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n.
17 del 29-4-2008
Questa
settimana
scelti per voi... |
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Ragazzi in cerca di spazi
di A.C.
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Vinum si fa solidale
di ELISA PASCHETTA
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Le ruspe al Pinot Gallizio
di A.G.
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Berruti. Un artista
da Verduno a Pechino
di ADRIANA RICCOMAGNO
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Colline da turismo
di MARIA GRAZIA OLIVERO
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Chiesa
centenaria a Priocca
di A.M.
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C’è troppo blu nella sosta
di ALESSANDRO CASSINELLI
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La Zizzola centro culturale
di DIEGO LANZARDO
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Dallorto:«Il mattatoio?
Meglio rifarlo fuori città»
di VALTER MANZONE
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Cherasco piange la scomparsa
del pittore Romano Reviglio
di C.L.
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Cimitero, c'è posto per tutti
di ROBERTA BERTERO
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Commendator Giovanni Bruno,
«numero uno per eccellenza»
di RAOUL MOLINARI
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Bel Paese a crescita zero
di MARIA GRAZIA OLIVERO
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Sos famiglie in piazza Duomo
di M.G.O.
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L’intervista
Giuliana Manica, assessore
regionale al turismo
Colline da turismo
di MARIA GRAZIA OLIVERO
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«Le colline avranno un ruolo
determinante: nel 2006 hanno contribuito con 400 mila presenze, molte
delle quali straniere, e una crescita turistica del 35%, che ha segnato la
migliore performance del Piemonte. Ci aspettiamo molto e siamo certi che i
risultati continueranno a crescere».
Nel
Piano strategico per il turismo approvato dalla Giunta si coglie l’affermazione
dell’importanza dell’enogastronomia e della realtà collinare. Che
cosa significherà per il Piemonte e per Langa e Roero in particolare la
predisposizione del nuovo strumento, assessore Manica?
«Non è un caso che le vostre colline siano conosciute come le
"colline del gusto", uno dei quattro pilastri su cui si fonda il
Piano strategico piemontese. L’enogastronomia è diventata un importante
simbolo delle tante eccellenze che il Piemonte può offrire e va
sottolineato che in questo territorio abbiamo portato la Borsa
internazionale dell’enogastronomia (Biteg), uno dei più
prestigiosi eventi del settore che, dal 15 al 18 maggio, concentrerà tra
i vigneti candidati a patrimonio Unesco oltre cento buyers provenienti
da venti Paesi».

Giuliana Manica .
- Dunque, ci saranno maggiori stanziamenti a disposizione del turismo?
«Più che altro le risorse saranno ottimizzate. Il Piano permetterà
di avviare progetti strategici che potenzino le colline, con le altre aree
strategiche: i laghi, la montagna e la città. Faremo una promozione più
strutturata e lavoreremo con maggiori strumenti su alcune criticità, come
la qualità dell’offerta e le lingue. Il Piano potenzierà le
peculiarità di determinati prodotti e allo stesso tempo ne svilupperà di
nuovi, in un’ottica d’integrazione, il grande potenziale della nostra
regione. Poche mete hanno un’offerta così varia e di elevato livello».
- Quali possibilità ha il Piemonte d’incrementare il Pil regionale
con il turismo? E che cosa potrà significare a livello di
occupazione?
«Le possibilità sono tante perché tante sono le nostre
potenzialità. Ci siamo posti come obiettivo il raddoppio, dal 2 al 4%,
del contributo del turismo al Pil regionale nei cinque anni dopo le
Olimpiadi. Le colline avranno un ruolo determinante: nel 2006 hanno
contribuito con 400 mila presenze, molte delle quali straniere, e una
crescita del 35%, che ha segnato la migliore performance di tutto
il Piemonte. Ci aspettiamo molto da questo territorio e siamo certi che,
lavorando sinergicamente, i risultati continueranno a crescere. L’enogastronomia
produce 65 milioni di euro di fatturato l’anno. Siamo tra le mete
italiane più ambite, con una crescita di questo settore di oltre il 20%.
Stiamo parlando di oltre 85 mila persone che spendono in media 750 euro,
rimanendo almeno cinque giorni sul territorio».
Maria Grazia Olivero

Fu costruita fra il 1905 e il 1908. Da sabato
3 maggio la comunità inizia a celebrare l’anniversario
Chiesa
centenaria a Priocca
di A.M.
D a
ognuna delle vie d’accesso di Priocca si vede svettare il campanile con
una guglia che rappresenta due mani giunte e l’imponente edificio della
chiesa, grande da sembrare una cattedrale, costruita in stile neogotico
tra il 1905 e il 1908, cento anni fa.
Ed è per questo che il paese è pronto a celebrare. Il 3 maggio alle
21 si terrà un concerto spirituale animato dalla Corale di Priocca,
diretta da Giuseppe Tarabra. Offrirà momenti di riflessione e di ascolto,
con un programma che apre il mese mariano e che immette nella celebrazione
del centenario. Il 24 maggio, ore 21, serata per rivivere le grandi tappe
dal 1908 fino a oggi. Scene, dialoghi, canti, scritti e interpretati da
ragazzi, giovani e adulti di Priocca. Dal 26 al 31 maggio, ore 21,
settimana di preghiera con predicazione che prenderà spunto dagli
affreschi della chiesa. 31 maggio, ore 21, processione in onore della
Madonna. 13 settembre, ore 21, concerto del centenario. 14 settembre, ore
10, solenne Concelebrazione eucaristica presieduta da mons. Sebastiano Dho.
Al termine benedizione delle nuove statue poste sulla facciata della
chiesa.

Una stampa del 1908 ritrae la chiesa, da
poco completata.
Un po’ di storia. Nel cuore di don Giuseppe Sicca eletto
parroco di Priocca nel 1890 ci sono due preoccupazioni: la paura che la
vecchia chiesa crolli e il desiderio di costruirne una più adatta alle
richieste della popolazione. Gli anni di studio si sono protratti dal 1896
fino al 1904; solo allora tutto fu pronto per dare via ai lavori, sotto la
guida dell’architetto Giuseppe Gallo. Tre anni di lavoro e... tre morti;
purtroppo durante la demolizione, la vecchia chiesa si sgretolò
seppellendo tre operai.
Intanto l’edificio prende forma giorno per giorno con stanziamenti
fatti dal Comune, con lascito di don Sicca e con la collaborazione della
popolazione. All’inizio del settembre 1908 il canonico Vittorio Danusso,
priocchese, benedice la costruzione e celebra la Messa solenne; l’anno a
seguire il 12 settembre il vescovo mons. Re, consacra la chiesa.
Il campanile. Mons. Tommaso Casetta succede a don Sicca e il 24
giugno 1923 inizia la costruzione del campanile alto 55 metri, che sarà
terminato a novembre. Il 18 marzo 1924 suonerà il primo concerto di
campane. In quel medesimo anno sarà installato l’organo.

Oggi il panorama della piazza di Priocca
appare così.
La decorazione. Il 10 dicembre 1943, il teologo Francesco
Falletti annuncia la decorazione della chiesa, lavoro che si protrarrà
per 9 anni.
Lavori a seguire. Nel 1958, don Cesare Battaglino, da poco
nominato parroco, in occasione del cinquantesimo della costruzione pone
sull’altare il crocefisso; in seguito si prosegue alla posa del nuovo
pavimento della navata, alla gradinata d’accesso e al nuovo organo. Nel
1983, 75° della costruzione, la facciata viene arricchita della statua di
Santo Stefano, di tre mosaici rappresentanti il Giudizio, il Padre che
perdona e l’Annunciazione. Per l’anno 2008, tutto l’edificio è
stato ripulito, così da essere molto accogliente e invitante alla
preghiera.
La costruzione, oggi, è molto grande e ha bisogno di continua
manutenzione; ma la preoccupazione di oggi non è nei muri ma nell’edificare
la comunità, che in modo convinto partecipi e occupi tutti i posti che la
costruzione offre. Siccome la comunità è fatta di persone, l’educazione
alla fede delle persone non si chiude mai e poiché le generazioni si
susseguono velocemente, la comunità è sempre da ricostruire.
a.m.
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