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Chi cerca trova.

    
   G Baby n. 9 settembre 2009 - Home Page

Messer Reperino era un giramondo e per questo suo gran girare gli capitavano sempre curiose avventure. Un giorno, mentre camminava in una strada tra prati ondeggianti di erba nuova, vide un cartello con scritto "Regno di Grancovone, sei il benvenuto!".

«Ma che cartello gentile», si disse Reperino. «Deve essere gentile anche il popolo di Grancovone», e decise di andare a visitarlo.

Fu proprio una bella pensata. Quel giorno, infatti, il re aveva annunciato che avrebbe regalato metà del suo regno a chi gli avesse ritrovato un ago finito nel pagliaio.

Messer Reperino, non appena saputa la notizia, si presentò a palazzo e chiese udienza al re, gli fece un grande inchino, con svolazzi e tutto, e chiese: 

«Sire, è proprio vero che regalerete metà del vostro regno a chi vi ritroverà l’ago nel pagliaio?».

Illustrazione di Carla Manea.

«Sì, perché è l’ago della mia bilancia, quella che uso per prendere le decisioni: senza di quello non so da che parte far pendere il piatto e non posso più decidere nulla. Capite bene che è per me della massima importanza e della massima urgenza», rispose il re.

«Allora ve lo ritroverò io», disse Reperino.

«Come fate a essere così sicuro? Badate, sarà come cercare... un ago in un pagliaio!», aggiunse il re tutto dubbioso.

«Appunto, aspettatemi al pagliaio, io vado e torno».

Messer Reperino fece un’altra riverenza e corse via. In effetti andò e tornò, portandosi appresso un grosso fagotto di stoffa legato con funi grandi quanto un pollice. Si mise di fronte al pagliaio e cominciò a disfare nodi, srotolare corde, spostare stoffa e tutta la gente, che nel frattempo si era radunata, lo stava a guardare col fiato sospeso. Finalmente apparve una calamita a forma di ferro di cavallo, grande non quanto uno zoccolo, ma quanto un cavallo intero! Non appena la avvicinò alla paglia, si sentì un lieve plink: era l’ago! Reperino lo staccò dal magnete e lo consegnò al re esclamando: «Fatto!».

La gente applaudì e il re fu ben contento di dire: «Caro messere, vi ringrazio e vi dichiaro padrone di metà del mio regno, perché una promessa è una promessa».

«Ah no, sire, non voglio davvero… », disse Reperino scuotendo la testa.

«Perché?», fece il re stupito.

«Troppi grattacapi… Io invece voglio essere libero come l’aria».

Ma il re voleva sdebitarsi e insisteva. Allora Reperino decise: «Mi basterà essere ospite alla vostra tavola oggi e tutte le volte che mi capiterà di passare di nuovo da Grancovone».

«Ma certo! Siete il benvenuto ora e sempre», disse il re soddisfatto.

E quel giorno ci fu una gran festa, con tutti gli abitanti di Grancovone intorno a una grande tavola, a mangiare e ballare fino a notte fonda.

Simona Bonariva

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