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Accorpate Alta Langa e Langa delle
Valli . Gli enti passano da 48 a 31.
È
stato definito la scorsa settimana il disegno di legge della Giunta
regionale per la riforma delle Comunità montane piemontesi. Ieri, lunedì
5, il documento è
stato sottoposto alla Conferenza permanente Regioni-Autonomie locali e
domani, mercoledì, sarà illustrato a Torino dall’assessore regionale
alla montagna Bruna Sibille, dal presidente nazionale dell’Uncem Enrico
Borghi e da quello regionale Lido Riba.
Nel documento sono state definite 31 "zone omogenee", che
dovrebbero corrispondere alle future Comunità montane. Nella nostra zona
è previsto l’accorpamento tra Alta Langa e Langa delle Valli,
con la nascita di un ente comprendente 34 paesi. Rimarranno fuori dalla
Comunità montana i Comuni di Santo Stefano, Cossano Belbo e Trezzo
Tinella. In pratica, la nuova situazione sarà abbastanza simile a quella
esistente fino al 1999, quando la Regione sdoppiò l’allora Comunità
montana Alta Langa (che comprendeva 43 paesi), dando vita alla Langa
delle Valli e dirottando alcuni Comuni su quella cebana.
In Piemonte, le Comunità montane dovrebbero quindi passare da 48 a 31
e in Provincia di Cuneo da 12 a 9. Nella Granda è prevista anche la
"fusione" tra le Comunità montane Alta Val Tanaro e Valli
Mongia, Cevetta e Langa cebana e tra la Comunità montana della
Bisalta e quella delle Valli Gesso, Vermenagna e Pesio.
Poche variazioni, invece, in provincia di Asti, con l’unica comunità
montana, la Langa astigiana-Valbormida, che continuerà a esistere
in forma autonoma (nei mesi scorsi era stata proposto dal Partito
democratico l’accorpamento con la "Langa delle Valli", nda),
ma perderà quattro paesi: Castelboglione, Castelrocchero, Montabone e
Rocchetta Palafea.

Ecco il nuovo assetto previsto dal disegno
di legge della Giunta regionale.
In rosa, la nuova, probabile, Comunità montana, frutto dell’accorpamento
tra "Alta Langa" e "Langa delle Valli"; in giallo, i
tre paesi che non saranno
più inclusi negli enti montani langaroli; in azzurro, le comunità
collinari
"Colline di Langa e del Barolo" (sulla sinistra) e
"Sei in Langa" (sulla destra).
La proposta di legge dovrebbe essere stata approvata ieri, lunedì,
dalla Giunta regionale, dopodiché inizierà l’iter per arrivare
all’approvazione in Consiglio, che dovrà avvenire entro il 30 giugno,
in base a quanto stabilisce la finanziaria.
«Auspico che la legge venga approvata rapidamente per permettere alle
Comunità montane di riprendere la loro attività a favore dello sviluppo
del territorio. I tempi, volendo, ci sono. La riorganizzazione permetterà
di avere strutture più consistenti, che potranno diventare agenzie di
sviluppo del territorio: il ruolo delle Comunità montane uscirà
valorizzato da questa riforma», afferma il presidente regionale dell’Uncem
(l’Unione delle Comunità e dei Comuni montani) Lido Riba.
La proposta di legge prevede anche modifiche al sistema di elezione di
Presidente e Consiglio, che sarà affidata ai consiglieri comunali dei
paesi membri, come aveva proposto l’Uncem l’estate scorsa. «Apprezzo
il fatto che sia stato adottato il criterio proposto dall’Uncem per
modernizzare il sistema», commenta Riba. Riduzione in vista anche per il
numero dei consiglieri, che per le Comunità con oltre 10 mila abitanti
(come sarà quella delle Langhe), dovrebbero essere tra 15 e 20, mentre
col criterio attuale un ente da 34 paesi avrebbe 102 consiglieri.
Trattandosi per ora solo di una proposta di legge, non è da escludere
che, prima di arrivare in aula a Palazzo Lascaris, il documento
venga ritoccato in alcune parti. Ad esempio, in alcuni incontri svoltisi
nei mesi scorsi, erano state sollevate perplessità soprattutto sul nuovo
sistema elettorale.
Corrado Olocco

NEIVE -
Il celebre distillatore è morto a 79 anni. Nella sua bottega clienti
provenienti da tutto il mondo
Levi, l’artista della
grappa
La
scorsa settimana è morto, a 79 anni, Romano Levi, artigiano-artista della
grappa conosciuto in tutto il mondo. Nel 1945, a soli 17 anni, iniziò l’attività
nella distilleria che il padre aveva fondato nel 1925 (ancora oggi, le
etichette portano la dicitura "Distilleria Levi Serafino, Neive").
Al suo fianco, nel lavoro e nella vita, la sorella Lidia, con la quale si
trovava quando il suo cuore si è fermato, nella serata del primo maggio.
Ci sono grandi vignaioli che misurano gli anni della loro vita in
"vendemmie". Levi, contava invece i fiammiferi coi quali in
autunno accendeva l’alambicco nella casa-laboratorio di Neive. Il
sessantatreesimo lo accese nell’ottobre scorso. "Scoperto"
negli anni ’60 da Luigi Veronelli, che lo soprannominò "grappaiol’angelico",
Levi ottenne una popolarità internazionale che contrastava col suo
carattere schivo e riservato. Tra i suoi clienti, l’ex cancelliere
tedesco Helmut Kohl, Cesare Romiti, Marcello Mastroianni, Antonello
Venditti, Bruno Lauzi, Nicola Arigliano e molti altri, oltre a clienti
meno noti, ma che arrivavano da tutto il mondo per scoprire l’opera del
geniale artigiano.

Romano Levi nella casa-laboratorio di Neive
(foto Marcato).
La "firma" delle sue creazioni, Levi la affidava alle
etichette, disegnate a mano con immagini fantasiose e nomi suggestivi,
come la "donna selvatica", figura alla quale il Comune ha
dedicato un progetto museale in fase di realizzazione. Alle sue etichette
era stata anche dedicata lo scorso anno una mostra a Torino.
Come tutte le "grandi firme", anche Levi si è trovato a fare
i conti coi falsari. Il 18 giugno, a Treviso, si svolgerà il processo a
carico di Vittorio Tonini, accusato di aver contraffatto le etichette
della celebre distilleria neivese. L’uomo era già stato condannato nel
2001 del Tribunale della città veneta per aver contraffatto bottiglie di
Levi e in questo processo, iniziato nell’ottobre scorso, gli è stata
contestata la recidiva. Gli interessi della distilleria neivese sono
curati dall’avvocato Roberto Ponzio.
I funerali si sono svolti sabato, a Neive Borgonuovo. Anche Vinum ha
ricordato Levi, con un intervento del produttore di Moscato Romano
Dogliotti al Palavinum e ricordi dei giornalisti presenti al Teatro
sociale. «Un piccolo segnale, in silenzio, anche per spiegare che il
percorso di questa terra è dovuto a una serie di uomini straordinari che
in questi tempi difficili, con lungimiranza hanno saputo tracciare una
strada. Romano Levi era tra questi», hanno spiegato gli organizzatori
della rassegna albese. In segno di lutto Neive ha annullato le
manifestazioni previste nello scorso fine settimana nell’ambito di Città
aperte.
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