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La corona storta.   

    
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Re Firmino festeggiava il suo compleanno e la regina Caterina volle regalargli una bella corona nuova. Scelse una corona d’oro zecchino, rossa di rubini e verde di smeraldi.

Appena la vide, il re se la mise in testa tutto contento, ma da quel momento ogni cosa nel regno cominciò ad andare storta: non si trovarono più pesci in mare né uccelli nel cielo, aumentarono i ladri e gli assassini e persino il verde dei prati, a primavera, diventò triste e sbiadito.

« Per forza», affermò qualcuno, «la corona del re è nuova, ma è storta!».

«Non è possibile! È un regalo della regina Caterina!».

Nel dubbio furono messi in azione i controllori della corona del regno. Misura e controlla, controlla e misura, in effetti nella corona fu rilevata una lievissima stortura.

Immediatamente venne chiamato Finimondo, il raddrizzatore di corone più esperto del regno.

Illustrazione di Chiara Nocentini.

«Eh, ne ho raddrizzate di corone io», disse agli ambasciatori del re. «In tutta la vita ho salvato il mondo da un sacco di guai, perché quando un re ha la corona storta, non c’è da aspettarsi niente di buono».

Così Finimondo si mise al lavoro: prima di tutto raddrizzò la corona con tre leggeri colpi di martello, poi la lavò con un decotto di erbe profumate e la tenne una notte intera al chiaro di luna.

Il mattino dopo la mise nelle mani di un gruppo di bambini: 

«Ecco una vera corona», disse loro Finimondo. «Adesso giocate a fare i re!».

«Un re può avere tutto ciò che vuole, vero?», chiesero i bambini.

«Certamente!».

«Allora», disse il più piccolo mettendosi in testa la corona, «io voglio che tornino i pesci nel mare e gli uccelli nel cielo».

«Io invece voglio i prati di un verde brillante».

«Io ordino che ognuno sia sorridente, altrimenti la corona non vale un bel niente!».

Come per miracolo, appena pronunciati, i desideri dei bambini si realizzarono. Allora Finimondo si riprese la corona e la portò al re esclamando: «Adesso è perfetta!».

Il re se la rimise sulla testa e, da quel momento, anche le faccende del regno tornarono ad andare dritte.

Patrizia Ceccarelli

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