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Solidarietà
concreta. È l’impegno che Roberto Cerrato assume a nome del centro
culturale San Giuseppe. Insieme al centro culturale San Paolo e
aExodus, la comunità di don Antonio Mazzi, Cerrato sta preparando
il concerto di Fausto Leali – sì, il "negro bianco" degli
anni Sessanta per la sua voce roca e black, che deve il successo
alle indimenticabili note di A chi –, previsto ad Alba il 27
giugno.

Don Antonio Mazzi.
Dopo i Camaleonti – che nel 2007 diedero una mano da 1.500
euro, con la loro esibizione, alle iniziative per l’Indonesia di recente
concretizzate – sarà la volta di una nuova rete solidale, che parte
dalle cento torri. C’è da scommettere che funzionerà. Così è stato
per Gantiwrno, in Indonesia, appunto, dov’è stato costruito e
inaugurato in un anno il poliambulatorio per il quale si erano mobilitate
Alba e Nizza Monferrato.
Questa volta si punterà ad aiutare la comunità Exodus di don
Antonio Mazzi e ad acquistare un impianto di videodiffusione di cui
necessita il centro culturale San Giuseppe. Il concerto di giugno
rappresenterà inoltre un momento importante per Gazzetta d’Alba:
per il nostro giornale si tratta di una delle iniziative legate alla
celebrazione dei suoi 125 anni di vita.

Roberto Cerrato.
A presentare il tema del concerto e l’idea di solidarietà che vi è
connessa arriverà ad Alba il 12 maggio (ore 18, presso la sala conferenze
dell’Associazione commercianti albesi di piazza San Paolo) don Antonio
Mazzi. Sacerdote, pedagogista, presidente della fondazione Exodus,
don Mazzi è ben noto al pubblico televisivo, ma anche ai lettori di Famiglia
Cristiana, Corriere della sera, Stampa, Avvenire,
Jesus, Vita pastorale. Ospite di numerose trasmissioni tv e
radiofoniche, il sacerdote veronese ha sempre utilizzato i mezzi di
comunicazione per portare al grande pubblico la sua testimonianza
cristiana. Ordinato sacerdote nel 1956, nella Congregazione dei Poveri
servi della Divina Provvidenza, don Antonio ha legato in particolare il
suo nome alla comunità Exodus, anche se il suo impegno è stato ed
è multiforme: nel 1974 ha sottoscritto la convenzione con il Ministero
della difesa per gli obiettori di coscienza e poi nel 1979, constatata la
gravità del fenomeno della tossicodipendenza, ha dato vita ad Exodus.
m.g.o.

TURISMO -
Sotto l’Ala di via Garibaldi troverà posto un ristorante, ma l’Ente
manifestazioni resta senza una sede
Sfrattata la
Pro loco
di VALTER MANZONE
Rinasce
l’osteria Garibaldi, sotto l’Ala dell’omonima via cittadina,
ma rischia di morire l’Ente manifestazioni Pro loco. L’allarme – pur
«senza voler fare una sterile polemica» – lo ha lanciato in questi
giorni Livio Sartirano, storico presidente, che è stato invitato
telefonicamente da un funzionario comunale, a liberare i locali alla cima
di via Garibaldi.
Motivo? La Giunta ha deciso di dare in locazione ventennale tutto il
complesso alla società Ristorante Garibaldi snc, per ricostruire
la vecchia trattoria, una vineria e una formaggeria.
Spiega lo stesso Sartirano: «Mi sembra una procedura assai strana
quella che è stata messa in atto nei confronti dell’Ente: ci dicono che
dobbiamo liberare la nostra sede (peraltro definita dal mio stesso
Direttivo "angusta, umida, con scarsa visibilità e soprattutto poco
funzionale") senza avere alcuna indicazione di un nuovo posto da
occupare con le nostre suppellettili e i nostri documenti. Sappiamo che l’Amministrazione
ha emesso un bando per trovare un privato che fosse disposto a
ripristinare la vecchia osteria e sappiamo anche che la gara si è
conclusa con un vincitore, ma a noi rimane la domanda: dove andremo?».
Continua il vicepresidente Giovanni Mulassano: «Ritengo che l’Ente
abbia una storia significativa e che abbia contribuito, negli anni, allo
sviluppo e alla promozione della città. Come dimenticare i favolosi
carnevali, le frizzanti edizioni di Folkestate, le serate musicali
e i mercatini delle pulci? Adesso ci troviamo a lasciare un luogo che era
per noi un punto di riferimento, senza sapere dove saremo ricollocati».
Ancora Sartirano: «Noi crediamo nelle potenzialità turistiche della
città e continuiamo a essere convinti di poter ancora offrire il nostro
contributo per valorizzarle. Ma dovendo traslocare, vorrei fare una
richiesta specifica: l’Ente ha bisogno di essere collocato con una
giusta visibilità, in un ambiente che sia accogliente e funzionale».
Di fronte a questo pensiero, viene spontaneo pensare al prestigioso
immobile che è stato oggetto di recente restauro conservativo: palazzo
Mathis. Che già ospita, al pian terreno, l’Ufficio turismo e
manifestazioni. Commenta il responsabile Giuseppe Manassero: «Credevo
fosse automatico che la nuova sede dell’Ente venisse collocata al primo
piano del palazzo. Qui i locali vuoti non mancano, anche in considerazione
del fatto che la fondazione Crb non ha intenzione di lasciare la sua
dimora di piazza Carlo Alberto. A noi non creerebbe alcun disturbo avere l’Ente
vicino: anzi, potrebbe essere l’occasione giusta per rinverdire passate
collaborazioni».
La decisone spetta alla Giunta di Scimone. L’assessore (e senatore)
alle risorse culturali Michelino Davico: «Per quanto riguarda la sede
della Pro loco ci stiamo impegnando per poter trovare dei locali che siano
dignitosi e accoglienti». Conclude però Sartirano: «I tempi sono molto
stretti. Senza una sede nella quale ricevere agenti e artisti, è anche a
rischio la stessa Folkestate, che dovrebbe iniziare a giugno».
Valter Manzone
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