ESSERE BRAVI
NON È UN DIFETTO
Sono Beatrice, ho 10 anni, abito a
Firenze e ho bisogno di aiuto. Le mie amiche non mi vogliono più
perché sono troppo brava a scuola. Mi prendono in giro, sono
invidiose. Ogni volta che torno al mio posto, mi domandano che voto
ho preso e alla mia risposta mi lanciano un'occhiata velenosa,
accompagnata da un sarcastico «Come al solito!». Come se essere
bravi fosse un difetto. Aiutatemi.
BEATRICE '97
Mi chiamo Maria Anna, frequento la prima media e dicono che sono
una "secchiona" perché prendo buoni voti. Io sostengo che
essere secchioni è un pregio e non un difetto, perché chi non
studia da piccolo dovrà imparare da grande. Sbaglio? Ancora una
cosa: cerco amici, amo Harry Potter e suono il piano.
MARIA ANNA
La maldicenza nasce
molto spesso dall’invidia e colpisce di più le persone generose.
In una scuola (e in una società) che fa lo stretto necessario, il
secchione è deriso perché è un diverso: non studia per una
risicata promozione, ma perché la materia lo appassiona. Così
scompagina l’ordinato flusso della mediocrità.
Ma viene il tempo della rivincita. A smentire il vecchio adagio
"primi a scuola, ultimi nella vita", una recente ricerca
ha accertato che i secchioni fanno carriera.
UN AMICO IMMAGINARIO
Caro Giornalino, sono Michela,
ho 14 anni, ti leggo da sempre e ti ringrazio perché mi aiuti a
sognare. Quand'ero piccola avevo un amico immaginario che mi ha
sostenuto molto, adesso continuo a lasciar correre la fantasia.
Cenerentola, nel cartone della Disney, canta: «I sogni son desideri
di felicità. Nei sogni non hai pensieri, ti esprimi con sincerità ».
Per me è proprio così: viaggio ovunque e sono come voglio essere.
A chi non sogna dico: peccato per te, non sai che cosa perdi. Vorrei
corrispondere con sognatori e sognatrici. Un bacione a tutti.
MICHELA

Uno studio recente ha accertato che due
terzi dei bambini ha un amico immaginario, segreto e personale. Poi
viene l’età in cui sognare è più difficile, ma chi continua a
"volare" ha una risorsa in più. Purché la capacità di
fantasticare non faccia perdere di vista la realtà.
NON CRIMINALIZZATE I
BAMBINI ROM
Siamo un gruppo di direttori di riviste
per ragazzi e il presidente del Foi (Forum degli oratori italiani).
Sulle pagine delle nostre riviste, dei nostri siti, sui campi degli
oratori incontriamo migliaia di ragazzi. Bambini e ragazzi che si
aprono con fiducia al mondo, con la voglia di essere protagonisti,
di conoscere ciò che li circonda. Ne ascoltiamo gioie e
preoccupazioni e la notizia della schedatura dei bambini rom
preoccupa noi e loro.
Censimento o schedatura, non importa. In questo caso le parole non
fanno differenza, contano i fatti. E i fatti sono i diritti negati
di bambini e ragazzi. Il diritto alla salute, all’istruzione, al
gioco, a preservare la propria identità, il proprio nome e le
proprie relazioni familiari. Il diritto a non essere discriminato in
base all’origine nazionale, etnica o sociale.
Ci preoccupa la schedatura dei bimbi rom. Schedare un bambino solo
in base all’appartenenza etnica e ridurlo a numero con il sistema
utilizzato per chi è indagato di un reato, viola la sua dignità
umana. Schedare i bambini rom, e solo i bambini rom, vanifica il
principio di uguaglianza tra tutti i bambini.

Nessuna polemica strumentale da parte
nostra. Riconosciamo la necessità di intervenire sulla condizione
dei bambini rom in modo calibrato e delicato, per favorire una loro
effettiva integrazione; ma con i dati della schedatura cosa si
potrà fare oltre alle statistiche o a qualche indagine sociologica?
E poi la schedatura rispetta il principio di far prevalere il
superiore interesse del bambino su qualunque altra considerazione?
I bambini rom, i bambini in genere, hanno bisogno d’accoglienza,
di non vivere nella paura, di poter andare a scuola, di vedersi
difesi di fronte alla violenza degli adulti. Dove sono i passi
concreti in questa direzione? Ci pensi, ministro Maroni. Pensateci,
politici. Su questo, noi e i bambini, attendiamo fatti.
padre Stefano Gorla,
direttore de il Giornalino
padre Matteo Merletto,
direttore de il Piccolo Missionario
don Valerio Bocci,
direttore di Mondo Erre
padre Fabio Motta,
direttore di Italia Missionaria
don Massimiliano Sabbadini,
presidente del Foi (Forum degli oratori italiani)
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