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Qui parliamo noi.


ANNA E I SUOI AMICI

Trent’anni di una grande amicizia nelle testimonianze di nove "ragazzi" che si sono incontrati sulle pagine del Giornalino.

Caro Giornalino, chi vi scrive è una vecchia ex-lettrice. La mia prima lettera fu pubblicata nel 1977, quando io ero una ragazzina. Cercavo amici di penna (allora le mail non c'erano ancora!), e all'epoca ricevetti più di 300 lettere: riuscii a rispondere solo alla metà.
Con molti di quei ragazzi iniziò una corrispondenza. Con otto di loro continua ancora oggi, a distanza di oltre trent'anni. Siamo stati e siamo ancora ottimi amici. Dalle lettere passammo a incontrarci di persona, ospiti l'uno nelle case degli altri grazie alla disponibilità dei rispettivi genitori. Cosa per me importantissima, nonostante il mio handicap uditivo sono stata accettata e compresa da questi cari amici che hanno dimostrato la loro disponibilità e la loro sensibilità nei miei confronti.
La lontananza tuttora ci divide, ma 30 anni sono passati e siamo ancora qui a scriverci, a telefonarci e a scambiarci le nostre esperienze. Tutto ciò per dimostrarvi che la vera amicizia esiste e può nascere anche grazie a una lettera su un giornale, grazie al Giornalino. Per questo ho chiesto ai miei amici di unire alla mia anche la loro testimonianza.


ANNA PASCUCCI ROMA,
IMPIEGATA ALLA RAI

Che ci siano ragazzi un po’ cresciuti che ci scrivono è già capitato. Ma una tale testimonianza di amicizia sentita e fedele, nata grazie a un annuncio pubblicato sul Giornalino è davvero qualcosa di unico e prezioso.
Per Anna e i suoi amici (di cui uno è diventato un disegnatore di fumetti!), per noi che il giornale lo scriviamo, e anche per tutti i lettori che hanno davanti la prospettiva di qualcosa che dura, di un valore grande come l’amicizia che si mantiene inalterato vincendo il tempo, la distanza e le difficoltà.
Qualcosa che ci fa sentire uniti e meno soli, qualunque cosa accada.

 
Anna ed io siamo stati vicini e siamo cresciuti insieme. Graditi sono la fatica di prendere in mano carta e penna e l'impegno a riordinare pensieri, sentimenti e sensazioni da tradurre in un testo scritto che conservi nel tempo la memoria dell'attimo e il calore umano che lo riscalda.

GABRIELE BERNABINI
SAN MAURO PASCOLI
(FORLÌ-CESENA),
OPERATORE SOCIO-SANITARIO
   

Io mi chiedo se a volte sono le diversità che aiutano a rendere speciali i rapporti con le persone. In cuor mio, ringrazio quel giornalino di 30 anni fa, che mi ha dato la possibilità di conoscere una persona unica al mondo.

PIERGIORGIO BRAGATTO
CASTELNUOVO SCRIVIA
(ALESSANDRIA), CAMERIERE
  

Per me Anna è stata l'amica cui raccontare tutto: lacrime, dolori, gioie e speranze non usando la voce, ma carta e penna.

CRISTINA
GRAVINA DI PUGLIA (BARI),
CASALINGA

Oggi, come allora, mi sorprende e mi diverte trovare posta per me da parte di Anna e un filo, anzi una penna ci ha tenute vicine nei momenti della nostra vita. È un amica di penna, è un amica speciale che mi ha fatto compagnia in questi anni.

MARINA
VICENZA, MEDICO OTORINO

In tutti questi anni non si è mai interrotta la nostra amicizia; era ed è bellissimo spedire o ricevere una lettera.

LINA - SALERNO,
CASALINGA

Conoscere Anna fu la mia prima lezione verso l'accettazione dell'handicap, forse perché Anna conduceva una vita normale, parlava meglio di me, la sua calligrafia elegante e regolare mi trasmetteva un senso di pace e serenità. L'amicizia è un dono grande, trovarla attraverso un pezzo di carta può apparire strano, ma con Anna è successo proprio così.

MARIA PIA IANNOTTA ROMA,
INSEGNANTE
DI SCUOLA MEDIA

In questi 30 anni ci siamo scambiati una gran quantità di informazioni riguardanti la nostra vita, i nostri sogni Cominciare a scriverle è stata un esperienza ineguagliabile.

STEFANO PAGIARO
ABANO TERME (PADOVA),
DISEGNATORE DI FUMETTI

Anna per me è stata come un diario a cui raccontare tutte le mie avventure: avere un amico significa tanto.

MARIA - SIRACUSA, CASALINGA

 
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Il Giornalino n. 33 del 17-8-2008


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