dell’ordine è dovuta alla volontà di fare cassa.
Un’indagine effettuata dal Sole 24 ore certifica come nel 2005
gli introiti relativi alle multe abbiano portato nelle casse dello Stato
1,24 miliardi di euro, con un incremento del 52% rispetto al 2002: in 27
città italiane, l’incasso medio annuo da parte dello Stato risulta
superiore a 200 euro per abitante.
Non sono pochi a ritenere che la multa sia venuta meno alla sua
funzione originaria: nata come deterrente, si sarebbe via via trasformata
in strumento finanziario di fondamentale importanza per
"aggiustare" i bilanci delle amministrazioni locali.

Più traffico, più infrazioni. Dall’altra parte della barricata
c’è chi preferisce affrontare la questione sotto un altro aspetto: è
Sergio Mensa, comandante dei Civich albesi: «Il numero delle
sanzioni si è elevato in maniera proporzionale all’aumento del traffico».
Occorre, quindi, far notare come la fioritura di nuove e numerose aree
pedonali o di zone a traffico limitato, l’aumento nel numero di
parcheggi a pagamento e la costante indisciplina dei cittadini al volante
– guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di stupefacenti –
abbiano fatto in modo che le sanzioni elevate dai Vigili urbani siano
aumentate.
I numeri certificano la tendenza in città: se in sede di bilancio
preventivo la stima sull’ammontare delle multe era stata di 700 mila
euro, nell’arco del 2007 nelle casse di piazza Duomo è confluito circa
un milione di euro, una bella fetta su un bilancio da 25. «Sono stati
incrementati i servizi, le ore di pattugliamento e raddoppiati i controlli
sui veicoli, offrendo più sicurezza», suggerisce l’assessore Claudio
Taretto.
fe.ba.
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