Gazzetta d'Alba online Logo San Paolo
 

 
Gazzetta d'Alba, n. 17 del 29 aprile 2008

n. 17 del 29-4-2008
Questa settimana
scelti per voi...

Ragazzi in cerca di spazi
di A.C.

Vinum si fa solidale
di ELISA PASCHETTA

Le ruspe al Pinot Gallizio
di A.G.

Berruti. Un artista
da Verduno a Pechino

di ADRIANA RICCOMAGNO

Colline da turismo
di MARIA GRAZIA OLIVERO

Chiesa centenaria a Priocca
di A.M.

C’è troppo blu nella sosta
di ALESSANDRO CASSINELLI

La Zizzola centro culturale
di DIEGO LANZARDO

Dallorto:«Il mattatoio?
Meglio rifarlo fuori città»
di VALTER MANZONE

Cherasco piange la scomparsa
del pittore Romano Reviglio

di C.L.

Cimitero, c'è posto per tutti
di ROBERTA BERTERO

Commendator Giovanni Bruno,
«numero uno per eccellenza»

di RAOUL MOLINARI

Bel Paese a crescita zero
di MARIA GRAZIA OLIVERO

Sos famiglie in piazza Duomo
di M.G.O.

 


 

PARCHEGGI - Per il Comune gli stalli a pagamento sono gli stessi, diversamente dislocati, ma le polemiche non mancano

C’è troppo blu nella sosta

di ALESSANDRO CASSINELLI
 

 

È arrivata una nuova ondata di parcheggi a pagamento. Saranno 173, infatti, le piazzole di sosta che, dal bianco, si convertiranno al blu. Ma per capire come la Giunta comunale albese sia giunta a tale decisione – certo un po’ sofferta, e forse un po’ taciuta – occorre fare qualche passo indietro. Nel febbraio 2008 sono stati appaltati i lavori di realizzazione del parcheggio sotterraneo di piazza San Paolo. L’appalto prevede la riqualificazione dell’intera piazza, la realizzazione di aree di sosta in superficie, la collocazione di nuovi arredi e i lavori di collegamento viario tra piazza San Paolo e viale Cherasca. Tali lavori – 6.550.000 euro – saranno finanziati interamente dalla ditta appaltatrice (Ati Parcheggi Italia-Franco Barberis spa-Mercalba). In cambio, dal 1° marzo, la stessa ditta gestisce – e gestirà, per 19 anni e 6 mesi – tutti i parcheggi blu del Comune, percependone i proventi. Si presumono incassi per circa 1 milione di euro l’anno, derivanti dalla gestione di 1.290 posti blu, di cui 1.061 nel centro storico e 229 nelle restanti aree.

  • Meno sosta a pagamento?

Il problema è che i posti blu… sono diminuiti. I lavori di piazza Savona e di piazza Natale Bussi hanno infatti cancellato 170 posti. A questo punto, la convenzione fra il Comune e la ditta appaltatrice non sarebbe più stata rispettata: si era parlato di 1.290 parcheggi e ne sono disponibili 1.120. Per questo, la Giunta ha deciso di ripristinare la situazione originaria, istituendo 173 nuove piazzole blu. A conti fatti, 3 in più di quanto era previsto nella convenzione.

Il posto del blu. Ecco la dislocazione: piazza Garibaldi (42), piazza Giovannoni-parcheggio ospedale (48), piazzale autostazione (46), parcheggio Tribunale-corso Matteotti (24), via XX settembre (5), piazzale Micca (8). I quattro stalli di sosta riservati ai taxi, in piazza Savona, saranno spostati di pochi metri, in prossimità del punto bike-sharing. Si tratta di parcheggi in zona centro storico (compreso quello dell’ospedale), con conseguente applicazione della tariffa oraria di 0,80 euro all’ora.

Multipiano più caro. Rincari sono previsti anche per il parcheggio multipiano vicino alla stazione: per adeguare le tariffe a quelle del centro storico, si passa da 0,60 euro l’ora a 0,80 euro dalle 8 alle 20, mentre rimane ferma la tariffa di 0,15 euro dalle 20 alle 8. Tutto sommato, non dovrebbe andare male alla ditta concessionaria: alla fine di questa riorganizzazione, ci saranno 1.080 posti a pagamento in centro storico (dove si paga di più) rispetto agli originari 1.061, mentre ce ne saranno 213 (rispetto agli originari 229) fuori dal centro storico (dove si paga di meno). Senza contare gli aumenti del parcheggio multipiano.

Pareri opposti. L’assessore ai lavori pubblici Alessandro Pelisseri: «Il numero complessivo di parcheggi a pagamento resta tale e quale rispetto alla convenzione d’inizio marzo. Ad Alba non mancano i parcheggi e non mancano quelli gratuiti: lo dicono i numeri». Antonio Degiacomi (Federati per l’Ulivo): «Le conseguenze di questa decisione si riverseranno sui pendolari, già maltrattati da treni e autobus, visto che non potranno più parcheggiare nelle vicinanze della stazione se non a pagamento. Per il resto, è mancato il dibattito sulla stipula di questa convenzione con la ditta appaltatrice: non vi sono previsti sconti e nulla si fa per incrementare il trasporto pubblico».

Alessandro Cassinelli


      

   
La Giunta ha approvato il progetto preliminare per il completamento del restauro dell’edificio

La Zizzola centro culturale

di DIEGO LANZARDO
   

La Zizzola sarà trasformata in un centro culturale. È quanto emerge da una delibera approvata nei giorni scorsi dalla Giunta comunale, su proposta dell’assessore ai lavori pubblici Gianfranco Dallorto.

L’Esecutivo ha dato infatti il via libera al progetto preliminare relativo ai lavori che dovranno rendere fruibile l’interno dell’edificio.

Attualmente sono in corso altri interventi, iniziati nell’estate scorsa e finalizzati a dare solidità alla struttura seguendo il progetto redatto dagli architetti Pierpaolo Pessina e Giovanni Bellingeri. Questo prevede il recupero della scala interna, della pavimentazione, il rifacimento degli intonaci e le predisposizioni per gli impianti elettrici, idraulici e di riscaldamento; sarà anche posizionato un ascensore per poter eliminare le barriere architettoniche. Inoltre sono previste la risistemazione dell’ampia area verde esterna all’edificio e una scala di accesso.

Lavori in corso alla Zizzola.
Lavori in corso alla Zizzola (foto di Severino Marcato).

Il nuovo progetto preliminare approvato nei giorni scorsi – e redatto dal dirigente responsabile della Ripartizione lavori pubblici Giovanni Galletto e dall’arch. Giusepppe Talarico e dal geom. Antonio Saglia, funzionari della Ripartizione – prevede il completamento dell’impianto di riscaldamento, l’acquisto delle lampade di illuminazione per l’interno e l’esterno, l’arredo urbano del parco circostante la Zizzola, la realizzazione di due servizi igienici al primo piano, il restauro e la posa delle porte d’epoca dell’edificio, l’allestimento e l’arredo del piano terreno.

Proprio quest’ultimo intervento sarà quello che qualificherà il futuro utilizzo dell’edificio-simbolo della città di Bra. Sarà infatti un centro di documentazione territoriale, dove verrà allestita un’esposizione permanente (probabilmente incentrata sulla figura dello scrittore braidese Giovanni Arpino), oltre a una sala lettura, a una biblioteca, a una sala multimediale, un locale ufficio per la gestione della struttura e una caffetteria con annesso un dehors estivo.

La Zizzola nel prossimo futuro dovrebbe quindi diventare un centro culturale e un luogo di ritrovo per i braidesi e i turisti, che potranno visitare la mostra permanente dedicata ad Arpino, leggere un libro e consumare un caffè passeggiando nell’ampia area verde circostante.

Il costo dell’intervento di completamento del restauro è previsto in 580 mila euro.

La Zizzola è una costruzione a due piani sormontati da una piccola torretta e fu edificata intorno al 1840 quale "villa delle delizie".

Nel 1962 venne donata al Comune dalla famiglia Fasola, con l’intento di creare un luogo destinato a ospitare rassegne e iniziative di carattere culturale.

Il problema principale per la fruibilità della struttura è quello, annoso, dell’accesso. L’area su cui insiste la Zizzola è "circondata" da proprietà private e gode soltanto di un diritto di passaggio. Da tempo si discute su come garantire un percorso carrabile che non incida in modo pesante sull’estetica del sito e senza penalizzare le proprietà vicine.

Diego Lanzardo
   

«La strada di accesso non è privata»

«La strada che collega la città al suo monumento simbolo, ovvero alla Zizzola, è certamente una strada demaniale, a uso pubblico». Il consigliere comunale Pio Giverso interviene nel dibattito che si sta sviluppando in questi giorni a Bra sulla via di accesso all’edificio ottagonale che domina la città e la Valle del Tanaro da Monteguglielmo. Giverso aggiunge: «Anche l’agricoltore Carlo Mattis, che ha sempre tagliato l’erba nella zona, testimonia il fatto che questa strada è a uso pubblico. Mi risulta anche difficile capire la presenza del cancello, chiuso con un lucchetto, per aprire il quale gli stessi amministratori comunali devono andare a elemosinare la chiave da un privato. Credo che sarebbe necessario effettuare la ricerca dei documenti che attestano la proprietà comunale e mettere così la parola fine a questa diatriba».

v.m.