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La
parola "fine" arriverà solo alle 20 del 10 marzo, quando
scadrà il termine per la presentazione delle liste. Fino ad allora
ipotesi, mezze conferme, "si dice" e "sembra" si
inseguiranno senza sosta. Proviamo lo stesso a mettere qualche punto fermo
sulle candidature. Si vota il 13 e il 14 aprile, con la stessa legge
elettorale del 2006 illustrata nel grafico qui a fianco.
Ma come si stanno muovendo i due schieramenti e soprattutto come si
stanno muovendo gli esponenti politici della nostra zona?

Nel centro-destra albese e braidese molto "gira" attorno alla
scelta dell’Udc di correre da sola. Per il partito di Pier Ferdinando
Casini diventa difficile superare la soglia di sbarramento dell’8 per
cento (nel 2006, il partito raccolse il 6,3) e rischia quindi di non
eleggere senatori. Per questo gli esponenti locali di punta, il senatore
uscente Tomaso Zanoletti (intervistato nella pagina a fianco) e il
consigliere regionale Franco Guida, potrebbero passare con il
Popolo della libertà. Alla luce dei risultati elettorali più recenti e
dei sondaggi è ipotizzabile che il Pdl "vinca" la regione e i
13 seggi garantiti dal premio di maggioranza da spartire con la Lega nord.
L’apparentamento di Umberto Bossi con Silvio Berlusconi è già definito
e a livello regionale la Lega è intenzionata a confermare il braidese Michelino
Davico, garantendogli una posizione di vertice nella lista al Senato.
Per quanto riguarda la Camera dei deputati la corsa alle posizioni di
vertice della lista Pdl (che dovrebbe seguire lo schema 2-1-1, elencando
due esponenti di Forza italia, uno di An e uno delle altre forze
conglobate) è aperta dai forzisti Guido Crosetto ed Enrico
Costa, mentre la quota An potrebbe andare al neoeletto presidente
provinciale William Casoni. L’albese Alberto Cirio potrebbe
essere candidato (anche l’agenzia Ansa lo riporta tra i
papabili), ma il partito potrebbe "tenerlo ai box" per
schierarlo nella corsa elettorale 2009, quando in palio ci sarà la
Provincia di Cuneo.

«In casa del Partito democratico si sta preparando il progetto che
porterà alla costituzione dei circoli, all’interno dei quali si
avvierà il processo democratico di scelta dei candidati. La Granda –
assicura il segretario provinciale Massimo Scavino – avrà una
rappresentanza assicurata», ma sui nomi bocche cucite. Un incontro in
tema si segnala sabato 23 alle 15 presso il centro Ferrero di
via De Amicis, Alba, con il senatore Enrico Morando. Non resta che
affidarsi alle indiscrezioni. Tra i papabili a un posto "in prima
fila" c’è la braidese Bruna Sibille, oggi assessore alla
montagna della giunta Bresso. La Presidente della Regione ha dichiarato di
essere «sfavorevole alla candidatura degli assessori perché abbiamo
ancora due anni di mandato. In ogni caso c’è libertà di scelta – ha
aggiunto –, ma mi auguro che avendo già un incarico i miei assessori
non si facciano convincere».
Oltre ai ministri uscenti Damiano e Turco la Granda
dovrebbe essere rappresentata da Giorgio Ferraris, attuale
consigliere regionale. La promozione romana dell’ex sindaco di Ormea
potrebbe portare a palazzo Lascaris l’albese Gianni Arbocco.
Anche l’albese Mariano Rabino, primo escluso nel 2006, potrebbe
– ma non troppo, pare – essere candidato nelle file del Pd.
Giulio Segino

POLITICA
- Il senatore Tomaso Zanoletti non condivide la
posizione di Pier Ferdinando Casini. Franco Guida rassegna le dimissioni
dalla Direzione del Consiglio nazionale dell’Udc. Il Pdl approdo
"naturale" per gli ex democristiani
Cara Udc,
addio
di M.G.O.
Colloquio
Avv. Tomaso Zanoletti senatore Udc
«In
Forza Italia serpeggia il buonumore. Certo, per noi fa tutto Berlusconi e
forse il processo non è dei più democratici, ma quando Silvio lascerà
la politica – e ha 72 anni – ci avrà consegnato la vera alternativa,
il Partito dei moderati italiani». Così, sabato 16, un autorevole
esponente azzurro del neonato Pdl. Il Partito delle libertà pare abbia
portato aria fresca nel centro-destra a due di Berlusconi e Gianfranco
Fini, nel cui recinto si canta già vittoria per le elezioni di metà
aprile e si lavora a formare le liste, con un occhio a ciò che accade in
casa Udc.
Qui il clima è teso. Sabato pomeriggio – a poche ore dall’annuncio
del leader Pier Ferdinando Casini di correre da premier alle
elezioni, dopo la rottura ufficiale con Berlusconi e Fini – i maggiori
referenti dell’albese e del braidese – Tomaso Zanoletti, Ettore
Paganelli, Giuseppe Rossetto, Giovanni Negro, Franco Guida in testa –
hanno cercato di capire il da farsi.

Pier Ferdinando ha scelto la solitudine e la possibile diaspora
interna. Affronterà, ha annunciato, la campagna elettorale «con il
nostro simbolo e le nostre bandiere: mi candido alla presidenza del
Consiglio. Berlusconi deve sapere che in Italia non tutti sono in vendita».
Finisce così una storia a due travagliata, lunga 14 anni, che potrebbe
portare Casini accanto alla Rosa bianca di Savino Pezzotta.
Intanto l’Unione dei democratici di centro deve affrontare subito
abbandoni illustri. Sabato 16 avrebbe lasciato per aderire al Pdl l’europarlamentare
Vito Bonsignore: tra i fondatori dell’Unione dei centristi, è
vicepresidente del gruppo del Partito popolare europeo a Bruxelles.
E anche tra Alba e Bra la rottura è consumata. Con uno scarno
comunicato Franco Guida ha fatto sapere sabato 16 di aver rassegnato le
dimissioni dalla Direzione del Consiglio nazionale dell’Udc.
E Tomaso Zanoletti: «La scelta di Pierferdinando Casini di presentarsi
alle elezioni di aprile da solo con il simbolo dell’Udc oggettivamente
cambia la collocazione politica del partito. È una posizione che non
condividiamo. Riteniamo sia una scelta che muta la scena politica e di
fatto agevola il centro-sinistra: stiamo valutando tutti insieme cosa fare».
Non ha l’aria euforica l’ex Sindaco di Alba: «La decisione di
Casini è stata preannunciata in aperta polemica con il centro-destra e
con l’intenzione dichiarata di avere le mani libere. Non possiamo
condividerla: l’ho detto chiaramente a Roma».
Il Pdl come approdo? «Aumentare la presenza di personalità
provenienti dall’alveo dell’ex Dc all’interno del Partito delle
libertà potrebbe essere una soluzione, ma intendiamo riflettere a largo
raggio. Vedremo che cosa accadrà a livello regionale e provinciale: non
intendiamo disperdere l’esperienza, anche se ci rammarichiamo di non
essere stati protagonisti».
Le hanno già offerto una candidatura nel Pdl? «Di questi tempi
nessuno si sbilancia troppo. Potrei anche continuare a far politica sul
territorio».
m.g.o.
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