|

UNA MAGICA AMICIZIA
Cari ragazzi,
com’è facile e veloce oggi comunicare! Cellulari e mail, hanno
quasi annullato il tempo e lo spazio, e in pochi secondi possiamo
raggiungere gli amici, dietro casa così come in Australia. Questo
però non significa che i legami divengano
profondi e duraturi, anzi.
Riflettevo da un po’ su questi temi, quando è
arrivata la mail di una ex lettrice che
racconta un fatto straordinario: nove ragazzi, poi diventati adulti,
che dopo un annuncio pubblicato sul Giornalino nel 1977, da
oltre trent’anni si scrivono, si sostengono a vicenda, si
ritrovano, dalla Sicilia al Piemonte. E ognuno di loro attribuisce
questa magia al fatto che la loro comunicazione ha sempre viaggiato
attraverso una lettera da
stringere tra le mani, da annusare, con la calligrafia personale di
ognuno di loro, a raccontare emozioni e stati d’animo.
Oltre a pubblicare la loro testimonianza vi invito in
questa bella estate a scaldare alcuni legami con le
"antiche" lettere e cartoline. Senza rinunciare a mail e a
sms, ma per donare alla vostra amicizia qualcosa in più, la profondità.
Immaginatevi tra 30 anni con a fianco amici che vi hanno
accompagnato, anche a distanza, in questa grande avventura che è la
vita!
E intanto godetevi la razione abbondante di fumetti:
con ogni tipo di ambientazione: Medioevo, antica Roma, fantascienza,
preistoria, western.

FRISBEEMANIA
Chi ha inventato il frisbee?
MARCO ‘92
Già alla fine dell’800 i ragazzi per
gioco lanciavano i contenitori metallici della Frisbie Pie Company
di Bridgeport, negli Stati Uniti, una fabbrica di dolci. Il papà
del moderno frisbee – di plastica – è il californiano Ed
Headrick, morto di recente: impiegato nell’industria di giocattoli
Wham-O di Emeryville, in California, nel 1964 aggiunse delle
sagomature per renderlo più stabile e veloce.
VOMITOOOO!
Perché a
volte si vomita?
VALERIA ‘98
MARACALAGONIS (CAGLIARI)
A farci vomitare è una "centralina di
comando"del cervello, cui arrivano segnali dalla corteccia
cerebrale (sapori, odori...), dall’orecchio (informazioni sulla
posizione del corpo nello spazio), dall’apparato digerente, dal
cuore o da un’altra zona del cervello eccitata da sostanze
chimiche prodotte dall’organismo (acetone) o introdotte con i
farmaci.
La centralina a sua volta invia alle ghiandole salivari, ai muscoli
dell’addome, a diaframma, stomaco, esofago e duodeno gli stimoli
che si traducono nel vomito, difendendoci dall’ingestione di
sostanze pericolose o corpi estranei.
BEETHOVEN DA PICCOLO
Mi parli di Beethoven?
CHRISTIAN USBERGO
MESSINA
Il grande Ludwig van Beethoven (Bonn, 1770 –
Vienna, 1827) da piccolo era timido, parlava a monosillabi, non
aveva amici ed era negato per l’aritmetica. Il papà voleva farne
un nuovo Mozart: quando tornava dalla taverna, lo svegliava di notte
per farlo esercitare al piano! Ludwig, però, preferiva
improvvisare. Per fortuna, grazie al principe Maximilian Franz che
lo aveva ascoltato al clavicembalo, fu seguito da Christian Gottlob
Neefe, famoso organista. Così, a soli 12 anni, pubblicò la prima
opera; 2 anni dopo, a Vienna, capitale della musica, diventò
allievo proprio del suo mito: Mozart!
CORVI MAGICI E MALEDETTI
Perché il corvo porta sfortuna?
NICK-LUCY
Ogni regione del mondo ha i suoi "animali di
sventura": il Mediterraneo le civette, il nord Europa i corvi,
il nord America i pipistrelli.
Il corvo non è sempre negativo. Nella mitologia nordica è
collegato a Hella, dea degli Inferi; nel mondo celtico, a Lug, dio
della luce, o a Morrigan, dea della guerra. I Celti lo
rappresentavano sulle armature per terrorizzare i nemici. In Irlanda
proteggeva i marinai.
Secondo una leggenda, Artù fu trasformato in corvo e nel Somerset,
in Inghilterra, la "conoscenza del corvo" dei Druidi era
un dono divino: ancor oggi, davanti a un corvo, ci si toglie il
cappello per rispetto.
Quando, durante la II Guerra mondiale, la Torre di Londra fu
bombardata e i suoi corvi, protettori del Regno, volarono via,
Churchill ve li fece riportare.
CIAO GRETE!
MI parli del mio nome?
GRETA
Grete, Gretchen, Gretel, da cui l’italiano Greta,
nel tedesco, inglese, scandinavo sono diminutivi di Margaret,
Margherita, da una parola greca che significa "perla",
simbolo di bontà e purezza d’animo, dal Medioevo usata per
indicare il fiore.
PRIMA AUTO? UN CARRO
Qual è stata la prima auto? Chi l'ha inventata?
MATTI '97 - SANFRONT (CUNEO)
ANDREA '98 - PIAVON (TREVISO)
Apparve in Francia nel 1769: era un carro semovente a
tre ruote per il trasporto di cannoni, progettato da Joseph Nicolas
Cugnot, ingegnere militare, e dal meccanico Brézin.
Con la sua grossa caldaia a vapore e il telaio in legno, pesava più
di 4 tonnellate e i freni non funzionavano, tanto che in prova finì
contro un muro: il primo incidente automobilistico della storia!
Cugnot perfezionò i freni e nel 1771 creò un veicolo per 4 persone
lungo 7,25 metri e largo 2,19: non superava i 4 km l’ora.
Soltanto verso il 1860, gli italiani Eugenio Barsanti e Felice
Matteucci, il francese Etienne Lenoir e poi i tedeschi Otto,Langen,
Daimler e Benz introdussero il motore a scoppio.
SCRIVI A...
IL GIORNALINO - CARO ZIO GIÒ
VIA GIOTTO 36 - 20145 MILANO
E-MAIL: segreteria@ilgiornalino.org
|