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Gazzetta d'Alba, n. 18 del 6 maggio 2008

n. 18 del 6-5-2008
Questa settimana
scelti per voi...

Una comunità di 34 paesi
È la proposta della Regione

di A.C.

Levi, l’artista della grappa

Solidali con don Mazzi
di M.G.O.

Sfrattata la Pro loco
di VALTER MANZONE

Passi avanti per la copertura
di
VALTER MANZONE

Nicola Gratteri alla Scuola di pace
di FRANCO BURDESE

Salesiani: sintetico pronto
di FRANCO BURDESE

Protesta contro le Poste
di CORRADO OLOCCO

Protezione civile alla prova
di ELISA PIRA

Marietta (Peppa), il lavoro
come impegno e gratitudine

di RAOUL MOLINARI

Quando i bambini fanno festa
di MARGHERITA RICCI

Mascotte della manifestazione un asinello con le ali "inventato" da Paola Rinaldi

Creativi si diventa a scuola
di ADRIANA RICCOMAGNO 

Più superstore, meno spesa
di MARIA GRAZIA OLIVERO

Il supermercato per il vitto,
l'outlet per sognare

di VA.MO.

Albadoro: cassa integrazione
di FEDERICO BARBIERI

E ora anche la Cgil reclama
i fondi del sindacato

di FE.BA.

E Vinum ripone i calici
di ELISA PASCHETTA

Tutti entusiasti, tranne i giapponesi
di E.P.

Jazz, due giorni di musica ad Alba
di PIETRO IVALDI

Una magia per la vita
di CRISTIANO LANZARDO

 


 

CONCERTO - Un concerto di Fausto Leali a giugno per aiutare la comunità Exodus e festeggiare i 125 anni di Gazzetta

Solidali con don Mazzi

di M.G.O.
 

 

Solidarietà concreta. È l’impegno che Roberto Cerrato assume a nome del centro culturale San Giuseppe. Insieme al centro culturale San Paolo e aExodus, la comunità di don Antonio Mazzi, Cerrato sta preparando il concerto di Fausto Leali – sì, il "negro bianco" degli anni Sessanta per la sua voce roca e black, che deve il successo alle indimenticabili note di A chi –, previsto ad Alba il 27 giugno.

Don Antonio Mazzi.
Don Antonio Mazzi.

Dopo i Camaleonti – che nel 2007 diedero una mano da 1.500 euro, con la loro esibizione, alle iniziative per l’Indonesia di recente concretizzate – sarà la volta di una nuova rete solidale, che parte dalle cento torri. C’è da scommettere che funzionerà. Così è stato per Gantiwrno, in Indonesia, appunto, dov’è stato costruito e inaugurato in un anno il poliambulatorio per il quale si erano mobilitate Alba e Nizza Monferrato.

Questa volta si punterà ad aiutare la comunità Exodus di don Antonio Mazzi e ad acquistare un impianto di videodiffusione di cui necessita il centro culturale San Giuseppe. Il concerto di giugno rappresenterà inoltre un momento importante per Gazzetta d’Alba: per il nostro giornale si tratta di una delle iniziative legate alla celebrazione dei suoi 125 anni di vita.

Roberto Cerrato.
Roberto Cerrato.

A presentare il tema del concerto e l’idea di solidarietà che vi è connessa arriverà ad Alba il 12 maggio (ore 18, presso la sala conferenze dell’Associazione commercianti albesi di piazza San Paolo) don Antonio Mazzi. Sacerdote, pedagogista, presidente della fondazione Exodus, don Mazzi è ben noto al pubblico televisivo, ma anche ai lettori di Famiglia Cristiana, Corriere della sera, Stampa, Avvenire, Jesus, Vita pastorale. Ospite di numerose trasmissioni tv e radiofoniche, il sacerdote veronese ha sempre utilizzato i mezzi di comunicazione per portare al grande pubblico la sua testimonianza cristiana. Ordinato sacerdote nel 1956, nella Congregazione dei Poveri servi della Divina Provvidenza, don Antonio ha legato in particolare il suo nome alla comunità Exodus, anche se il suo impegno è stato ed è multiforme: nel 1974 ha sottoscritto la convenzione con il Ministero della difesa per gli obiettori di coscienza e poi nel 1979, constatata la gravità del fenomeno della tossicodipendenza, ha dato vita ad Exodus.

m.g.o.


      

  
TURISMO - Sotto l’Ala di via Garibaldi troverà posto un ristorante, ma l’Ente manifestazioni resta senza una sede

Sfrattata la Pro loco

di VALTER MANZONE
   

Rinasce l’osteria Garibaldi, sotto l’Ala dell’omonima via cittadina, ma rischia di morire l’Ente manifestazioni Pro loco. L’allarme – pur «senza voler fare una sterile polemica» – lo ha lanciato in questi giorni Livio Sartirano, storico presidente, che è stato invitato telefonicamente da un funzionario comunale, a liberare i locali alla cima di via Garibaldi.

Motivo? La Giunta ha deciso di dare in locazione ventennale tutto il complesso alla società Ristorante Garibaldi snc, per ricostruire la vecchia trattoria, una vineria e una formaggeria.

Spiega lo stesso Sartirano: «Mi sembra una procedura assai strana quella che è stata messa in atto nei confronti dell’Ente: ci dicono che dobbiamo liberare la nostra sede (peraltro definita dal mio stesso Direttivo "angusta, umida, con scarsa visibilità e soprattutto poco funzionale") senza avere alcuna indicazione di un nuovo posto da occupare con le nostre suppellettili e i nostri documenti. Sappiamo che l’Amministrazione ha emesso un bando per trovare un privato che fosse disposto a ripristinare la vecchia osteria e sappiamo anche che la gara si è conclusa con un vincitore, ma a noi rimane la domanda: dove andremo?».

Continua il vicepresidente Giovanni Mulassano: «Ritengo che l’Ente abbia una storia significativa e che abbia contribuito, negli anni, allo sviluppo e alla promozione della città. Come dimenticare i favolosi carnevali, le frizzanti edizioni di Folkestate, le serate musicali e i mercatini delle pulci? Adesso ci troviamo a lasciare un luogo che era per noi un punto di riferimento, senza sapere dove saremo ricollocati».

Ancora Sartirano: «Noi crediamo nelle potenzialità turistiche della città e continuiamo a essere convinti di poter ancora offrire il nostro contributo per valorizzarle. Ma dovendo traslocare, vorrei fare una richiesta specifica: l’Ente ha bisogno di essere collocato con una giusta visibilità, in un ambiente che sia accogliente e funzionale».

Di fronte a questo pensiero, viene spontaneo pensare al prestigioso immobile che è stato oggetto di recente restauro conservativo: palazzo Mathis. Che già ospita, al pian terreno, l’Ufficio turismo e manifestazioni. Commenta il responsabile Giuseppe Manassero: «Credevo fosse automatico che la nuova sede dell’Ente venisse collocata al primo piano del palazzo. Qui i locali vuoti non mancano, anche in considerazione del fatto che la fondazione Crb non ha intenzione di lasciare la sua dimora di piazza Carlo Alberto. A noi non creerebbe alcun disturbo avere l’Ente vicino: anzi, potrebbe essere l’occasione giusta per rinverdire passate collaborazioni».

La decisone spetta alla Giunta di Scimone. L’assessore (e senatore) alle risorse culturali Michelino Davico: «Per quanto riguarda la sede della Pro loco ci stiamo impegnando per poter trovare dei locali che siano dignitosi e accoglienti». Conclude però Sartirano: «I tempi sono molto stretti. Senza una sede nella quale ricevere agenti e artisti, è anche a rischio la stessa Folkestate, che dovrebbe iniziare a giugno».

Valter Manzone